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Tag Archivio per: Chiesa

A tre anni di distanza, la tragedia è ancora nei nostri cuori, nella nostra anima….

3 Ottobre 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Sono passati tre anni dal naufragio che vide morire più di 350 eritrei nei pressi di Lampedusa.

Riportiamo quello che scrivemmo 3 anni fa. Valido allora, valido oggi…

La tristezza, lo sconforto, il ricominciare.

 Per noi dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS, questo mese di ottobre è stato un mese triste, un mese che non dimenticheremo. Noi che da trent’anni lavoriamo con l’Eritrea, noi che lottiamo ogni giorno per trovare fondi per un’adozione a distanza in più, per un pozzo in più, per un asilo in più, per una casa-famiglia in più, sapendo che ciò risolve problemi a persone che senza di noi non saprebbero cosa fare, dove andare; noi che giorno dopo giorno, cerchiamo di dare un futuro a tutte le persone eritree che conosciamo mettendo a loro disposizione tutto il nostro, anche se minimo, know-how. Noi che pensiamo di lavorare per dare un sorriso a chi sorrisi non ha, noi oggi siamo in lutto. Piangiamo la morte di 375 eritrei, morti per fuggire da quella povertà che noi cerchiamo di combattere ogni giorno. Vedere quelle bare numerate, vederle prendere da un carrello elevatore come se fossero merce qualsiasi da portare da una parte all’altra, ha riempito i nostri occhi di lacrime: si muore e si diventa un numero, si muore e si viene seppelliti in un cimitero in cui nessuno dei tuoi conoscenti ti piangerà, in cui nessuno sa chi tu sia: un numero non è un nome, non genera ricordi condivisi. Un numero non appartiene a nessuno, è di tutti e, proprio perché tale, è anonimo e destinato a cadere nel dimenticatoio. Una tragedia del genere fa nascere domande sull’utilità o meno del nostro lavoro: potevamo fare di più? Possiamo impedire queste tragedia che si ripetono ogni anno? Perché tutta questa gente fugge dal proprio paese? Di queste domande forse abbiamo strumenti per rispondere solo all’ultima: non si è poveri solo perché non si mangia, si è poveri perché non si hanno servizi, non si hanno strade, non si ha corrente elettrica, si è poveri perché qualcuno è meno povero degli altri e impone agli altri le proprie volontà, costringendo tutti a fare il servizio militare per circa trenta anni. Qualsiasi posto della terra, non è migliore di quello descritto? Non vale la pena di fuggire per vivere un qualcosa che sia degno di essere chiamata vita?  Non tocca a noi cambiare le cose, a noi spetta fare il nostro dovere, continuare a cercare di dare ai sorrisi dei nostri bambini delle radici forti. Dopo le lacrime, dopo il lutto, non ci resta che ricominciare, sperando che chi ha il dovere di impedire queste tragedie si impegni con assoluta buona volontà. (ottobre 2103 Associazione Mariam Fraternità- ONLUS)

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-10-03 08:59:562016-10-03 08:59:56A tre anni di distanza, la tragedia è ancora nei nostri cuori, nella nostra anima….

E’ facile dire: <>

20 Settembre 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Nella vita quotidiana ad ognuno di noi capita di frequentare sale di attesa per svariati motivi. Si attende il proprio turno dal barbiere, dal parrucchiere, dal medico; si fa la fila negli uffici postali. Le discussioni che si affrontano nei luoghi pubblici, riguardano quasi sempre tutto lo scibile umano; quasi mai gli interlocutori si conoscono fra di loro ed ognuno affronta le discussioni con la propria storia alle spalle. Si infervora, si accalora finché non arriva il proprio turno. Da quel momento in poi tutto finisce, ognuno riprende la propria vita, il proprio tran tran quotidiano.

In questi luoghi quando si parla di immigrati, c’è sempre qualcuno che, cercando l’approvazione degli altri, dice con tono lamentoso misto a sottesa rabbia: <<Ma questi che vogliono? Se ne tornino a casa! Ci tolgono il lavoro!>>. A queste parole molti fanno un cenno di assenso, pochi ribattono con senso di compassione: <<Poverelli…. e mica è colpa loro?>>. Rispetto ai vari consessi i secondi sono sempre minoritari, non sono incisivi: la pietas non vince quasi mai sul sentimento di rabbia che spinge all’odio.

