Associazione Mariam Fraternità - Onlus
  • Home
  • Chi Siamo
    • Suore del Buon Samaritano
    • Fondazione “Dott.Domenico Tulino”
  • Progetti
    • Sostegno a distanza
    • Sostieni un anziano
    • Case Famiglia & Asili
    • Casa degli Angeli
    • Le Nostre Collaborazioni
  • News
  • Il Samaritano
  • Contatti
  • Eventi
  • Donazioni
  • Menu Menu

Tag Archivio per: Associazione

L’Esperienza dell’Eritrea del Presidente della nostra Associazione

18 Febbraio 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Riportiamo il racconto  del Presidente dell’Associazione a fronte di uno dei tanti viaggi fatti ad Asmara. Il racconto che riportiamo è risalente al 2010: 

<<L’Africa è un continente a misura d’uomo. Per chi, come me, è nato a cavallo tra le due guerre mondiali del secolo scorso, l’Africa vive un tempo riconoscibile, passato nella memoria; il tempo della mia infanzia, del mio essere bambino. Se mi guardo bambino, mi ricordo andare in bicicletta, correre per le strade, giocare nei cortili delle case, passare molto tempo all’aria aperta, giocare spensierato con tutti i bambini del paese senza distinzioni: ricchi e poveri. Eravamo felici con poco, sapevamo di non avere molto, ma ci bastava, per noi era necessario stare insieme. Non sapevamo cosa fosse la tecnologia. La televisione in ogni casa. I cellulari, le Wii, l’ADSL erano di là da venire. I nostri eroi erano Bartali e Coppi nelle imprese ascoltate insieme ai grandi tramite uno dei pochi apparecchi radio che c’erano in paese.

Quando atterro ad Asmara mi sembra di mettere un piede nel passato, non che non ci sia chi abbia il satellite, internet, il fax, non che il funzionamento di tali cose non siano conosciuti ai più, ma c’è un qualcosa che mi ricorda ciò che eravamo noi italiani una cinquantina d’anni fa.

Non tutte le strade sono asfaltate, non tutti hanno l’auto, molti camminano a piedi, macinando chilometri e chilometri al giorno. La vita quotidiana per questo motivo è rallentata: prendere appuntamento con persone che non hanno e non usano mezzi significa dover aspettare che a quell’appuntamento ci arrivino a piedi. In Italia ti arrabbieresti, penseresti che avresti potuto sfruttare quel tempo di attesa in un altro modo, facendo altre cose. Il tempo in Eritrea non si sfrutta, si vive. Noi abbiamo perso l’abitudine a vivere il tempo. Nel mio ultimo viaggio ad Asmara, come sempre, alcuni conoscenti mi hanno invitato a prendere un caffè, ora sono abituato ed il rito del caffè eritreo non suscita in me più nessuna meraviglia, ma la prima volta la ricordo ancora con stupore. Il rito del caffè dura dalla due alle tre ore: chi ti ospita macina del caffè che fa cuocere sulle carbonelle in un recipiente oblungo in cui versa anche dell’acqua; appena entri getta sul tuo cammino delle rose in segno di ospitalità; ti versa e si versa il caffè, mentre lo si beve si parla del più e del meno; finita di bere la prima tazza tu pensi che l’ospitalità sia finita, ma vedi che l’ospitante inizia ad offrirti dei popcorn continuando a parlare del più e del meno, dopo una mezz’ora ’ ti offre la seconda tazza di caffè, dopo un’ora te ne offre una terza. Il caffè in Eritrea si prende tre volte. Se non dovessi accettarlo la prenderebbero come un’offesa, per loro il parlare, lo stare insieme è il segno del rispetto dell’altro, è il fondamento del vivere comune. Torno in Italia e penso a cosa significhi per gli italiani prendere il caffè: darsi un appuntamento al bar, salutarsi e via. Torno in Italia e penso che essere felici significhi stare insieme agli altri, ascoltarli, dando loro il tempo necessario, un qualcosa che forse, purtroppo, stiamo un po’ perdendo…>>

Don Francesco

DSC00018

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-02-18 10:28:282016-02-18 10:29:13L’Esperienza dell’Eritrea del Presidente della nostra Associazione

Chi fa da se fa per tre: il paradosso della giusta solidarietà

17 Febbraio 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

E’ di questi giorni lo scandalo irpino relativo ai Centri di Accoglienza per immigrati. Scandalo dovuto alle forniture di cibi scaduti ed avariati e alle carenze igienico sanitarie delle strutture ospitanti.

