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L’appello è stato accolto: Grazie di cuore!
/in News e aggiornamenti/da Mariam FraternitàGiovedì pubblicammo un appello urgente per cercare chi sostenesse a distanza Migsanna e Sennai le cui mamme da tempo, disperate, bussavano alle porte delle Suore del Buon Samaritano perché non riuscivano a dar da mangiare e a sostenere i propri figli.
L’appello venerdì già era stato accolto.
Da parte nostra, da parte dei Suor Pina e della Congregazione del Buon Samaritano, un grazie infinito a coloro che hanno reso possibile ciò e a tutti coloro che ci hanno chiamato perché volevano assumersi l’impegno del sostegno a distanza.
Ricordiamo che, oltre alle urgenze e ai casi eccezionali, ci sono sempre bambini e famiglie che confidano nel vostro piccolo sostegno mensile e nel vostro grande buon cuore. per questo motivo se avete intenzione dar vita ad un sostegno a distanza di una famiglia eritrea contattateci. Ricordiamo che il costo è di €26,00 al mese. Grazie a tutti…
Foto: Mamme in attesa del contributo mensile del sostegno a distanza. Archivio Foto Associazione Mariam Fraternità- ONLUS
Un artista, il suo impegno
/in News e aggiornamenti/da Mariam FraternitàMariano Bellopede è un bravissimo musicista jazz, il suo ultimo lavoro dal titolo “Di altri sguardi- racconti dal Mediterraneo” è completamente dedicato ai migranti. Gli abbiamo chiesto di concederci un’intervista, ha accettato. Lo ringraziamo per la sua bella disponibilità. In appendice all’intervista, una nostra piccola riflessione.
D.: Ciao Mariano, innanzi tutto, ti facciamo i complimenti per il tuo lavoro, la tua musica è molto suadente, bella da ascoltare. Facciamo una premessa: non ti chiediamo risposte da esperto. Vogliamo delle risposte che vengano date dalla tua sensibilità, non abbiamo la pretesa di trovare soluzioni, abbiamo la speranza di porre interrogativi rivolti a far guardare le cose sotto un’altra prospettiva. Come nasce l’idea di dedicare un intero lavoro ai migranti?
Ho voluto fare un disco in cui ogni brano nascesse, come ispirazione, da un evento della recente storia del Mediterraneo…per cui, non solo i migranti ma su 10 tracce, inevitabilmente , almeno 6 si collegano a quello. L’idea di costruire il mio disco in questo modo è nata dal fatto che volevo fare un disco di contenuti. Un disco che non fosse soltanto musica e che anzi, dichiarasse quanto la musica sia imprescindibilmente legata a ciò che succede attorno.
D.: Sappiamo bene che un artista lavora facendosi trasportare dalle proprie sensazioni, ci chiedevamo però se hai avuto modo di conoscere di persona qualche migrante, se ti ha parlato delle sue disavventure?
Si, ho avuto modo: ne ho conosciuti e mi sono fatto raccontare quello che nessuno di noi può mai veramente capire. Ne ho invidiato la forza di volontà e il coraggio . Anche da loro mi sono fatto consigliare libri , poesie, racconti da leggere.
D.: Secondo te i mass-media raccontano bene il problema dei migranti? La loro narrazione è reale?
Di sicuro, fino a qualche mese fa , no. Adesso, da quando la situazione è precipitata, avverto una sensibilità maggiore… La cosa che però manca da sempre, a livello di informazione, è sottolineare quando si sarebbe dovuto fare in passato e mai si è fatto e, NON CAPISCO PERCHE’, ANCORA NON SI FA… o meglio lo immagino il perché, non c’è interesse ad andare aiutare alcuni territori quando si può tranquillamente attingere in altre parti del mondo.
D.: Noi da anni diciamo che 100.000 persone che sbarcano ogni anno a Lampedusa sono un problema catastrofico, ma 100.000 persone che sbarcano ogni anno in Europa potrebbero essere una risorsa, condividi?
La soluzione è difficile, anche perché credo che oggi i numeri siano notevolmente aumentati e continueranno a farlo, finché non si andrà ad agire in senso UMANITARIO nei territori colpiti … in ogni caso, che tutti accolgano tutti è secondo me condizione necessaria .
D.: Noi sappiamo bene che chi fugge lo fa perché, spesso, non ha altra scelta, non credi che ci debba essere più tolleranza verso i migranti? E non credi che bisogna cercare di considerare i singoli casi e non legiferare sui grandi numeri?
Ma si, assolutamente. Trovo assurdo fare delle leggi contro i migranti … è davvero scontato sottolineare che sono persone come noi. Madri, Padri, figli… bisogna sconfiggere in partenza qualsiasi tipo di pregiudizio e legiferare sui grandi numeri non aiuta assolutamente in questo.
