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Questo ci permette di tenere aperta la nostra struttura ogni giorno dal lunedì al venerdì in orari di ufficio, ci permette di lavorare esclusivamente per le necessità della Missione della Congregazione delle suore del Buon Samaritano che operano ad Asmara e villaggi limitrofi, in Eritrea.

Non abbiamo budget che destiniamo esclusivamente alla Comunicazione e alla pubblicità, le nostre promozioni avvengono grazie alla rete di nostri conoscenti, attraverso il sito www.associazionemariam.,it e i social ad esso legati.

Noi, quindi,esistiamo grazie a te!

Nella tua dichiarazione dei redditi relativa al 2016 non dimenticare di inserire, nel settore, indicato per le associazioni di volontariato il numero del nostro codice fiscale:

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Samy è a Milano, un grande in bocca al lupo da tutti noi!

Samy2

Il nostro Samy è partito per Milano per operarsi ad uno dei due occhi, con buona possibilità di recuperare la vista.

Ringraziando ancora l’Associazione AOUPI  che ha reso possibile tutto ciò(vd. precedente articolo), invitiamo tutti a pregare perché tutto vada a buon fine.

Vi terremo informati.

Una catena d’Amore per il nostro Samy

Samy2

In quanti modi si declina la parola Amore?

Nella nostra più che trentennale esperienza più volte ci siamo imbattuti in percorsi d’amore di persone che si dedicavano agli altri. Ne abbiamo raccontato le storie, orgogliosi di averle conosciute, di aver condiviso con loro progetti a volte brevi, a volte di lunga durata. Spesso abbiamo definito queste persone eroi, senza vergognarci di apparire pretenziosi, andando contro la loro stessa ritrosia. Ritrosia di chi, protagonista delle storie che raccontavamo, si schermiva dicendo che non faceva altro che il proprio dovere.

Non è da tutti fare il proprio dovere esclusivamente per il bene del prossimo. Per noi è questa, oggi più che mai, la qualità dell’eroe. Essi sono il seme di un domani migliore. Il nostro raccontarli è, nel nostro piccolo, un voler dar linfa e forza alle radici che questo seme farà germogliare, alla pianta che farà nascere, al domani che costruisce, attimo dopo attimo, anche per noi.

In questi giorni per curare la cecità di Samy siamo tornati a collaborare con l’A.O.U.P.I., acronimo dell’Associazione Ospedale Umanitario Pediatrico Internazionale-ONLUS. Un seme a cui auspichiamo di mettere solide radici nel nostro domani.

Chi è nostro lettore abituale potrà ricordare la storia di Samy: un ragazzo che vive in una delle nostre case-famiglia ad Asmara e che ha problemi audiovisivi. È già venuto in Italia circa quattro anni fa per risolvere i problemi di udito. Quando fu operato a Milano, sempre grazie all’A.O.U.P.I., risolse in gran parte i suoi problemi. Già allora gli fu data una speranza di poter recuperare la vista, speranza che andò delusa, perché, gli dissero, si dovevano “aspettare nuove conquiste scientifiche che possano riparare la sua cornea troppo compromessa dalla malattia” (vd.:      http://1aoupi.wixsite.com/aoupi/samy ) . L’attesa ora è finita: grazie all’A.O.U.P.I. il nostro Samy sarà operato ed ha buone possibilità di riacquistare la vista ad entrambi gli occhi.

L’A.O.U.P.I. si è assunta tutte le spese, sia dell’operazione che del viaggio dall’Eritrea in Italia. Per loro non è un evento straordinario, è la loro mission, sono nati con lo scopo di aiutare e curare bambini che vivono in paesi dove le strutture ospedaliere non sono attrezzate come in Italia, dove alcune patologie non possono essere curate per mancanza di mezzi e di fondi, non per impossibilità.

Presidente dell’Associazione è la dott.ssa Nicoletta Tradati, per chi vorrà approfondire il lavoro che svolgono rimandiamo al loro sito www.aoupi.it .