Lo scandalo ci tocca da vicino, non solo perché la nostra sede è a Baiano, in provincia di Avellino, ma anche perché l’argomento: quello degli immigrati e, in generale, della solidarietà verso popoli del Terzo Mondo ci tocca molto, molto da vicino.

La natura dello scandalo è semplice: c’é l’emergenza Migranti, lo Stato mette a disposizione finanziamenti per ospitarli, alcune cooperative mettono a disposizione delle strutture. Per guadagnare, per recuperare le spese, i costi, ed avere un profitto si fa la cresta sui finanziamenti avuti.

Non sappiamo come finirà il prosieguo delle indagini, ci auguriamo che tutti gli operatori coinvolti siano innocenti, ma, se fosse minimamente vero, lo scandalo è dovuto al fatto che si possa pensare di ricavare profitti su di un’emergenza come quella dei migranti.

La solidarietà non prevede profitti e se, per alcuni di noi, è un lavoro retribuito per la quantità di tempo che ogni giorno dedichiamo ad esso, la retribuzione, quando esiste, non può essere equiparata ad una retribuzione aziendale, non può essere pensata da nessuno come motivo di profitto.

La parola Profitto nel Terzo Settore è un cancro che va estirpato, un controsenso in essere.

Da 32 anni, da quando siamo nati, noi aiutiamo solo un’unica Missione: quella delle Suore della Congregazione del Buon Samaritano ad Asmara, in Eritrea. Finora non abbiamo mai dato vita a progetti che non riguardassero la Missione di Suor Pina. La nostra Casa di Accoglienza in Italia, Hagos,  creata grazie al determinante contributo del 5X1000 , ospita, per ora e non in modo permanente, solo persone con problemi medici che vengono mandate in Italia dalle Suore della Congregazione del Buon Samaritano. Nella nostra storia non abbiamo mai dato vita a progetti che riguardassero altre Missioni, altri Paesi del Terzo Mondo, non abbiamo mai partecipato, pur avendone i requisiti, a bandi di cooperazione internazionale che non riguardassero la nostra mission: aiutare Suor Pina. Abbiamo radici forti, chi da 32 anni dirige l’associazione è illuminato, sa bene che il profitto e la solidarietà sono come il diavolo e l’acquasanta: due cose da mantenere distinte e separate.

Si perdono occasioni? Non importa. Potremmo avere più disponibilità economica per aiutare meglio chi vogliamo? Non importa.

Quello che importa è che per noi la solidarietà non è e non sarà mai un profitto.

SL380245

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-02-17 10:34:112016-02-17 10:34:11Chi fa da se fa per tre: il paradosso della giusta solidarietà

In fondo il razzismo non è una questione di pelle

15 Febbraio 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Da dove nasce il razzismo? Oggi davvero possiamo affermare con assoluta certezza che è una questione data dal colore della pelle?

Facendo questo lavoro da più di trent’anni, aiutando quotidianamente la Missione della Congregazione delle Suore del Buon Samaritano ad Asmara, con i problemi legati al razzismo ci siamo dovuti confrontare spesso. Affrontando anche a muso duro delle battaglie a favore di chi veniva discriminato solo per il colore della pelle. Poi, analizzando le discussioni, approfondendole, sempre più spesso ci rendevamo conto che la vera discriminazione è per i non abbienti. Il ricco, qualsiasi sia il colore della sua pelle, difficilmente verrà discriminato.

In fondo questa osservazione può avere la sua conferma osservando i tifosi delle squadre di calcio in Italia. Partiamo da un episodio: Qualche settimana fa l’arbitro di Lazio-Napoli interrompe una partita perché dagli spalti i tifosi laziali gridano cori razzisti contro   Koulibaly. un giocatore del Napoli di colore. Bellissimo gesto da parte dell’arbitro. La domanda, però, è: i tifosi laziali sono davvero razzisti? Se così fosse dovrebbero scagliarsi contro ogni domenica anche ai giocatori di colore presenti nella propria rosa, come Seck, Braafheid  o Keita, invece questi ultimi ogni domenica vengono osannati, spinti a giocare bene, ringraziati per le loro prestazioni, profumatamente pagati dalla società.

