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Regala un sorriso: la storia di Nebay scheda 1554/B

26 Aprile 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Nebay ha 7 anni, è l’ultimo di tre figli, il padre è molto malato e non può lavorare, la mamma fa la lavandaia presso le famiglie che di tanto in tanto la chiamano. Non è un lavoro continuo e, sicuramente, non basta a mandare avanti tutta la famiglia. Ha molto insistito con le Suore del Buon Samaritano per far inserire Nebay nel programma di sostegno a distanza, per tutta la famiglia 26 euro al mese rappresenterebbero la speranza di dare un sicuro mantenimento a Nebay e ai fratellini ed una sicura istruzione a tutti loro. Le suore, avendo accertata la sua situazione, subito hanno inserito il bambino nel programma.

Noi pubblichiamo la sua storia nella speranza che qualcuno di buon cuore aiuti Nebay e la sua famiglia.

Se a qualche nostro lettore sembrerà strano il lavoro che svolge la mamma di Nebay, lo rassicuriamo: è un lavoro che esiste. Ad Asmara poche famiglie hanno la lavatrice e, pur se l’hanno, se non si è in possesso di generatori elettrici privati, si ha corrente elettrica solo per due ore al giorno, quindi le poche famiglie che possono permetterselo chiamano le donne in casa per farsi fare il bucato a mano. (NdR)

Campagna Sostegno a distanza 2016

 

Mamme

Foto: Donne in attesa di ricevere la quota mensile del sostegno a distanza- Archivio foto Associazione Mariam Fraternità- ONLUS

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-04-26 08:47:002016-04-26 08:47:00Regala un sorriso: la storia di Nebay scheda 1554/B

Grazie! Amaniel ha trovato il suo sperato sostegno a distanza.

22 Aprile 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Dopo più di un mese Amaniel ha trovato una famiglia di buon cuore che lo sosterrà a distanza, ne siamo felici.

Di seguito riportiamo l’articolo più volte postato:

Il piccolo Amaniel da più di un mese è ancora alla ricerca di un aiuto. Ripubblichiamo la sua storia sperando che qualcuno di buon cuore possa contattarci.

Amaniel è un bambino di 11 anni, con quattro fratellini più piccoli. Il padre ha abbandonato la famiglia ed è disperso, non si hanno più notizie di lui. Amaniel, i fratellini e la sua mamma, vivono in un villaggio a 50 chilometri da Asmara. mangiano di ciò che parenti ed amici giorno dopo giorno riescono a fare avere loro. Non hanno altro. La mamma non lavora e, per giunta, le rare volte che le capita di lavorare, non sa dove lasciare i figli. I bambini sono tutti in età scolare. Il sostegno a distanza servirebbe alla famiglia di Amaniel sia per permettergli di sopravvivere, sia per fare in modo che tutti vadano a scuola e, magari, imparino un mestiere che potrà essere loro utile in futuro.

Speriamo che Amaniel trovi presto una famiglia che lo sostenga a distanza, in fondo non ci vuole molto: 26 euro al mese.

Campagna Sostegno a distanza 2016

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-04-22 10:20:592016-04-22 10:20:59Grazie! Amaniel ha trovato il suo sperato sostegno a distanza.

Il Papa a Lesbo: la traccia un sentiero da seguire

18 Aprile 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Il nostro lavoro quotidiano non ha molto a che fare con problemi di immigrazione. Noi da 32 anni aiutiamo un’unica Missione di suore in Eritrea, cercando di finanziare tutte le attività di solidarietà e di lotta alla povertà che hanno ad Asmara e dintorni.

Chiunque è venuto in Italia da Asmara, mandato dalle suore, per motivi di salute, motivi di studio o di lavoro, è venuto con tutti i documenti in regola. Nonostante ciò il problema dell’immigrazione non può lasciarci indifferenti, sono molte le persone che abbiamo conosciuto che hanno tentato il proprio  “viaggio della Speranza”, attraversando il Sudan a piedi, imbarcandosi in Libia nel tentativo di arrivare a Lampedusa; di questi molti, di nessuno abbiamo più notizie.

