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L’aiuto è una scelta

10 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

I giorni si rincorrono imperterriti l’un dietro l’altro. Potremmo fare di più, molto di più. Per duemila persone che aiuti ce ne sono almeno altre quattromila che sperano di poter contare su di te. Vorremmo essere di più, vorremmo che le giornate siano composte da più ore, a volte vorremmo davvero che il tempo si fermasse per poter dire a gran voce il nostro <<Sì!>> a tutti coloro che ci fanno richiesta di aiuto. Non è possibile, dobbiamo imparare a convivere con questa verità. Quando si sceglie di vivere per aiutare “l’altro” bisogna essere ben consapevoli che ci sarà sempre un altro al quale non potrai arrivare. E’ una verità che può non piacere, ma è così. Lo viviamo sulla nostra pelle, ogni giorno. Questo sito online, il 5 x1000, l’assidua richiesta di donazioni, di adesione al programma di di sostegno a distanza per bambini, di adozioni a distanza per anziani, il nostro notiziario mensile inviato alla nostra mailing list, nascono per far convergere sull’associazione quanti più fondi possibili. A volte nel nostro lavoro ci ritroviamo a ragionare come un’azienda e pensiamo di aver lavorato bene se siamo riusciti a raccogliere più fondi dell’anno precedente, di aver lavorato male se ne abbiamo raccolti di meno. La matematica è cinica, precisa: ti premia o ti condanna. Sappiamo di non essere un’azienda, sappiamo bene che più fondi convergono sulle attività dell’Associazione. più persone riusciamo ad aiutare. Questi sono anni difficili per tutti, la crisi economica europea, la mancanza di lavoro porta le famiglie a risparmiare il superfluo, ma bisogna chiedersi davvero cosa sia il superfluo. E’ una domanda che dobbiamo farci tutti. E’ più superfluo un secondo o un terzo paio di scarpe ai propri figli o un sostegno a distanza? Da parte nostra la risposta è scontata. Per anni in Occidente abbiamo esiliato il concetto di povertà, sembrava che tutti fossimo destinati ad essere ricchi, a non aver nessuno problema economico. Quello che avevamo cacciato a calci dalla nostra porta è rientrato a poco a poco dalla nostra finestra. Che la povertà sia tornata a far capolino fra di noi lo dimostrano le folle che riempiono le mense cattoliche, le persone che vivono, sempre più numerose, in strada e nelle auto. Molti bussano anche alla nostra porta. Dopo aver dato loro il nostro possibile li indirizziamo ad altre associazioni, in special modo alla Caritas diocesana. Come potremmo fare diversamente? Se dovessimo aiutare tutti, cosa riusciremmo a spedire ad Asmara? Come vivrebbero i nostri poveri? Molti di noi vivono un percorso di fede, alcuni di noi sono laici, per tutti, i bambini che si sostengono, i bambini nelle case famiglia, i bambini negli asili, i ragazzi di strada, le donne malate di AIDS, gli anziani e tutti quelli per i quali lavoriamo sono i nostri poveri, quelli che senza di noi non vedrebbero un domani. E’ loro che Dio ha messo sulla nostra strada, è per loro che preghiamo tutti voi lettori di aiutarci affinché la porta della Congregazione del Buon Samaritano sia sempre aperta e pronta ad accogliere chiunque chieda di essere soccorso e speriamo che mai consideriate superfluo ciò che per gli altri è necessario.

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-10 08:27:122015-11-10 08:27:12L’aiuto è una scelta

Il sostegno a distanza, familiari lontani.

9 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Eleonora ha iniziato il sostegno a distanza circa 10 anni fa, la sua esperienza continua ancora oggi, Omega è cresciuta anche grazie al suo contributo. Ci piace, oggi, far conoscere a tutti la sua testimonianza che risale al 2009. 

<<Ho sempre pensato di adottare un bambino, ma non mi decidevo mai.

Poi la morte di mio fratello mi ha fatto fare il passo. Lui diceva sempre di non volere fiori alla sua morte, ma opere di bene. Il viaggio di un amico di mia figlia in Eritrea e la conoscenza di Suor Pina Tulino mi hanno dato un’ulteriore spinta e ho adottato una bambina. Quando poi è arrivata la prima foto di Omega, questo il suo nome, mi sono proprio innamorata: una bimba bellissima di tre anni, con due occhioni vivaci. Ho fatto vedere la foto ai miei nipotini raccontando loro che hanno una cuginetta lontano e che le devono voler bene. Sono stati affascinati e anche loro hanno chiesto ai genitori un fratellino lontano, in Eritrea, e sono stati accontentati. Sono quattro anni che ho adottato Omega e posso assicurare che aspetto sempre con ansia qualche lettera che mi informi della sua salute e dei suoi progressi. Da poco mi è arrivato il diplomino della scuola materna e dalla lettera ho appreso che frequenterà le scuole elementari. Per premio, e per invogliarla ancora di più a studiare, le ho mandato una piccola bambola, e sapendo che i beni di cancelleria costano tantissimo, le ho spedito anche quaderni, penne, matite, colori, gomme… Mi auguro di avere qualche piccola lettera scritta da lei per conoscere la sua grafia, dato che ho visto il suo bel visino e la sua famiglia solo attraverso le foto. Un giorno vorrei conoscerla di persona per poter sentire il suono della sua voce ed abbracciarla per trasmettere il mio amore per lei e per tutti i bambini del mondo.>>

