Regala un sorriso: La storia di Amaniel scheda 1555/B
Circa due settimane fa pubblicammo, spinti dall’insistenza delle Suore della Congregazione del Buon Samaritano che ci telefonarono da Asmara, un appello per un sostegno a distanza urgente perché due mamma eritree, disperate, non sapevano più come fare per nutrire i loro piccoli. L’appello fu subito accolto. Noi ne siamo stati felici ed entusiasti, non di meno non facciamo altro che chiederci quale sia il modo migliore di discernere le urgenze quando si parla degli ultimi, dei poveri più poveri. Soprattutto chi, come noi, si occupa della Comunicazione all’interno dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS- si chiede se non sarebbe meglio, e più funzionale allo scopo, presentare tutte le storie relative al sostegno a distanza come urgenti, drammatiche. D’altronde per essere iscritte al programma di Sostegno a distanza tutti hanno bisogno di aiuto, nessuno escluso. Teoricamente, parlando degli ultimi, non sarebbe giusto fare appelli di “urgenza più urgente!”
Lo abbiamo fatto, ha funzionato. Forse lo rifaremo se lo si riterrà necessario, ma ora, come sempre, preferiamo continuare a chiamare la nostra rubrica di Sostegno a distanza con il nome con la quale è nata: “Regala un sorriso” . Ci sembra più giusto. D’altronde è quello che chiediamo a chi aderisce al nostro programma: privarsi del superfluo (un caffè al giorno) per regalare un sorriso ad una famiglia lontana, per permettere loro di sopravvivere, in molti casi di vivere, decentemente.
Per voi lettori l’urgenza, quindi, deve essere data dal fatto che per essere inseriti nel nostro programma di sostegno a distanza i bambini vivono situazione disperate, l’urgenza è dare risposte a questa disperazione. Deve essere questo il codice di lettura di questa rubrica, altrimenti corriamo il rischio di non intenderci, di non essere funzionali, di non lavorare nel migliore dei modi per realizzare il nostro unico scopo: che tutti i bambini trovino chi li sostenga.
Fatta questa premessa, oggi raccontiamo la storia di Amaniel, un bambino di 11 anni, con quattro fratellini più piccoli. Il padre ha abbandonato la famiglia ed è disperso, non si hanno più notizie di lui. Amaniel, i fratellini e la sua mamma, vivono in un villaggio a 50 chilometri da Asmara. mangiano di ciò che parenti ed amici giorno dopo giorno riescono a fare avere loro. Non hanno altro. La mamma non lavora e, per giunta, non sa dove lasciare i figli. I bambini sono tutti in età scolare. Il sostegno a distanza servirebbe alla famiglia di Amaniel sia per permettergli di sopravvivere, sia per fare in modo che tutti vadano a scuola e, magari, imparino un mestiere che potrà essere loro utile in futuro.
Speriamo che Amaniel, come Mgssay e Sennay, trovi subito una famiglia che lo sostenga.
Foto: Mamme che attendono la distribuzione del contributo mensile del sostegno a distanza- Foto Archivio Associazione Mariam Fraternità- ONLUS