Ogni volta che assistiamo a queste discussioni, ogni volta che partecipiamo a queste discussioni ci accorgiamo di quanto lavoro ci sia da fare; di come i “ragionamenti da bar” siano privi di radici, non cercano di approfondire l’argomento. Inutile dirlo, da queste discussioni usciamo sempre sconfitti. Non ci tiriamo mai indietro, ma veniamo sempre messi all’angolo. Appena cerchiamo di approfondire, qualcuno ci ferma e dice: <<Eh… ma tu parti da troppo lontano, così non la finiamo più! Per me se ne devono andare e basta!>>. Queste parole bloccano qualsiasi discussione, qualsiasi approfondimento si tenti di fare; d’altronde tutti sono lì per fare altro. pagare una bolletta, farsi visitare, farsi belli. Si parla per intrattenersi non per conoscere qualcosa in più.

Vorremmo, su questo sito, avere l’opportunità di approfondire un po’ la nostra risposta alla frase: <<Se ne tornino a casa!>> 

In risposta a questa frase vi invitiamo a leggere il reportage <<Terre Spezzate>> di Scott Anderson con foto di Paolo Pellegrin, pubblicato da “La Repubblica” domenica 14 agosto 2016. (lo trovate anche sul sito www.repubblica.it all’indirizzo  http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/08/14/terre-spezzate42.html?ref=search  )

E’ uno sguardo molto interessante su cosa è oggi l’Africa ed il Medio Oriente e perché c’è l’enorme nomadismo attuale.

Gli occidentali non sono esenti da colpe, anzi.

La prima cosa che emerge è che i Paesi colonizzatori nei secoli scorsi hanno tutti adottato nei Paesi colonizzati una tecnica già nota ai romani: fare accordi con, e mettere nei posti di Potere, le tribù più piccole per garantirsi la loro totale fiducia finanziandoli e armandoli a danno delle tribù maggioritarie. Questo, finita la colonizzazione, ha causato il desiderio di rivalsa delle tribù che per anni hanno dovuto subire soprusi, dando vita a delle guerre civili eterne e fratricide. Come se non bastasse questo la soluzione proposta dall’Occidente per risolvere questi conflitti,  è stata il tentativo, del tutto teorico, di esportare la Democrazia; in fondo un controsenso: se i popoli si odiano fra di loro come si dà vita a processi democratici?

Anni di guerra. Si fugge per avere una possibilità di vita. Si taglia la vita con il passato sperando di poter trovare pace, si fugge da una propria guerra, si diventa disertori agli occhi dei leader politici e militari della propria tribù, del proprio popolo; lo si fa per dare una possibilità a se stessi, ai propri familiari; ma, fatta la scelta, non si può più tornare indietro.

Non si fugge solo dalla povertà, si fugge da molto altro.

<<Se ne tornino a casa!>>, molti vorrebbero farlo, non possono. Come occidentali, non siamo esenti da colpe.

<<Se ne tornino a casa!>> potremmo dire altro, potremmo dire molto di più, a difesa di quella moltitudine di persone che cercano di dar riparo alle proprie speranze di un domani migliore, ma, per ora, chiediamo solo una piccola riflessione su quello che abbiamo detto. Così, magari, quando anche voi affronterete una discussione mentre state dal medico, dal barbiere, dal parrucchiere, alla posta, potrete guardare la situazione da un diverso punto di vista….

 

 

 

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-09-20 10:50:272025-11-26 11:51:27E’ facile dire: <>

Il Razzismo?

13 Settembre 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-09-13 10:50:322016-09-13 10:50:32Il Razzismo?

Il welfare, l’accoglienza, la calunnia, la decenza

30 Agosto 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Stabilire le ragioni per le quali si fanno le cose, rende esse formidabilmente normali, logiche, necessarie. Per capirle però bisogna riflettere, pensare, analizzare, dedicare del tempo a coltivare una propria opinione e non correre dietro le opinioni altrui credendole vere e giuste senza averne una prova.

