Appello urgente!

Noi, qui in Italia, come spesso accade quando non siamo testimoni diretti della realtà, possiamo guardare il mondo solo attraverso gli occhi degli altri. Oggi questi occhi intermediari ci rimandano una situazione tragica. Potessero urlare, urlerebbero. Potessero piangere, piangerebbero. Ma non c’è tempo per farlo: bisogna invece pensare a darsi da fare. Ci si affida a Dio e la nostra fede trasforma il nostro credere in agire. Le urla diventano appelli, richieste di aiuto, che noi non possiamo far altro che amplificare attraverso tutti gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione.
Gli occhi che guardano per noi sono gli occhi di Suor Pina. Tornata in Eritrea, dopo essere stata tre mesi in Italia per permettere a Samy di fare l’operazione agli occhi di cui vi abbiamo parlato, ha trovato una situazione molto peggiorata. C’è disperazione ovunque, fame ovunque, è difficile riuscire ad accaparrarsi beni primari; è difficile, per tutti, anche per chi un tempo si riteneva benestante, arrivare a fine mese. Donne, mamme, nonne bussano incessantemente alle porte della Congregazione delle Suore del Buon Samaritano cercando soluzioni alla fame. Cercando di poter credere in un domani possibile per i propri cari. Suor Pina dice che a sua memoria non ricorda una situazione del genere.

Noi, qui in Italia, siamo atterriti. Ci sentiamo quasi impotenti. Sappiamo benissimo che su di noi quotidianamente contano più di mille persone; che queste persone potrebbero facilmente diventare il doppio e anche il triplo; che la povertà è un pozzo senza fondo. Si fa quel che si può, certo, ma vorremmo che le grida di aiuto che ci raggiungono dall’Eritrea non cadessero nel vuoto, che fossero ascoltate, recepite.
Sappiamo benissimo che oggi in Italia il tema degli aiuti al Terzo Mondo sta diventando impopolare: quotidianamente assistiamo a campagne anti-migranti, che danno forza a concetti egoistici e protezionistici; ma noi non possiamo venir meno al nostro dovere. Non possiamo non dar voce alle grida di aiuto che ci vengono da Asmara.
Fra i nostri progetti ne abbiamo uno che offre un aiuto immediato alle persone: il sostegno a distanza.

Attraverso il sostegno a distanza di un bambino, con appena 26 euro al mese, si aiuta un’intera famiglia a sostenere le spese alimentari.
Noi siamo una piccola associazione, che lavora esclusivamente a favore della missione della Congregazione delle suore del Buon Samaritano, non abbiamo un budget adeguato per permetterci pubblicità e per amplificare questi appelli; chiediamo a chiunque ci legga, a chiunque già ci conosce, di farsi promotore verso terzi del nostro programma di sostegno a distanza.

Il nostro dovere, nel rispondere all’appello che ci arriva da Asmara, è quello di attivarci, di non stare fermi, di cercare, nel nostro piccolo, di impegnarci al massimo per permettere la sopravvivenza di chi ha fame, di chi non ha nulla, di coloro che nel mondo sono fra i poveri più poveri.
Diamoci da fare!