Per noi è impossibile non riconoscere  l’immigrazione come l’immane tragedia dei nostri tempi.  La visita del Papa a Lesbo deve essere per tutti noi un monito,  un grido da ascoltare. Il Papa ha tracciato un sentiero che tocca a tutti noi percorrere e quel sentiero è  l’accoglienza, il rispetto verso l’altro. In un momento difficile in cui l’immigrazione è legata a problemi connessi al terrorismo e alla crisi economica, il Papa non ha avuto paura di richiamare tutto il mondo cristiano a fare il proprio dovere anche quando esso costa sacrifici, anche quando esso mette a rischio le nostre posizioni acquisite. Noi, nel nostro piccolo non possiamo far altro che percorrere con convinzione il percorso da lui tracciato, convinti che se tutti facessimo la la nostra parte, la tragedia dell’immigrazione non sarebbe più  tale. Nel fare il nostro dovere risiede la speranza di un mondo migliore: forse è semplicemente questo il monito del Papa.

 

Papa a Lesbo

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-04-18 09:16:462016-04-18 09:19:32Il Papa a Lesbo: la traccia un sentiero da seguire

La testimonianza di Itenesh- Ragazza cresciuta in una delle case-famiglia di Asmara

14 Aprile 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Oggi accogliamo la testimonianza di Itenesh.

Itenesh è una ragazza cresciuta in una delle case-famiglia della Congregazione delle Suore del Buon Samaritano e che attualmente si trova a Cagliari,  per studiare all’Università, grazie ad una borsa di studi.

Ecco cosa lei stessa ci racconta:

<<La mia storia la voglio iniziare ringraziando il Signore Dio che mi ha dato la vita e continua a stami vicino giorno per giorno dandomi la forza di andare avanti; lo ringrazio anche di avermi dato Pina come mamma, e di avermi fatto crescere fra quelli che considero  veri  fratelli sorelle, tante persone che rendono la mia vita speciale.
Di mio padre non so niente, vivevo con mia madre in una baracca, eravamo molto poveri, mamma prima lavorava ma poi smise perché non stava bene ed iniziò a chiedere l’elemosina, ma non riusciva a mandare avanti la famiglia. Non ci bastava,  stavamo male. un  nostro vicino che conosceva Pina le raccontò di me che ero figlia unica e che vivevamo male. Pina venne a trovarci, iniziò a darci aiuto ttramite il sostegno a distanza, poi ci affittò una stanza  bella per noi due,  io avevo 5 anni ero molto vivace; avevo le ossa fragili:  cadevo e mi rompevo  le gambe. Cosi Pina, nel 1996, mi mandò in Italia a Vicenza   da una famiglia per le cure mediche.
Dopo 6mesi non ci furono cambiamenti tornai in Asmara, in Italia, intanto, avevo imparato la lingua. Iniziai a stare nella casa famiglia perché mia madre non stava bene e si era ricoverata. Iniziai a frequentare la scuola elementare  governativa”Model” con Trhas, Alec e Arsema, ma caddi di nuovo e mi ruppi le gambe, fui costretta ad interrompere gli studi. Passai momenti di estremo dolore, le mie ossa erano  fragili e si rompevano anche di notte ed ero sempre ingessata, la domenica in chiesa Pina mi prendeva in braccio con il gesso pesante. Una mamma straordinaria che faceva di tutto per curarmi con medicine, cibo e tutto quello che poteva rendermi felice. Mi è sempre piaciuto studiare e per farmi contenta Pina mi mette un insegnante privato. Nel 2001 ho fatto l’esame da privatista e iniziai a studiare nella scuola elementare italiana direttamente in quarta classe, dopo due anni di scuola elementare passai alla scuola media. Nel 2006 feci l esame di terza media e nello stesso mese feci la cresima 18/6/2006  Pina mi fece la festa come fa con tutti i ragazzi che abitano nella case-famiglia di Asmara, invitando compagni di classe, amici e persone care. Dopo mi sono iscritta alla Ragioneria e dopo 5 anni mi sono diplomata l’8 luglio 2011.
A settembre 2011 ho iniziato a lavorare(come aiutante) nell’ufficio di Pina per il sostegno a distanza, per me è stata un’esperienza importante: Pina aiuta tante persone povere, ogni giorno ne venivano con diversi problemi e mi facevano tanta compassione.

Nell’estate 2008 e estate 2009, frattanto, ero tornata in Italia con Pina per fare degli  accertamenti e qui conobbi la famiglia di Pina, gli amici e i collaboratori dell’Associazione Mariam fraternità- ONLUS,  e molti compaesani di Baiano. in quelle estati Pina mi mandò  Lourdes con il  treno del pellegrino UALSI. Il treno bianco, l’esperienza mi è rimasta nel cuore e mi sono legata alla Madonna di Lourdes di più di quanto lo  ero prima.