Noi dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS non possiamo far altro che sentirci orgogliosi che in Italia ci siano professionisti che abbiano questa sensibilità verso il prossimo.

Nei prossimi mesi vi terremo aggiornati sui progressi di Samy e sulle operazioni alle quali si sottoporrà.

 

I figli di Angelo hanno un carretto ed un cavallo grazie a voi

Carretto

Circa un anno fa pubblicammo un appello per comprare un carretto ed un cavallo ai figli di Angelo, per poter permettere loro di continuare a fare il lavoro del padre. . In questi giorni in cui Suor Pina è in Italia, per far fare l’operazione agli occhi al piccolo Samy (ne parleremo fra giorni), abbiamo ricevuto questa foto:  che testimonia del carretto e del cavallo comprato.

Ci piace ricordare che all’appello rispondeste immediatamente e riuscimmo in circa trenta giorni a racimolare la cifra necessaria per comprare sia il carretto che il cavallo.

Queste sono le piccole cose che ci rendono orgogliosi di fare questo lavoro. Piccole azioni che permettono ed assicurano un avvenire a chi, altrimenti, non lo avrebbe.

Un grazie a tutti voi che avete permesso l’acquisto del carretto e del cavallo.

 

Di seguito, come vostro promemoria postiamo l’appello pubblicato su questo sito nel marzo del 2016:

La vita costruisce legami indissolubili; crea ricordi cui essere grati; ricordi che diventano radice per un futuro ancora tutto da costruire. Angelo è un gentile signore che negli ultimi 30 anni accompagnava a scuola con il suo carretto ed il suo cavallo i bambini delle case-famiglia che le Suore del Buon Samaritano gestiscono in Eritrea. Le suore affidando i bambini ad Angelo erano serene: con Angelo i bambini erano al sicuro. Angelo si assicurava che entrassero a scuola, li aspettava all’uscita per riportarli tutti alle varie case-famiglia di loro residenza, in quartieri diversi di Asmara. Angelo faceva tutto questo in cambio di poche nakfa (la moneta eritrea). Angelo possedeva solo quel carretto e quel cavallo e per tutta la giornata girava per Asmara svolgendo commissioni per chiunque avesse bisogno di trasportare qualcosa da un luogo all’altro, poi, puntuale come un orologio svizzero, ogni giorno all’uscita della, scuola andava a prendere i “bambini delle suore”.

Con il suo carretto ed il suo cavallo Angelo ha dato da mangiare per tutta la vita a sua moglie ed ai suoi cinque figli.

Pur avendo un nome italiano Angelo era meticcio nato da una relazione fra un italiano ed un’eritrea, ma non era stato riconosciuto dal padre e, quindi, non aveva potuto ottenere la nazionalità italiano per sé e per i figli.

Qualche anno fa  Angelo si è ammalato di Alzheimer, una malattia che lo ha distrutto da dentro, che ha minato i suoi ricordi ed il suo essere, i figli amorevolmente, finché hanno potuto, hanno continuato ad accompagnarlo nel suo lavoro, a garantire l’efficienza continuativa a tutti i rapporti di fiducia che nel tempo si era creato.

Angelo da pochi mesi ha lasciato questa vita.

I figli, che abitano tutti in un villaggio a pochi chilometri da Asmara, vorrebbero continuare il lavoro del padre, l’unico lavoro che dava loro sostentamento, ma non possono più farlo con il carretto e con il cavallo del padre. Invecchiano gli uomini, invecchiano gli animali, si usurano le cose.

Le Suore delle Buon Samaritano, affezionate alla memoria di Angelo, hanno promesso ai figli che avrebbero fatto di tutto per aiutarli, hanno promesso loro che avrebbero contattato noi dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS per farci inserire l’acquisto di un nuovo carretto e di un cavallo, nella programmazione delle cose da realizzare per Asmara nel 2016.

