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La solidarietà che ci piace!

20 Settembre 2018/in News e aggiornamenti/da admin

Il 6 agosto lanciammo un appello urgente per le piccole Marta e Maria, la cui mamma, abbandonata dal marito , era stata salvata per un pelo dal suicidio e viveva sorvegliata a vista dalle suore che rassicurandola che in qualche modo avrebbero provveduto a lei, cercavano di darle e di farle vedere orizzonti diversi da quelli che immaginava.

Le Suore della Congregazione del Buon Samaritano chiesero a noi di fare il possibile, lanciammo il nostro appello attraverso il sito, attraverso la nostra mailing list, attraverso i nostri gruppi social.

Nonostante l’articolo fosse stato pubblicato ad agosto la catena di solidarietà che si è innescata è stata immediata.

Nell’articolo chiedevamo fondi per comprare del latte, in poco più di una settimana grazie alle associazioni Ampelos (www.ampelos.org )e Acqua per la Vita (www.xlestrade.org/acqua-per-la-vita/) e a donatori privati sono stati raccolti 2.350 euro

Altre donazioni stanno ancora arrivando.

Inoltre  Marta e Maria, inserite nel programma di sostegno a distanza, hanno trovato sia l’una che l’altra un aiuto mensile.

Le telefonate ricevute per Marta e Maria e la catena di solidarietà nata per aiutare le due neonate ha fatto sì, per di più, che venisse trovato un sostegno a distanza anche per la piccola Azamit di cui parlammo  il 26 luglio 2018.

E’ questa la solidarietà che ci piace: utile, immediata. E’ questa la solidarietà che ci fa ben sperare nel futuro…

 

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 admin https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png admin2018-09-20 10:17:342018-09-20 10:17:34La solidarietà che ci piace!

Buone vacanze a tutti-avviso di chiusura degli uffici

10 Agosto 2018/in News e aggiornamenti/da admin

 

 

La solidarietà non va in vacanza, ma i nostri uffici saranno chiusi da oggi 10 agosto fino a martedì 21 agosto. Per urgenze potrete scriverci alla mail info@associazionematiam.it o contattarci al 3476843349.

Auguriamo a tutti coloro che sono in ferie un sereno e felice periodo di riposo ritemprante per poter poi riprendere con gioia e vigore tutte le attività.

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 admin https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png admin2018-08-10 14:34:512018-08-10 14:34:51Buone vacanze a tutti-avviso di chiusura degli uffici

Nascere dovrebbe essere sempre bello

6 Agosto 2018/in News e aggiornamenti/da admin

Quella che raccontiamo oggi è una storia molto triste. Per il lavoro che facciamo dovremmo essere abituati, in fondo facciamo progetti per aiutare gli ultimi, i poveri più poveri, i diseredati del mondo, aiutiamo chi senza di noi cadrebbe nell’oblio, nel mondo dei dimenticati. Aiutiamo chi, forse, senza di noi non vivrebbe. Eppure ci sono storie che vanno oltre la miseria, la povertà, storie senza orizzonti cui vorremmo dare una speranza, una meta, perseguendo la quale i protagonisti possano trovare in loro stessi la forza di lottare, una meta che vada oltre gli affetti, ma che, nello stesso tempo, possa permettere a quegli stessi affetti una serena sopravvivenza.

Poco più di un mese fa in un villaggio limitrofo ad Asmara sono nate due belle bambine, Marta e Maria, una decina di giorni fa la mamma ha tentato il suicidio, salvata appena in tempo da chi l’ha soccorsa.

Non è nostro compito giudicare, non è nostro compito indagare sulle motivazioni che spingono una madre con due bambine appena nate a compiere un atto del genere. Nostro compito è, per quanto è nelle nostre possibilità, aiutare una mamma senza risorse economiche, abbandonata dal marito, a crescere due bambine appena nate.

Lo diciamo subito, a scanso di equivoci, se fossero possibili le adozioni, avremmo fatto in modo che le piccole Marta e Maria venissero adottate, ma ciò non è possibile, non ce lo permettono gli accordi internazionali fra l’Italia e l’Eritrea; però questo sarebbe uno di quei casi sui quali avremmo avuto pochi dubbi, soprattutto per la loro sicurezza, la loro incolumità fisica.

Nascere dovrebbe essere bello, chi viene al mondo dovrebbe trovare ad attenderlo il sorriso di chi lo ha generato, di chi, quand’era in grembo, lo ha amato. Per Marta e Maria non è stato così,  per loro la vita è iniziata dentro una notte buia con il sole di là da venire, con l’alba ancora lontana.

