Intervista al Presidente dell’Associazione
D: Ci può illustrare la peculiarità del lavoro dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS?
Risposta: L’Associazione nasce con lo scopo principale di aiutare la Congregazione delle Suore del Buon Samaritano che operano ad Asmara e dintorni, in Eritrea. Questo lavoro, rivolto finora ad un’unica Missione, ci rende spesso com-partecipi emotivamente di ciò che facciamo. Quasi sempre conosciamo di persona coloro che aiutiamo, ne conosciamo la vita, le esigenze, i problemi. D’altronde ogni anno andiamo in Eritrea per controllare quello che si è fatto e quello che c’è da fare. Questo è il nostro punto di forza, ma anche ciò che ci rende consapevoli del nostro limite: per aiutare tutti coloro che chiedono aiuto alle Suore del Buon Samaritano ci vorrebbero fondi inesauribili. Per quanti sforzi facciamo, siamo limitati, soprattutto in questo periodo di profonda crisi economica.
D.: Qual è l’attuale situazione Eritrea?
R.: L’Eritrea è una delle Nazioni facente parte del cosiddetto Corno d’Africa, da tempo assillata da una preponderante siccità. La situazione è difficile e d’altronde l’ultima statistica fatta dal Food Policy Research Institute, pone lo Stato Africano fra i 4 quattro più poveri del mondo, dove si muore per fame e per mancanza d beni di prima necessità. In più molti religiosi sono stati espulsi dal Paese, e la Congregazione delle Suore del Buon Samaritano, composta da 40 suore tutte eritree, ora si trova a dover sopperire a molte richieste anche di coloro che prima avevano altri Istituti come punto di riferimento.
D.: Quali sono le strategie che l’Associazione Mariam- ONLUS intende sviluppare a medio e a lungo termine?
R.: Se la situazione resta quella attuale bisogna al più presto creare una rete di alleanze e di sinergia con altre Associazioni presenti sul territorio italiano, con i Centri Missionari e con tutti coloro che hanno a cuore, come noi, il problema del Terzo Mondo. Per questo motivo in questi giorni stiamo inviando un appello via web a tutte le Associazioni e i Centri Missionari che riusciamo a contattare. Negli ultimi anni siamo stati trmite di progetti realizzati dalle suore e finanzianti sall’AMU (Azione per un Mondo Unito), da Amade Mondiale (associazione francese), da Walking together (Associazione siciliana). Speriamo che queste iniziative portino ulteriori risultati concreti a breve e a medio termine e che si creino rapporti continuativi. Abbiamo la necessità di incrementare il numero di coloro che si prendano carico di un Sostegno a Distanza (Adozioni a Distanza). Ogni giorno in Eritrea ci sono moltissime mamme che chiedono di essere inserite nel programma di adozione, per loro siamo quasi l’unica speranza. Senza tralasciare, è evidente,tutti gli altri progetti in essere, dal sostentamento delle case-famiglia, agli asili, agli anziani e alle innumerevoli altre attività.
D.: Cosa spera per il futuro?
R.: C’è la necessità di dar vita ad una vera e propria RETE DI MARIAM, in cui ogni componente, ogni persona che ci conosca, prenda a cuore il nostro lavoro e si dia da fare per far sapere ad amici, parenti e altro, tutto quello che facciamo. D’altronde, Le ripeto, il nostro punto di forza è la trasparenza e la possibilità reale, aiutando un’unica Missione, di toccare con mano i risultati concreti del proprio far beneficenza. Abbiamo circa 800 adozioni attive su 1.100, siamo presenti, con numeri esigui, in 15 delle 20 regioni italiane. Siamo consapevoli di dover fare molto di più. È un intero popolo bisognoso che ce lo chiede.




