I Migranti: La follia che assale le persone normali.
In questi giorni in cui il dibattito sui migranti si fa sempre più intenso, c’ è una follia ideologica che come un tarlo invade anche chi ha sempre fatto battaglie civili ed ideologiche. Il ragionamento, che cerchiamo di riassumere in poche parole è più o meno questo: Perché nessuno in Europa vuole i migranti; perché nessuna nazione si dichiara disponibile ad aprire i propri porti per accogliere coloro che tentano il proprio “viaggio della speranza” anche noi italiani dobbiamo chiudere i nostri porti, i migranti non devono arrivare, bisogna fermarli in Libia, in Egitto, in Tunisia, dovunque, basta che non entrino in Italia; abbiamo già mille problemi, non possiamo sobbarcarcene un altro.

Questa insana follia che sta entrando nella carne e nel sangue delle persone normali somiglia tanto al comportamento di quegli innamorati che non volendo ammettere di essere traditi, fanno finta di non vedere ciò che è palese: <<Occhio non vede, cuore non duole.>>
Non si vuole capire che chi fugge dall’Africa fugge per vivere e che farli restare Libia, in Egitto, in Tunisia, vorrebbe dirli condannarli ad una vita in campi di profughi, una vita di prigione, di esilio in una terra di mezzo: non la propria, non la meta prefissata.
L’insana follia che sta invadendo le persone normali crea un’opinione pubblica favorevole al concetto: <<Se non vengono è meglio, se li risolvessero da soli i problemi!>> . L’insana follia, rende difficile far lottare coloro che insani non sono, ma che hanno ben salda la testa sul collo: la battaglia da combattere non è chiudere i porti, ma far aprire i porti a tutta Europa, perché il problema non è italiano, ma europeo. Vinta questa battaglia, si devono controllare i flussi, mettere in galera con pene pesantissime gli scafisti, punire con severità il traffico di vite umane. La battaglia politica sui migranti si vince con la loro accettazione sociale; accettazione che avviene quando la maggior parte dei cittadini non insegue populismi di bassa lega, non ragiona ed agisce di pancia, non viene conquistata da insane follie.

In Italia oggi i cittadini stanno mille miglia avanti rispetto alla propria classe politica, in gran parte dei cittadini, la maggioranza, il senso di democrazia è forte ed è un valore acquisito. Non bisogna farsi trascinare indietro da una classe politica che insegue solo il potere per il potere, il consenso fine a sé stesso, solo a scopi elettorali; senza minimamente pensare che uno degli scopi della democrazia è quello di dare a tutti le stesse possibilità di vita; le stesse opportunità, di permettere a tutti di scegliersi, nel pieno della legalità, cosa diventare. Non accogliere vorrebbe dire venir meno a questo principio, vorrebbe dire la fine di ogni principio democratico.

È di questi giorni un appello firmato da Padre Alex Zanotelli a favore dell’Africa, offre molti spunti interessanti, lo pubblichiamo di seguito:
Appello di padre Alex Zanotelli ai giornalisti: «Rompiamo il silenzio sull’Africa»
dal sito www.finsi.it
Rilanciamo l’appello che il missionario Comboniano, direttore della rivista Mosaico di Pace, rivolge alla stampa italiana. «Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli stanno vivendo»

di Alex Zanotelli*
Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo come missionario uso la penna (anch’io appartengo alla vostra categoria) per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani.
Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che vorrebbe. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli stanno vivendo.
Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa. (Sono poche purtroppo le eccezioni in questo campo!)
È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.
È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.
È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.
È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.
È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.
È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.
È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.
Èinaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.
È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.
È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.
È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).
Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.
Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.
Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.
Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.
Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.
E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).
Per questo vi prego di rompere questo silenzio- stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti? Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.
*Alex Zanotelli è missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell’Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace.
La fonte dell’appello è finsisoacial www.fnsi.it