Eleonora Sorrentino- famiglia Iannone

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(Foto- Alba eritrea- Archivio foto Associazione Mariam Fraternità- ONLUS)

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-09 09:03:542015-11-09 09:03:54Il sostegno a distanza, familiari lontani.

Il dolore e i sorrisi

6 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Ogni collaboratore dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS è andato in Eritrea per conoscere con mano la situazione, per capire qual era il lavoro della Congregazione delle Suore del Buon Samaritano, per conoscere di persona le persone che si aiutano, i progetti che si realizzano. Ogni volta, cerchiamo di mantenere la cronaca dell’esperienze fatte. Quella che riportiamo è la testimonianza di Anastasia, la tuttofare della nostra Associazione. L’esperienza è del 2010, ma riteniamo sia una testimonianza che conserva il suo valore nonostante i 5 anni passati e nonostante che la situazione in Eritrea sia ancora ulteriormente peggiorata.

E’ dal 2001 che manco dall’Eritrea. Mi ha sempre sorpreso la capacità della nostra memoria nel selezionare i ricordi. Certo ricordavo la grande povertà di questo popolo, ricordavo i poveri che tutti i giorni venivano a bussare alla porta delle Suore del Buon Samaritano per chiedere qualcosa, anche solo un pezzo di pane. La mia mente, però, aveva registrato questa miseria come un sottofondo dal quale , in primo piano, compariva una terra bellissima, con bambini che ti sorridevano e la gente che ti invitava ad entrare nelle case dividendo con te quel poco che aveva.

L’Eritrea che ho ritrovato, quella che mi è letteralmente “scoppiata” in faccia già al mio arrivo all’aeroporto di Asmara è un’Eritrea profondamente cambiata. Ho trovato gente sospettosa, impaurita, schiacciata da qualcosa che loro stessi avevano contribuito a creare e poi rivoltatasi contro, sfuggita al loro controllo:un governo che genera paura, sottomissione e ancora più povertà tra la sua gente. Mi hanno controllato i documenti non so quante volte, hanno aperto le mie valigie ferma in quella bolgia per più di due ore, e in tutta quella confusione, ricordo uomini che cercano e qualche volta trovano un po’ di denaro che i loro fratelli immigrati avevano messo insieme per i loro parenti. Cumuli di povere cose sui banconi di alluminio, e mani che frugano, cercano ,violano. Dove era finita quella gente così cordiale, la gente che ti accoglieva a braccia aperte? E in un attimo ho avuto la netta sensazione che non erano i miei ricordi a tradirmi, ma qualcosa era inesorabilmente cambiato in questa terra e nei suoi figli. Volevo andare via, è la prima reazione che ho avuto. Poi l’inatteso: dopo qualche giorno ,un paio forse, sono andata  per le strade e ho ritrovato loro : i bambini. I piccini che ti chiamano, ti sorridono, ti “coccolano” anche solo con lo sguardo. I bambini della mia memoria, la mia Eritrea. Da qui è iniziato il mio viaggio, i miei ricordi si sono fusi con la realtà che stavo vivendo. La vita di queste persone è diventata ancora più dura. Molti, moltissimi a chiedere l’elemosina in strada, anche se il governo lo vieta. La fila fuori casa delle suore del Buon Samaritano è aumentata. Suor Pina mi diceva che  tutti  i primi martedì del mese bussano alla sua porta i “casi speciali”, come li chiama lei,: gente poverissima che non è inserita nel programma delle adozioni a distanza a cui le suore danno un piccolo sussidio che permette loro di andare avanti. Ma i più colpiti e anche i più indifesi in questa triste situazione sono sempre i bambini. Sono aumentati i casi di AIDS tra i più piccoli. Ho conosciuto bambini di quattro anni malati con i genitori morti e praticamente soli al mondo. Come può un bambino così piccolo sopravvivere a una tragedia così grande e portare sulle spalle un così grande dolore? Le suore fanno un lavoro meraviglioso , li curano, li sfamano e soprattutto li amano.

I loro occhi e i loro abbracci sono quello che mi porterò a casa da questo viaggio, quello che sarà difficile dimenticare.