D.: Noi non siamo esperti di musica, siamo ascoltatori, l’Africa musicalmente offre riferimenti? Conosci musicisti africani?
L’Africa ha una cultura e tradizione musicale favolose, assurde, interessantissime… e anche molto complesse: i musicisti lì usano ritmiche complesse, suoni e strumenti bellissimi, scale diverse dalle nostre.. L’Africa è assolutamente immensa ! Di una ricchezza enorme. E c’è anche grosso rispetto nei confronti dei musicisti.
Cosa pensi del nostro lavoro?
Penso sia un lavoro serio, importante. La sensibilizzazione è fondamentale, perché l’animo umano , infondo, è aperto alle parole buone. E voi in questo siete importanti come , spero, anche il mio disco.
Grazie Mariano, grazie davvero
| A proposito di aiuti umanitari |
Il problema migranti ormai occupa le cronache quotidiane, tutti ne parlano di continuo. Finalmente è diventato, come noi auspichiamo da anni, un problema che interessa tutta l’Europa. Con ritardo, con molto, colpevole, ritardo. Molte idee vengono proposte per cercare di risolvere il problema, molti vorrebbero risolvere il tutto partendo dalla base, dall’Africa, dando aiuti ai Paesi dai quali i profughi fuggono. Questa soluzione che pure sembrerebbe la più immediata, la più semplice, è anche la meno indicata. Purtroppo chi fugge, fugge non solo dalla povertà, ma, soprattutto, da Stati oppressivi e dittatoriali che costringono i propri cittadini non solo a partecipare a conflitti, ma quasi a vivere in un clima carcerario per tutta la vita. Dare soldi ai governi, significherebbe foraggiare il perpetuarsi delle cause di oppressione, ovvero dare forza a coloro che sono la vera causa del problema. Questa situazione non viene mai abbastanza sottolineata dai media, eppure per capire il problema dei migranti quest’aspetto è fondamentale. Se l’Occidente fa un accordo con i governi locali per fermare la migrazione, non crescono le opportunità di lavoro per i cittadini africani, ma crescono a dismisura gli strumenti di oppressione. Come fare? La soluzione non è semplice e, soprattutto, non è immediata: bisognerebbe incentivare lo sviluppo di percorsi democratici, ma l’esperienza storica degli ultimi 50 anni ci insegna che la democrazia non si esporta e né si impone. Ora come ora noi, in Occidente, non possiamo far altro che sviluppare una politica dell’Accoglienza che sia quanto più integrata possibile, che sia garante quanto più possibile della dignità dell’essere umano. Deve essere questo il punto fermo nell’affrontare il problema dei migranti. I diritti umani vanno garantiti, non si può arretrare su questo punto. Se la Storia è conquista, le nostre democrazie hanno la forza e la maturità per non alzare muri, per non chiudere frontiere. Questo non vuol dire che per sviluppare una politica dell’Accoglienza si debbano risolvere prima i problemi interni dei Paesi interessati come la disoccupazione, la povertà, la criminalità. Tutti noi, cittadini occidentali, dobbiamo arrivare a sviluppare una matura politica dell’Accoglienza che ci permetta di considerare il migrante, un nostro futuro concittadino che con il proprio lavoro, pagando le proprie tasse contribuirà alla crescita della vita civica delle nostre Nazioni. Non un problema, ma una risorsa: appunto.
Urge sostegno a distanza: Misgana e Sennai schede 1556/B e 1557/B
/in News e aggiornamenti/da Mariam FraternitàE’ raro, molto raro, che fra i bambini che vengono inseriti nel programma di sostegno a distanza facciamo delle preferenze, è raro che proponiamo a chi ha intenzione di sostenere un bambino, un bambino che non segua un preciso ordine di iscrizione e di inserimento nel programma di adozioni. Prediligiamo coloro che sono iscritti da più tempo. Garantito loro un sostegno, proponiamo le nuove schede, i nuovi inserimenti. In genere siamo riluttanti anche a chiedere a chi decide di sostenere un bambino se voglia sostenere un maschietto o una femminuccia, anche questa ci sembra una discriminante, una preferenza fatta a danno di un altro. Per noi vige, in modo quasi esclusivo, la regola dell’iscrizione temporale al programma. Ci sono delle eccezioni, quelle che presentiamo oggi lo sono.
Le suore da Asmara ci stanno contattando quasi ogni giorno sperando di poter dare alle mamme di Migsana e Sennai belle notizie. Noi, nello sconforto, ripetiamo che non ci sono notizie, che prima di loro ci sono altre schede che devono essere affidate, che oggi è difficile, per colpa della risi economica, che una famiglia si assuma l’onere di un sostegno a distanza, che stiamo facendo il possibile cercando di contattare tutti coloro che da anni collaborano con noi. Parole. Servono fatti. Urgono. In accordo con Suor Pina e con la Congregazione delle Suore del Buon Samaritano, abbiamo deciso di fare un’eccezione, di dare priorità, nel programma di sostegno a distanza, a Migsana e Sennai.