Il razzismo che emerge dai cori dei tifosi, pur essendo un gesto deprecabile e diseducativo al massimo, è davvero, allora, sintomo di un razzismo che nasce da una diversità della pelle? La pelle non c’entra nulla. I cori razzisti sono una deriva sociale, frutto di una guerra tra i poveri.

La nostra esperienza, infatti, forse ci racconta una realtà diversa: il vero razzismo che conosciamo è quello fra il ricco ed il povero. Il colore della pelle diventa discriminante quando, fra poveri si sente minacciata la propria posizione.   Il razzismo, per quello che riguarda, almeno, il nostro quotidiano esperire, ha perso le sue radici culturali, ma conserva le sue radici economiche: nasce quando ci si sente minacciati dal poter perdere il lavoro, dal poter perdere aiuti destinati a se stessi, quando vengono minacciati dei vantaggi acquisiti, spesso non per meriti propri , ma per pace sociale.

Nella guerra tra poveri il razzismo dilaga. Difficilmente dilaga altrove.

Nel 2016, per l’enorme ricchezza presente nel mondo, la povertà si potrebbe sconfiggere. E’ l’Utopia che inseguiamo, sconfitta la povertà, il razzismo, ne siamo sicuri, non avrebbe ragione di esistere.

Keita

Foto: Baldé Diao Keita- giocatore della Lazio

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-02-15 09:30:532016-02-15 09:30:53In fondo il razzismo non è una questione di pelle

Oltre la povertà

5 Febbraio 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Far conoscere i problemi di chi si aiuta aiuta ad aiutarli meglio. Questo, che sembra un gioco di parole, spiega bene qual è la sostanza del nostro lavoro.  Per capire chi si aiuta, chi aiutiamo da circa trent’anni, forse dovremmo fare tutti uno sforzo per cambiare, rivedere, riformulare il nostro concetto di povertà.

Chi è oggi per noi il povero? Chi ogni giorno mangia alla Caritas? Chi non arriva a fine mese? I lavavetri ai semafori? Chi dorme nei cartoni nei pressi delle stazioni ferroviarie? Chi dorme sotto i ponti? Certo, per noi quelli descritti sono tutti aspetti di una povertà fatta di  volti che indossano, quasi come segno distintivo,  la miseria, il disagio, lo sforzo e  l’impossibilità di andare avanti da soli.

I volti più stridono quanto più sono attorniati da un’opulenza tronfia di se stessa, assettata dal comprare e vendere prodotti realizzati in sovrappiù. Il povero per noi è povero perché non solo non può comprare niente, ma, soprattutto, perché non ha niente da venderti.

Per questo motivo la povertà non viene vissuta tanto come disagio alimentare, quanto come disagio sociale.

L’alimentazione, pur fatta, spesso, di avanzi, viene assicurata. Il disagio sociale rimane, per sempre, come un timbro arso ad alta temperatura sulla pelle del malcapitato.

Il povero che i nostri occhi conoscono è colui che non ce l’ha fatta a sfruttare le opportunità che la vita gli ha dato, chi non ce l’ha fatta tenere il passo di una società che corre a mille all’ora, è colui che si è, in certo qual senso, adagiato a vivere di scarti, sempre, senza sperare in altro.

Per capire il povero che noi aiutiamo dovremmo cercare di immaginare un mondo, un contesto sociale, che non conosciamo. Un mondo dove c’è corrente elettrica solo due ore al giorno. Dove ci si lava con acqua piovana raccolta in barili, e conservata in essi, per i momenti di siccità. Dove sono asfaltate solo le strade principali delle città, il resto sono tutte strade sterrate. Un mondo dove non i poveri vivono così, ma tutti. Dove è ricco colui che può permettersi la nafta per far girare un generatore di corrente a pieno regime, dove è ricco chi possiede una bicicletta per muoversi, dove è possidente chi ha un’auto.

