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Tag Archivio per: Associazione

EXPO 2015- A Varese “Una corsa contro la fame” organizzata per aiutare Suor Pina

24 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

EXPO 2015 è stata tante cose. Si è discusso di alimentazione, dei problemi di nutrizione del Pianeta e molto altro. In una delle attività collaterali, gli insegnanti della Scuola Europea di Varese, coordinati dai loro insegnanti di educazione fisica, hanno pensato bene di organizzare quella che hanno chiamato “Una corsa contro la fame“, una gara di solidarietà per raccogliere fondi per i bambini malnutriti nel mondo.

La corsa è stata organizzata in modo originale: tutti gli alunni della scuola hanno partecipato, il percorso scelto era il perimetro dell’edificio della scuola. I ragazzi avevano 30 minuti di tempo per percorrerlo ad ogni giro uno o più sponsor, trovati dagli stessi ragazzi, dava loro 1€. Alcuni ragazzi in 30 minuti sono riusciti a fare 10 giri, altri 7, altri 5, altri solamente 1, ma non importa. Importa aver realizzato l’idea, essersi impegnati per dar vita ad un’azione di solidarietà.

Fra gli insegnati della scuola il Prof. Stefano Manente conosce Suor Pina, ed il lavoro che lei svolge ad Asmara con la Congregazione delle Suore del Buon Samaritano, per aver vissuto ad Asmara 5 anni, è stato lui a suggerire di destinare il ricavato alla Missione delle Suore del Buon Samaritano.

A Stefano Manente, agli insegnanti e ai dirigenti della Scuola Europea di Varese, agli alunni e agli sponsor che hanno reso possibile l’iniziativa, va il nostro caloroso grazie!

Come spesso diciamo: sono le gocce che fanno il mare!

Expo 2015

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-24 09:23:092015-11-25 09:57:36EXPO 2015- A Varese “Una corsa contro la fame” organizzata per aiutare Suor Pina

La rete di Mariam ringrazia il Gruppo Arcobaleno di Roma

23 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Da anni gli aiuti che arrivano a Suor Pina e alle sue suore della Congregazione del Buon Samaritano arrivano attraverso una rete di rapporti che la nostra associazione ha contribuito a creare e di cui è punto di riferimento. E’ da alcuni anni che usiamo il termine “Rete di Mariam” per indicare quegli aiuti che non solo ci vengono da persone che ci conoscono e conoscono il lavoro delle suore, ma anche da quelle persone che conoscendo la serietà delle persone che ci aiutano, ci aiutano a loro volta. E’ questo il caso del Gruppo Arcobaleno della Parrocchia Gesù Buon Pastore alla Montagnola di Roma, che conoscono ciò che quotidianamente facciamo tramite Gianfranco Cicciù, l’infermiere che ogni anno spende i propri giorni di vacanza per andare in Eritrea, insieme al Dott. Galanti, per prestare volontariato presso l’ospedale di Asmara. Anche quest’anno il gruppo Arcobaleno che fa riferimento alla Sig.ra Ziantoni, ha organizzato una vendita di lavoretti artigianali da vendere ogni domenica sul sagrato della chiesa di loro riferimento. Il ricavato della vendita sarà donato alla Missione di Suor Pina.

Per noi queste sono le più belle gocce d’amore e di solidarietà che si possano ricevere; sono quelle gocce d’amore che ci obbligano ancora di più a dare il massimo per non deludere le persone che contano sulla nostra serietà, che hanno fiducia in noi. Alla Sig.ra Ziantoni, a tutto il Gruppo Arcobaleno di Roma e a Gianfranco Cicciù, va il nostro Grazie! Il nostro Grazie infinito ed il nostro più caloroso abbraccio. Grazie anche da parte di Suor Pina e delle sue suore.