Le loro mamme, infatti, da mesi non sanno più cosa fare, da mesi bussano alle porte delle suore in cerca di alimenti per i loro figli, da mesi supplicano per ricevere un aiuto sicuro.
Le mamme di Migsana e Sennai non si conoscono fra di loro, ma hanno una storia simile. Entrambe hanno un marito disperso: forse morto, forse partito, forse disertore. Entrambe, avendo figli molto piccoli, non possono andare a lavorare, vivono di quello che loro danno parenti e amici. Non basta, non può bastare. Le suore fanno il possibile per aiutarle, ma non hanno i mezzi per aiutarle in modo costante, tanto da garantire ai loro figli, una giusta alimentazione e una doverosa scolarizzazione. Il sostegno a distanza sarebbe la soluzione.
A Migsana e Sennai sono state assegnate le schede 1556/B e 1557/B, il sostegno a distanza ha un costo di 26euro al mese, meno di un caffé al giorno.
Se qualcuno di voi lettori vuole sostenere Migsana e/o Sennai e vuole più informazioni in merito, ci contatti allo 0818244999 o invii una mail a info@associazionemariam.it
Fatelo, è urgente!
P.S.: Se qualcuno di voi lettori ha già un sostegno a distanza e non ha intenzione di averne un altro, cerchi di sensibilizzare qualche proprio conoscente a farlo, grazie!
Chi è il povero più povero?
/in News e aggiornamenti/da Mariam FraternitàCi sono domande che non hanno risposte; che, anzi, fanno nascere altre domande senza risposte. Porsele sembrerebbe inutile, sembrerebbe di giocare con un bambino al gioco dei “perché?”. A tutti crediamo sia capitata un’esperienza del genere: qualsiasi adulto, dotato di pazienza o meno, alla decima, alla centesima, alla millesima domanda: “E perché?” finisce per rispondere in due modi: -“Perché è così e basta!” o “Perché è perché…“. Tanto bella e immensa è la curiosità dei bambini tanto è estenuante e faticosa la ricerca dell’adulto di trovare risposte soddisfacenti, si arriva sempre in una strada senza via di uscita, si arriva sempre ad una domanda senza risposta.
Chi è il povero più povero?
Questa è la nostra domanda senza risposta. E’ la domanda che potremmo declinare in mille altre domande, ognuna con una risposta, ognuna con una soluzione diversa. Mille soluzioni, nessuna soluzione:
Il povero più povero è chi non ha nulla, ma in ogni parte del mondo c’è chi non ha nulla, anche fuori dalla nostra porta, anche a pochi metri da noi, perché decidere di aiutare un popolo lontano miglia e miglia da noi e non aiutare chi è dietro l’angolo?
Il povero più povero è chi non ha voce, di senza-voce è pieno il mondo: persone che ignorano di avere diritti, che non hanno accesso alla minima istruzione, che vivono sopraffatte da un mondo che corre troppo in fretta per loro, perché andare in Eritrea a scovarli?
Il povero più povero è chi non ha assistenza e non può sopravvivere senza l’aiuto di qualcuno, nelle città, nelle ore serali, si adagiano alle pareti di palazzi migliaia di persone; vecchi, giovani, uomini e donne, che, cercando riparo per la notte, si accasciano cercando protezione nelle mura e coprendosi, a volte, solo di cartoni. i poveri più poveri sono solo in Africa?
Chi è il povero più povero?
Noi dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS, non abbiamo risposte e le risposte, come abbiamo visto, ci portano sempre ad altre domande. Però, nonostante ciò, anche noi, come ogni adulto che gioca con un bambino al gioco dei “perché?” abbiamo il nostro “Perché è così e basta!” . Noi ci dedichiamo al popolo eritreo perché quarant’anni fa, una suora, Suor Pina Tulino, ha dedicato la propria vita a loro, ha acceso per noi una lente d’ingrandimento su di un mondo che se non ci fosse stata lei noi non avremmo mai visto. Un mondo che, una volta visto, ci ha obbligato a fare la nostra parte, a fare il nostro dovere, a non tirarci indietro, nel cercare aiuto per chi ne aveva bisogno.
In quarant’anni grazie al nostro impegno e all’impegno di Suor Pina e della Congregazione del Buon Samaritano, molte cose sono state fatte, molte persone sono state aiutate e vengono quotidianamente aiutate, speriamo di riuscire in futuro ad aiutarne di più, a sensibilizzare quante più persone possibili a rivolgere lo sguardo verso un angolo di mondo, il sub-sahariano, che ha sempre più bisogno di aiuto. Questo è il nostro compito, questa è la nostra risposta, questo è il nostro “Perché è così e basta!”
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