I nostri poveri, i poveri che aiutiamo, non hanno avanzi cui poter accedere, non possono vivere di risulta. Manca loro il necessario. Quando madre Teresa di Calcutta conia la frase “i poveri più poveri” parla di questi poveri: di coloro che, oltre a vivere il disagio sociale della propria condizione, non hanno accesso a niente, perché di niente è fatto il loro contesto. Ultimi in un mondo di ultimi. A loro, spesso, non serve il necessario per vivere, ma il necessario per sopravvivere.

In questo contesto, noi cerchiamo di assicurare loro la migliore delle vite possibili, cercando di fare del nostro meglio Tutti i bambini che aiutiamo vanno a scuola, hanno un pranzo assicurato, ma sappiamo bene che non potremo mai assicurare loro di avere la corrente elettrica tutto il giorno e, aprendo un rubinetto, l’acqua per lavarsi. Questo non potremo mai farlo.

Per quanto la nostra prospettiva può cambiare: riusciamo ad immaginare di vivere avendo solo due ore al giorno la corrente elettrica?

IMG_1343

 

 

 

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-02-05 11:26:072017-03-03 11:03:43Oltre la povertà
3 Febbraio 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

La nostra Associazione insieme alla Fondazione Dott. Domenico Tulino e al Comune di Baiano (AV), sta partecipando al Bando “MIGRARTI” . Lo facciamo convinti che la lotta alla povertà, all’emarginazione, all’integrazione tra popoli sia non solo un problema legato all’economia, ma anche un problema culturale da affrontare e risolvere.

Riportiamo di seguito le indicazione del Bando così come vengono riportate sul sito del MIBACT:

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, consapevole della necessità di favorire quanto più possibile la conoscenza delle culture dei nuovi italiani per superare paure, diffidenze e pregiudizi, lancia il progetto MigrArti, un’iniziativa che guarda con attenzione e in profondità a una società in continua evoluzione. L’obiettivo a lungo termine è cercare e riconoscere le varie realtà che nel nostro Paese si occupano di quei popoli migranti che fanno ormai parte integrante dal punto di vista umano, economico, culturale e lavorativo del tessuto sociale del sistema Paese.

MigrArti vuole creare le condizioni e le opportunità per far conoscere al meglio le culture di provenienza dei nuovi italiani con un’attenzione particolare alle seconde generazioni, autentico ponte tra i loro genitori ed il futuro che in questo Paese li attende. MigrArti vuole essere rassegne di cinema, letture teatrali, arti visive, musica tutto ciò che può far conoscere meglio l’altro, le sue tradizioni, le sue origini, i suoi percorsi, i suoi viaggi.

Strumento principale saranno i due bandi da 400.000 € ciascuno per il cinema e lo spettacolo dal vivo, che andranno a finanziare progetti cinematografici, di teatro, di danza, di musica con al centro le tematiche di integrazione e la promozione di iniziative dedicate alla pluralità culturale. 
Il progetto MigrArti è stato realizzato in collaborazione con l’UNAR.

Roma, 15 dicembre 2015

MIGRARTI

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-02-03 11:00:432016-02-03 11:00:43
Pagina 12 di 26«‹1011121314›»
Search Search

News e Aggiornamenti

  • Auguri di buon Natale20 Dicembre 2024 - 9:37
  • La miope strategia dell’accoglienza16 Ottobre 2023 - 14:27
  • 31 vite fuori la porta27 Settembre 2023 - 14:06
  • Il 5X1000 ? Il tuo aiuto per i nostri bambini19 Maggio 2023 - 17:00
  • Il tuo 5×1000? Un aiuto ai nostri bambini19 Maggio 2023 - 15:35

Seguici su Facebook

News e Aggiornamenti

  • Auguri di buon Natale20 Dicembre 2024 - 9:37
  • La miope strategia dell’accoglienza16 Ottobre 2023 - 14:27
  • 31 vite fuori la porta27 Settembre 2023 - 14:06

Il Samaritano

  • Il Samaritano – Aprile 20141 Aprile 2014 - 15:30
  • Il Samaritano – Febbraio 20141 Febbraio 2014 - 15:12
  • Il Samaritano – Aprile 20131 Aprile 2013 - 15:30

Seguici su Facebook

© Copyright - Associazione Mariam Fraternità - Onlus | Made with Love by I.D.R. Design - powered by Enfold WordPress Theme
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Mail
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto