Il Covid 19 è arrivato anche in Eritrea

Il momento che si temeva è arrivato. Il Covid19 è arrivato anche in Eritrea. Il presidente ha ordinato a tutti tre settimane di quarantena, di chiusura totale. Ora non osiamo immaginare cosa possa succedere. Questa nuova pandemia in Africa sarà una catastrofe: Sarà difficile fare una giusta prevenzione mantenendo le distanze, sarà difficile assicurare le mascherine a tutti.
Il presidente ha vietato, inoltre, agli stranieri l’ingresso nel Paese. La nazione è isolata. Abbiamo poche notizie che ci vengono date da Suor Pina. Rassicuriamo tutti: è in Italia e sta bene. Tornata per partecipare al funerale dell’amato fratello, non è riuscita a ripartire per colpa dei blocchi che stiamo vivendo. Grazie a lei sappiamo cosa sta accadendo in Eritrea. Le sue parole nascondono timore, ma tendono a calmarci, la sua grande fede fa sì che lei si affidi a Dio. Invita tutti noi a pregare per il popolo eritreo.
Le misure restrittive vietano, addirittura, alle Suore di distribuire alle mamme la somma mensile per i bambini iscritti nel programma di sostegno a distanza; ma oggi più che mai preghiamo tutti coloro che hanno una scheda e sostengono i bambini di versare: le suore faranno i salti mortali per far avere i soldi alle famiglie che, senza di essi, non possono vivere. Speriamo e preghiamo affinché tutto torni al più presto alla normalità, ma non immaginiamo tempi brevi.
Al di là delle preghiere, importanti e necessarie, non è difficile immaginare cosa stia accadendo oggi in Eritrea. Immaginiamo solo le case dei nostri bambini: sarà possibile per le suore far mantenere loro le giuste distanze? Non farli abbracciare? Non farli giocare con gli stessi oggetti? Sarà possibile disinfettare tutto ogni volta che si esce?
Una società povera è una società che vive di risulta, di scarti. Una società in cui si trovano e circuitano cose che nella società opulenta sono considerate obsolete, vecchie. Non è un caso che le poche auto che circolano sono tutti modelli vecchi, non è un caso che per le strade di Asmara ancora oggi si possono vedere i lustrascarpe. Il punto è: se in Italia mancano le mascherine in Eritrea quando arriveranno? Se in Italia, dove vige una democrazia consolidata, non riusciamo a capire davvero il reale numero di deceduti per Covid19, come si potrà sapere il numero dei deceduti in Eritrea?
Intanto, noi, qui in Italia, siamo inermi. Per il momento siamo costretti a stare fermi; nell’animo si Suor Pina e delle Suore della Congregazione delle Suore del Buon Samaritano vive l’idea, appena lo Stato darà il permesso di svolgere attività, di convertire il laboratorio di taglio e cucito in un luogo utile a realizzare quante più mascherine possibili: uno dei modi migliori per fare prevenzione. Noi dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS, appena il Governo darà l’ok, dovremo essere pronti a spedire le risorse economiche per poter acquistare tutto il materiale necessario per realizzarle.
Diversamente dall’AIDS questa pandemia potrebbe essere davvero il colpo di grazia per la popolazione africana, dobbiamo fare di tutto per impedirlo, dobbiamo fare la nostra parte.
Chiunque di voi lettori voglia fare una donazione per questo progetto indichi nell’oggetto o nella causale: OFFERTA REALIZZAZIONE MASCHERINE PREVENZIONE COVID 19.