Abbiamo accolto questa richiesta con piacere, tutti noi che siamo stati ad Asmara, chi più o chi meno, tutti abbiamo avuti contatti con Angelo e con la sua gentilezza che è diventata per noi seme e radice di questo progetto che proponiamo.

Come tutte le cose difficili da trovare un carretto decente ed un cavallo in buono stato hanno un costo non indifferente.

Le suore ci comunicano che un carretto ed un cavallo ad Asmara hanno un costo complessivo di circa € 3.000, chiunque voglia contribuire con una sua donazione all’acquisto, ci contatti oppure faccia una donazione a:

 C/C Postale N° 37447379 intestato a Associazione Mariam Fraternità-ONLUS

Oppure

C/C Bancario presso Banca Prossima- Filiale di Milano- Intestato a Associazione Mariam Fraternità- ONLUS. IBAN N°: IT49J0335901600100000009438

scrivendo nella causale:  CARRETTO E CAVALLO PER I FIGLI DI ANGELO.

 

 

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L’origine: ricordiamo a noi stessi da dove partiamo

 (…) Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: “E chi è il mio prossimo? ”. Gesù riprese:

         “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre.  Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione.  Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno.  Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti? ”.  Quegli rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”. Gesù gli disse: “Va e anche tu fa lo stesso”.

Il brano che pubblichiamo riporta la Parabola del Buon Samaritano, tratta dal Vangelo di Luca. La parabola è alle origini delle Suore del Buon Samaritano: come nascono e quali sono le ragioni del loro operato.  Ci sembrava giusto ricordare a noi stessi ed a voi le ragioni e la spiritualità condivisa che ci unisce. Il Carisma delle Suore del Buon Samaritano è quello, semplice, di aiutare il prossimo. Le Suore vivono quotidianamente la semplicità di “fare del bene”. Essere semplici non vuol dire essere banali. Può sembrare un paradosso ma essere semplici è una conquista difficile, un punto d’arrivo non facile da raggiungere. Essere semplici significa spogliarsi di se stesso e accettare l’altro per quello che è, senza farsi domande, senza cercare risposte, cercando nell’umanità, nell’altro, ciò che ci unisce non ciò che ci divide. Essere semplici vuol dire aprire la porta a chi ti chiede aiuto senza domandarti di che religione esso sia, senza guardare il colore della sua pelle, senza chiedere niente del suo carattere. Rispondere ad una domanda d’aiuto semplicemente perché essa è stata fatta da un bisognoso, da qualcuno che, in quel periodo della sua vita, si trova in difficoltà e si mostra claudicante nell’affrontare il sentiero della vita. Essere bastone del claudicante, è questo il vero carisma delle Suore del Buon Samaritano. Fondate nel 1989 da Suor Pina Tulino esse formano una  congregazione  istituita sotto la Diocesi di Asmara-Eritrea.  Dopo trenta anni sono più di 30 le suore che in Asmara e nei villaggi limitrofi offrono assistenza spirituale, morale e materiale ai poveri. La loro opera ed il loro carisma è di fondamentale importanza in un paese dove solo il 5% della popolazione è cattolica.  Le suore oltre ad attività catechistiche ed ecumeniche, assistono ragazze senza dimora, disabili, invalidi, anziani ed orfani; curano insieme alla nostra associazione l’adozione a distanza di bambini appartenenti a famiglie bisognose ed il reinserimento in famiglia dei ragazzi di strada. Gestiscono  case famiglia e sono punto di riferimento per  poveri ed emarginati che ogni giorno vi si rivolgono con i problemi più diversi. Gestiscono, inoltre, alcune scuole materne in Asmara e villaggi limitrofi dando sostentamento ogni giorno a più di 500 bambini.

manifesto 5 x mille 2016

(P.S:: articolo già pubbicato sul sito www.associazionemariam.it nel 2016)