La dedizione e un nuovo progetto: pannelli solari per il bar dei Mutiliati

La dedizione, l’amore verso ciò che si fa, la passione per ciò che si fa, costruisce percorsi virtuosi che visti dal di fuori potrebbero definirsi miracoli; ma sono “solo” il frutto di sacrifici reiterati nel tempo, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. In quest’arco di tempo tutti, nessuno escluso, hanno fatto il proprio dovere, ed i risultati si sono visti, si vedono, si continueranno a vedere.
Questa storia inizia 25 anni fa, quando la Congregazione delle suore del Buon Samaritano nello svolgere la propria Missione ad Asmara in Eritrea si ritrova ad aiutare, fra tanti, dei mutilati di guerra.

Erano molti coloro che tornavano senza gambe e senza arti dalla guerra con l’Etiopia, forse per colpa delle mine, forse per colpa di ferite mal curate, erano molti coloro che tornavano dal fronte mutilati. Chi tornava era disperato, sembrava essere vittima di un futuro senza orizzonti, sembrava destinato a passare la vita in balia di scelte altrui. Le suore del Buon Samaritano si presero cura di questa disperazione; si attivarono per dar loro una speranza. Si rivolsero in Italia a tutti coloro che potevano aiutarle, non ultimo il Dott. Domenico Tulino, fratello di Suor Pina. In poco tempo riuscirono ad assicurare protesi a molti di loro, che ricominciarono ad aver voglia di vivere, alcuni di loro iniziarono a progettare la loro vita, a gettare il seme di un sogno che si sarebbe realizzato. A quei tempi dall’Italia ogni 6 mesi, grazie all’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS, arrivava un container pieno di derrate alimentari; container che una volta svuotato rimaneva nella disponibilità della Congregazione delle suore del Buon Samaritano che cercavano di utilizzarlo nel miglior modo possibile. 8 dei mutilati ai quali erano state realizzate le protesi ebbero un’idea: riunirsi in cooperativa ed utilizzare i container per realizzare un bar. Il progetto venne accettato dalle suore che aiutarono a realizzarlo.
La prima decisione che la cooperativa prese, degna del miglior marketing occidentale, fu quella di realizzare l’impresa in una strada trafficata, quindi si decise di realizzare il bar-ristorante sulla strada per Keren.

Nel tempo, con il procedere degli anni e con l’arrivo dei container si è realizzato un bar- ristorante con l’utilizzo di ben 7 container.
Da 25 anni, con questa attività, ognuno degli 8 mutilati facenti parte della cooperativa è riuscito a costruirsi una famiglia, ad avere figli, a mandarli all’Università. Ciò che sembrava impossibile si è realizzato.
La loro è un’attività fatta con molta intelligenza, con un grande spirito imprenditoriale; investono sapendo bene il territorio nel quale operano, per esempio: per sopperire alla cronica mancanza d’acqua, hanno comprato un serbatoio della capienza di 2700 litri.
La Congregazione delle Suore del Buon Samaritano non ha mai smesso di aiutarli, grazie a loro infatti si è creato un contatto con l’Associazione siciliana Walking Together che ha contribuito con delle offerte alla costruzione, all’interno del ristorante, di una sala giochi comprensiva di biliardo. Sala che hanno voluto dedicare al Dott. Domenico Tulino.
Ora per sviluppare la loro attività si sono prefissi un’altra mèta: coprire la superfice dei container con pannelli solari.
Progetto per loro di vitale importanza, importanza che noi occidentali forse non immaginiamo.
Spesso in Italia, infatti, il dibattito sull’utilizzo delle Energie alternative è difficile da far digerire alla gente; è difficile far passare il concetto che diversificare le fonti di energia vuol dire preservare il Pianeta, proteggerlo dall’erosione dei prossimi anni; conservarlo per le generazioni future. Questo accade perché abbiamo corrente elettrica a tutte le ore del giorno; abbiamo un’illuminazione pubblica, un’illuminazione privata. Ogni giorno mettiamo in moto, senza pensarci più di tanto: lavatrici, lavastoviglie, televisioni, computers, spesso contemporaneamente. Certo, un po’ ci lamentiamo all’arrivo delle bollette per quello che ci sembra un costo elevato; ma poi, ricominciamo, come se nulla fosse accaduto. Per noi avere a disposizione l’energia elettrica è del tutto normale.
Quello che per noi è scontato, non lo è nel Terzo Mondo. In Eritrea, per esempio, spesso, hanno corrente elettrica solo due ore al giorno; a volte di notte: cose per noi inimmaginabili.

Avere la possibilità, in Eritrea, di accedere ad energie alternative non vuol dire solo, cosa non da poco, preservare il Pianeta. Vuol dire, soprattutto, avere la possibilità di poter svolgere la propria attività per più ore al giorno.
Se il progetto andasse a buon fine avrebbero più energia disponibile; potrebbero far funzionare il loro bar per più ore al giorno.
Noi dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS, abbiamo preso a cuore questo progetto. Ci sembra un ottimo sistema per risolvere i problemi energetici del Terzo mondo. In occidente abbiamo la tecnologia adatta per realizzare la copertura con pannelli solari di un bar- ristorante. Potrebbe essere un piccolo passo per cambiare le cose.
Il costo di un pannello solare della grandezza di un container, accessoriato di tutto ciò che è utile a farlo funzionare ha un costo di 4.000 euro.
Essendo 7 i container da coprire il costo complessivo del progetto sarebbe di 28.000 euro.
In Italia si sono già trovati finanziatori per due pannelli solari; bisogna trovare finanziatori per gli altri 5 per un totale, quindi, di 20.000 euro.
20.000 euro per permettere ad un sogno di continuare; un sogno che anni fa a raccontarlo senza averlo vissuto giorno dopo giorno avrebbe avuto il sapore di un miracolo; ma che è invece la somma ed il frutto di un’ostinazione a vivere nonostante le difficoltà della vita e di una Missione che la Congregazione delle Suore del Buon Samaritano si è data: quella di aiutare gli altri confidando nell’aiuto di Dio.
Noi, come Associazione Mariam Fraternità- Onlus speriamo, a nostra volta, di fare il nostro dovere e di trovare al più presto i fondi necessari per riuscire a realizzare i sogni dei mutilati.
Speriamo di venir contattati sia da privati che da ditte specializzate del settore che possano metterci a disposizione il loro know-how per soddisfare le richieste che ci vengono dall’Eritrea. Confidiamo in voi.