Possiamo essere noi la loro alba? Il loro orizzonte? Il futuro non possiamo prevederlo, intanto le suore della Congregazione del Buon Samaritano controllano a vista la mamma di Marta e Maria affinché eviti altri tentativi di suicidio, hanno chiesto a noi dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS di realizzare un progetto che possa garantire il latte alle bambine per almeno 8 mesi, sarebbe, forse, anche per la mamma, una luce in fondo ad un tunnel da inseguire.

Questo mese dalle suore stiamo ricevendo solo richieste di casi urgenti sia da inserire nel nostro programma di sostegno a distanza sia, come in questo caso, per altro. Casi disperati, più disperati del solito. Noi facciamo il possibile , confidando nel vostro buon cuore e sperando che nessuno di voi lettori insegua coloro che vogliono far apparire l’Africa e gli africani come i nostri peggiori nemici: la disperazione a tutte le latitudini del mondo va sempre combattuta.

N-B. : Le foto sono immagini di repertorio non legate all’articolo

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 admin https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png admin2018-08-06 08:00:422018-08-06 08:18:28Nascere dovrebbe essere sempre bello

Cosa si aspetta un occidentale dalla pace fra Etiopia ed Eritrea

10 Luglio 2018/in News e aggiornamenti/da admin

I venti di pace che spirano sulla zona sub-sahariana dell’Africa, non possono che farci felci.

La ripresa dei rapporti diplomatici fra Etiopia ed Eritrea dopo circa venti anni è una notizia storica e come tale va vissuta da chi, come noi, da oltre trent’anni aiuta una missione cattolica eritrea e da chi, come noi, ha visto crescere più di una generazione di ragazzi che non ha conosciuto altro che la guerra, che ha vissuto tutta la vita con una spada di Damocle sulla propria testa: partire per il servizio militare, partire per la guerra.

Per noi, dediti a costruire percorsi di pace, veder partire ragazzi senza la certezza di un loro ritorno è stato sempre frutto di sofferenze indicibili. A centinaia di chilometri di distanza percepivamo le loro paure, il loro desiderio di fuggire, la loro voglia di avere la possibilità di vivere in un mondo migliore, un mondo di pace. Poco o niente potevamo fare per aiutarli a costruire i loro sogni.

Se tutto andrà a buon fine, la guerra fra poco finirà. Cosa aspettarsi dalla pace?

Come contadini che dopo un periodo di arsura  guardano all’orizzonte nuvole piene d’acqua immaginando un rigoglioso raccolto, così noi da un’eventuale pace fra Etiopia ed Eritrea immaginiamo molte cose, fra queste principalmente due: la fine del servizio militare obbligatorio per tutti dai 17 ai 52 anni, l’apertura di un libero mercato, di un libero scambio di merci.

Entrambe queste cose permetterebbero ai giovani eritrei di poter sognare di vivere nella propria terra, di poter costruire lì, mattone su mattone, la propria vita. Permetterebbe a noi, dopo più di venti anni, di aiutarli in modo più costruttivo e meno assistenzialistico, di formarli per avviare piccole attività artigianali, come in passato quando abbiamo aiutato persone ad aprire un bar, una pizzeria, come quando abbiamo realizzato corsi di taglio e cucito per donne tolte dalla strada, tutte cose che, ormai, n0n potevamo più fare.

 

 

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2018/07/Pace-Etipopia-Eritrea-2.jpg 315 630 admin https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png admin2018-07-10 09:19:302018-07-10 09:19:30Cosa si aspetta un occidentale dalla pace fra Etiopia ed Eritrea

Si fa presto a dire:AIUTIAMOLI A CASA LORO!

2 Luglio 2018/in News e aggiornamenti/da admin

Pubblichiamo di seguito un appello che Padre Alex Zanotelli ha rivolto ai giornalisti italiani. Vogliamo sottolineare come anche noi vorremmo che i migranti non esistessero  Vorremmo poter aiutare chi ne ha bisogno senza che sia costretto ad abbandonare la propria famiglia, i propri affetti. Ma il problema migranti esiste e Padre Alex Zanotelli sottolinea bene il perché. Buona lettura.

 

Appello di padre Alex Zanotelli* ai giornalisti italiani:

«Rompiamo il silenzio sull’Africa.
Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.

Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.

So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.

Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.

È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.

È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.

È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.

È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.

È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.

È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.

È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.

È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.

È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.

È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.

È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).

Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.

Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.

Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.

Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.

Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.

E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).

Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti?

Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

*Alex Zanotelli è missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell’Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 admin https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png admin2018-07-02 09:45:142018-07-02 09:45:14Si fa presto a dire:AIUTIAMOLI A CASA LORO!
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