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(Foto fatte da Anastasia in Eritrea- Archivio Associazione Mariam Fraternità-ONLUS)

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-06 09:09:482015-11-06 09:09:48Il dolore e i sorrisi

Solidarietà non assistenza

5 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Nei nostri 31 anni di esperienza passati ad aiutare una comunità, abbiamo imparato bene a conoscere il limite labile fra solidarietà ed assistenza. Come Associazione Mariam Fraternità- ONLUS- facciamo assistenza ai malati, agli anziani, ai diversamente abili, a tutti coloro che hanno delle oggettive difficoltà a superare i muri invalicabili che la vita quotidiana mette loro avanti. Ai poveri offriamo solidarietà, non assistenza. Chiediamo loro di fare il possibile per emanciparsi. Ad Asmara li aiutiamo, per quello che ci è possibile, in accordo con le Suore della Congregazione del Buon Samaritano, ad entrare nel risicato mondo del lavoro eritreo, li aiutiamo a formarsi, a studiare. Ci sono molte altre persone da aiutare,  nessuno ha diritto ad un privilegio ai danni di altri, per questo chiediamo, pretendiamo, il loro impegno, il loro sforzo ad essere autonomi. Crediamo sia nostro dovere avere questa pretesa. Spesso la mera assistenza crea un’abitudine che diventa una sordina, una gabbia, una palla al piede che impedisce agli interessati di lottare per la propria indipendenza, di pretendere da se stessi una vita migliore. E’ questa cosa che cerchiamo di combattere, per questo motivo quando aiutiamo i poveri preferiamo dire che siamo solidali con loro e non che facciamo loro assistenza. Assistenza e solidarietà: Le due parole per noi non sono sinonimi, la differenza fra di esse per noi è sostanziale, non formale. Fra le due, nell’aiuto ai poveri, preferiamo di gran lunga la seconda.

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-05 08:45:592015-11-05 08:45:59Solidarietà non assistenza

Saron, una gioia vederla crescere

4 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Quando nel febbraio di qualche anno fa l’andammo a prendere all’aeroporto di Fiumicino alle 3 del mattino, Saron ci sembrò una bambina: magra, bassa, con un sorriso che nascondeva tra le righe un rimpianto di tutto ciò che non era, ti tutto ciò che avrebbe potuto essere. Ci sembrava una bambina di 9/10 anni, era un ragazzina di quasi 17 anni.  Guardandola, tutti noi dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS. parlavamo con lei come si parla ad una bambina: facendo smorfie e, scherzando, modificando la nostra voce. Pur rimproverati da Suor Pina, che ne rivendicava l’età ed il suo diritto ad essere trattata da donna nel pieno della propria adolescenza, era più forte di noi, per noi era una bambina, la vedevamo come una bambina.

Suor Pina era venuta in Italia per lei, era molto preoccupata della sua situazione di salute, Saron era una delle bambine residenti nella Casa degli Angeli, era sieropositiva, ma il suo problema era che non cresceva, non si sviluppava ed aveva crisi repentine che la portavano ad un passo dalla morte. I medici eritrei non sapevano cosa fare, come curarla. Venire in Italia era per Saron l’unica speranza. Noi dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS, forti dell’esperienza avuta con SAAD, l’accogliemmo, speranzosi, nella nostra casa di accoglienza HAGOS e grazie alle donazioni avute ci assumemmo l’onere della sua permanenza e delle spese mediche.

Saron fu ricoverata per mesi in una struttura ospedaliera di Napoli; i medici non sapevano come curarla. Fecero esami su esami, tentativi su tentativi. Saron sembrava rigettare ogni forma di cura. I medici studiarono approfonditamente il caso, si misero in contatto con varie Università, dopo mesi capirono che la malattia di Saron era un grave caso di malattia gastro-enterologica  che si sviluppa soprattutto nelle zone sub-sahariane, ci volle del tempo per individuare la cura.

Ora Saron sta bene, la cura ha funzionato. Per i medici di Napoli che l’hanno avuta in cura è diventato un caso da studiare e da tenere sotto osservazione. E’ voluta tornare in Eritrea, le avevamo chiesto se voleva restare qui fino alla fine della cura, non lo ha voluto, desiderava tornare da coloro che lei considera fratelli e sorelle: gli altri bambini della Casa degli angeli.

La cura individuata dai medici per Saron aveva per noi dei costi alti, ogni mese dovevamo spedirLe medicine costose. Per sostenere questa spesa avevamo inserito la cura medica di Saron nel progetto delle case-famiglia finanziato dall’Associazione francese Amade Mondiale (www.amade-mondiale.org) , da mesi Saron, con sorpresa dei medici che la seguono a distanza, non ha più bisogno di medicinali.

Giorni fa ci è arrivata una sua foto, non la riconoscevamo: sembra un’adolescente. Che gioia vederla così!

Saron Adesso (Foto: Saron adesso)

Saron prima (Foto: Saron arrivata in Italia)

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-04 08:32:122015-11-04 08:32:12Saron, una gioia vederla crescere
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