Oggi, dopo quattro anni di lavoro e 22 anni con Pina il 31/10/2015 sono partita per la Sardegna per continuare gli studi. ora mi trovo a Cagliari per studiare Scienze Politiche (amministrazione e organizzazione). Qui mi trovo bene, ho conosciuto mole persone, ho molti amici e sono felice di aver realizzato il mio sogno: studiare.

Di mia madre non ho più notizie dal 1999,  so che è  partita per l’Etiopia, spero presto di aver sue notizie e che stia bene.>>

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-04-14 09:29:532016-04-14 09:29:53La testimonianza di Itenesh- Ragazza cresciuta in una delle case-famiglia di Asmara

Goitom: un’amicizia che dura da più di 30 anni

12 Aprile 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Era il 1986 quando vedemmo per la prima volta Goitom: era un ragazzino, era ospite dell’attuale presidente dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS, che a quei tempi iniziava ad organizzare tramite la parrocchia dei container alimentari per la missione eritrea diretta dalla sorella: Suor Pina. Goitom era uno dei primi ragazzi eritrei a venire a Baiano, luogo della nostra residenza.  Oltre al sorriso quello che ci colpì di Goitom era che non aveva entrambe le braccia dal gomito in giù: gliele avevano tagliate per vendetta.

Forse sarebbe interessante raccontare a chi legge il perché Goitom si trovasse a vivere senza braccia, ma Goitom, ancora oggi, non ne parla mai volentieri, quindi per rispettare la sua volontà sorvoleremo questa parte del racconto. Noi Goitom lo abbiamo conosciuto senza braccia e da lì inizieremo il nostro racconto.

Tutti quelli che lo hanno conosciuto nel 1986 ricordano che con quei due moncherini riusciva a fare tutto e mentre lo guardavamo tutti noi prendevamo coscienza davvero di cosa significasse una diversa abilità; noi non saremmo mai riusciti a fare, non avendo le braccia, quello che Goitom faceva benissimo.

Nel 1986 si trovava in Italia per vedere se poteva mettersi delle protesi, era la sua prima visita in Italia, Paese che dopo anni sarebbe diventata la sua seconda Patria. Andiamo con ordine

Goitom così, oggi, racconta la sua storia: <<Avevo 6 o 7 anni quando ho perso le mani, la Croce Rossa mi trasferì dall’Etiopia ad Asmara. Qui, in ospedale, conobbi Pina. Mi ricordo che la prima volta che ci siamo incontrati mi ha preso in braccio, mi coccolava, mi faceva giocare. Quel giorno abbiamo giocato 4-5 ore. Appena Pina lasciò l’ospedale io ero disperato, piangevo. Ho pianto per una settimana L’ospedale contattò Pina che venne e mi portò a vivere con sé. Nel 1986 mi mandò in Italia per farmi fare delle protesi migliori di quelle che avevo.>>

Goitom, chiaramente ricorda la sua storia dal proprio punto di vista, Suor Pina ricorda che da quando lo conobbe in ospedale subito si diede da fare per fare tutti i documenti necessari per adottarlo e per ospitarlo nell’unica casa-famiglia a cui a quei tempi, aveva dato vita.

Venuto in Italia, la vita di Goitom cambia anche grazie all’interessamento di un altro fratello di Suor Pina, il compianto dott. Domenico Tulino, che si appassiona al suo caso e decide di seguirlo nel tempo e di prenderlo sotto la propria protezione.

Negli anni della sua adolescenza Goitom è venuto più volte in Italia per sostituire le protesi, finché un giorno, diventato grande si trasferisce definitivamente nel nostro Paese trovando lavoro regolare come guardiano di un cantiere per una ditta edile romana.

Da allora Goitom vive nei pressi di Roma, si è sposato, ha un bellissimo bambino. E’ sempre presente in ogni raduno che facciamo. E’ sempre disposto ad aiutare le nostre attività. Si rende sempre disponibile ogni volta che ci serve qqualcuno che ci faccia da intermediario con la comunità eritrea o altro.

In fondo noi e Goitom siamo cresciuti insieme, abbiamo condiviso tutte le tappe della Missione della Congregazione delle Suore del Buon Samaritano ad Asmara. Questo è uno dei grandi vantaggi a lavorare esclusivamente per aiutare un’unica Missione: quasi sempre con le persone si ha una conoscenza diretta.

A Goitom facciamo i nostri migliori in bocca al lupo per il futuro.

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Foto: Goitom con Suor Pina e il Presidende dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS

 

 

 

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-04-12 09:07:102016-04-12 09:07:10Goitom: un’amicizia che dura da più di 30 anni
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