Viviamo in un contesto in cui i social possono creare in nonnulla un’opinione capace di condizionare la realtà, di modificarla, di imporla ai cittadini tanto da farla diventare questione politica da dibattere. Ciò sarebbe legittimo se le questioni venissero poste in tutta la loro verità e non strumentalizzate a piacimento e per propri scopi. In questi tristi giorni del dopo-terremoto sui vari social circolano articoli di varia estrazione che ritengono che i terremotati debbano essere trattati meglio degli immigrati e sottolineano come non sia giusto che gli stessi immigrati vengano ospitati in alberghi a 5 stelle e che abbiano 35€ al giorno a persona. Manipolano la realtà a proprio piacimento cercando di ottenere consensi a man bassa e di allargare il malcontento popolare.

Qual è la verità?

  • Il fatto vero è che ogni immigrato costa allo Stato 35€ al giorno,  ma essi non vengono dati pro manibus al singolo immigrato, ma vengono affidati come rimborso spese ad Associazioni e/o cooperative che nelle proprie strutture devono provvedere a vitto e alloggio, di questi 35€ al giorno circa €2,50 finiscono quotidianamente nelle tasche dei singoli immigrati per un ammontare complessivo mensile di circa 75€. Cosa compri con 2,50€ al giorno?
  • Se un albergo a 5 stelle ospita immigrati è perché ha dato la propria disponibilità ad ospitarli in cambio del contributo che lo Stato garantisce. Lo Stato  non sequestra le strutture se non in caso di estrema emergenza; le aziende alberghiere che le mettono a disposizione lo fanno, soprattutto in bassa stagione, per garantirsi un introito sicuro.

Detto questo, crediamo, però, che il ragionamento da fare sia un altro: nelle nostre democrazie occidentali basate tutte su economie liberali il welfare va difeso a spada tratta o no? Lo Stato ha il dovere di occuparsi delle fasce più deboli o deve lasciarle al loro destino?

Un paradosso: un detenuto costa allo Stato 300€ al giorno. Quindi? Affinché non abbia questo costo lo uccidiamo? Lo facciamo stare a piede libero a fare il bello ed il cattivo tempo a danno della comunità?

Il welfare esiste per difendere e garantire i più deboli, per integrarli, per far sì che contribuiscano, nel loro piccolo, al buon vivere di una comunità; è in questa ottica che esistono anche le pensioni sociali.

Se non esiste una politica di aiuti e di sostegno, non si elimina il problema se non con la repressione, se non con la violenza. Nel 2016 il ritorno all’età della pietra non è auspicabile.

Il welfare va difeso, sempre. Le calunnie ledono la natura di esso alle radici, cercano il caos, tendono al caos. Davanti ad esse non possiamo restare inermi, non possiamo ascoltarle senza dir parola. Sappiamo però che le calunnie affascinano e le verità son dure da digerire, le prime leggere viaggiano sulle ali del vento ed arrivano a tutti, le seconde, radicate, han bisogno di tempo per essere riconosciute tali. Che il tempo sia clemente….

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-08-30 09:39:422016-08-30 09:39:42Il welfare, l’accoglienza, la calunnia, la decenza

Gli uffici sono aperti- Solidarietà alle popolazioni terremotate

29 Agosto 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Da  oggi gli uffici della nostra associazione sono di nuovo aperti.

In questo breve periodo in cui siamo stati chiusi, siamo rimasti tutti sconvolti dall’evento sismico avvenuto nel centro Italia.

Noi, residenti in Irpinia, sappiamo bene cosa significa essere colpiti da una tale calamità naturale.

Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai parenti delle vittime e a tutti coloro che si ritrovano a dover far fronte alle enormi difficoltà quotidiane che un simile cataclisma porta con sé.

Come privati cittadini abbiamo già contribuito a spedire aiuti. Ci riserviamo, come Associazione, di dar vita ad iniziative solidali a medio e a lungo termine.

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-08-29 08:33:382016-08-29 08:33:38Gli uffici sono aperti- Solidarietà alle popolazioni terremotate
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