Parrocchia Gesù Buon Pastore

Foto: Particolare Chiesa Gesù Buon Pastore

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-23 09:36:162015-11-23 09:36:16La rete di Mariam ringrazia il Gruppo Arcobaleno di Roma

Perché chiediamo un incontro…

19 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Nei primi anni del nostro lavoro avevamo timore di proporci presso terzi, ci sembrava di comportarci come quei rappresentanti che avevano un prodotto da “vendere” ed il nostro prodotto era la povertà. Per molti anni abbiamo avuto questa resistenza morale e ci siamo accontentati di crescere poco alla volta, in maniera quasi millesimale, grazie ad amici che conoscevano il nostro lavoro, che conoscevano il lavoro di Suor Pina e delle Suore della Congregazione del Buon Samaritano ad Asmara. Eppure occasioni per farsi pubblicità ne avevamo, non foss’altro che l’Agenzia delle Entrate da anni ci riconosceva l’accesso al 5X1000. Non c’era niente da fare, le nostre resistenze etiche ad attuare qualsiasi forma di pubblicità all’associazione erano più forti. Poi, qualche anno fa, al ritorno dall’Africa, al nostro Presidente fu richiesto un incontro con una comunità parrocchiale, ci chiesero un intervento durante l’omelia per raccontare la nostra esperienza. Fummo felici dell’invito e ci impegnammo molto per prepararlo con tanto di presentazione power point. Dopo averla fatta, dopo aver parlato della nostra esperienza durante la messa domenicale, alla fine della funzione religiosa, fummo fermati da diverse persone che volevano approfondire la nostra conoscenza, volevano sapere cosa facevamo, volevano contribuire con piccole cifre ad aiutarci. Sembrerà strano, ma è stata quella esperienza a farci capire la differenza fra il farsi pubblicità e il condividere l’esperienza che è, in fondo, tessere rapporti umani nuovi che arricchiscono tutti, soprattutto noi. Da allora invogliamo quanto più possibile gli incontri, li cerchiamo, li “provochiamo”, siamo felici di farli, di farci conoscere da quante più persone possibili, siamo felici di condividere le nostre esperienze di aiuto ad un popolo, quello eritreo.

Incontro con le parrocchie

Foto Archivio Associazione Mariam Fraternità- ONLUS

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-19 09:21:492015-11-19 09:21:49Perché chiediamo un incontro…

Il nostro seme: una preghiera

18 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Quando nascemmo eravamo un gruppo di ragazzi dai 15 ai 25 anni e alcuni adulti che cercavano di guidare il nostro cammino di fede. Era il 1984. La nostra fede, quella di noi ragazzetti, era una fede a dir poco opportunistica, noi maschietti andavamo in chiesa per frequentare e cercare di conoscere le ragazzine che facevano parte della schola cantorum e che erano, ai nostri occhi, le ragazze più belle del paese. A pensarci bene in quel periodo sono nate molte coppie che, ancora oggi vivono felicemente sposate e con ricca prole. Alcuni hanno continuato il loro cammino di fede, alcuni altri, pur dichiarandosi laici e non avendo un lineare percorso di fede, continuano ad aiutarci ogni qualvolta chiediamo loro un contributo. Ma non è di questo che vogliamo parlare. Quello che vogliamo raccontare è la storia di un piccolo miracolo che chi era presente ancora oggi si racconta in momenti di sconforto.

Nel 1984 Suor Pina Tulino fece un appello di aiuto alla Sua comunità. In Eritrea mancava cibo, non avevano di che mantenersi, Suor Pina non sapeva come fare a nutrire le persone che ogni mattina bussavano alla sua porta. La sua Comunità parrocchiale, quella di Baiano (AV), grazie anche al parroco, Don Fiorelmo Cennamo, decise di rispondere con forza all’appello. Don Fiorelmo ed i suoi collaboratori formarono 5/6 gruppi di ragazzi e si diede loro il compito di girare tutto il paese per tre giorni per informare tutte le famiglie che Suor Pina ad Asmara aveva bisogno di cibo: pasta, farina, zucchero ecc. ecc.. Chiunque avesse intenzione di aiutarla avrebbe dovuto consegnare tutto entro una determinata ora in un luogo del paese messo a disposizione da una parrocchiana. Lo scopo che la comunità si diede era quello di spedire a Suor Pina un container di generi alimentari. Oggi, dopo 31 anni e dopo aver spedito più di 70 container, siamo abbastanza esperti; ma allora nessuno immaginava che per riempire un container ci volevano più di 10 tonnellate di alimenti. Dopo aver girato il paese per tre giorni, aspettavamo che arrivasse la roba, per dividerla, inscatolarla, riordinarla. Armati di scotch, pennarelli, scatole aspettavamo che arrivassero gli alimenti, il termine di consegna era fissato per le 8 di sera, già dalle 5 del pomeriggio iniziarono ad arrivare i generi alimentari e noi iniziammo a dividerli ed inscatolarli in un’atmosfera di festa e di gioia che solo lo stare insieme porta. Tutto sembrava procedere bene, ma verso le 8 la roba sembrava non arrivare più, con quella che avevamo, secondo le persone adulte che erano presenti lì, non saremmo riusciti nemmeno a riempire un quarto di container. Molti volti si intristirono, noi ragazzi non sapevamo che fare, d’altronde il nostro dovere lo avevamo fatto: eravamo andati in giro, avevamo fatto portare gli alimenti ai nostri genitori, avevamo fatto pubblicità all’iniziativa. Passò all’incirca un’altra ora e non arrivò molta roba, stavamo per andarcene, i volti dei grandi, di chi aveva organizzato tutto, erano tristissimi, erano convinti di aver fallito e che la gente del paese non avesse risposto alla loro richiesta di aiuto. Una di loro prima di andarsene disse: <<Facciamo una preghiera, affidiamoci alla Madonna perché ci aiuti a far arrivare la roba per riempire il container.>> Ci mettemmo in cerchio, ci demmo la mano, dicemmo una Ave Maria. Alcuni di noi, tra cui io, la dissero quasi per gioco, per far contenta la persona che l’aveva proposta, sicuramente non credendoci minimamente. Mettemmo tutto in ordine, posammo le forbici, lo scotch, pulimmo per terra, alle 21.30 stavamo per andarcene, ormai discutevamo del più e del meno, bussarono alla porta: un signore aveva portato quattro buste piene di alimenti; alcuni di noi ripresero scatoli, forbici e scotch e sistemarono gli ultimi arrivi. Ce ne stavamo andando, bussarono un’altra volta e un’altra e un’altra ancora. Alla fine finimmo di inscatolare roba alla 2 del mattino e ci rimandammo al giorno dopo per finire il lavoro. Alcuni di noi, tra cui io, eravamo talmente stanchi che “maledimmo” (ironicamente) l’aver fatto quella preghiera. Il container riuscimmo a farlo abbondantemente.

Io sono uno dei testimoni di quella preghiera, e la mia fede è un piccolo lumicino che spesso vacilla, ma, in passato, ogni anno, ogni volta che abbiamo fatto un container e qualcuno aveva paura di prendere appuntamenti per riempirlo perché temeva la pioggia od altro (il container lo riempiamo stando all’aperto), io, memore di quel piccolo miracolo, ho sempre detto a tutti di non aver paura: non sarebbe piovuto.

Per motivi legati alle leggi dello Stato eritreo sono più di 3 anni che non possiamo fare e mandare container alimentari, ma finora, per più di 70 container, non è mai piovuto…

Francesco Scotto

Container1984

Foto: Noi nel 1984- Archivio foto Associazione Mariam Fraternità- (da sinistra a destra: Francesco Tulino, Pellegrino Colucci, Francesco Scotto, Stefano Scotto, Anna Gentile)

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-18 07:36:282017-04-05 07:22:19Il nostro seme: una preghiera

Regala un sorriso: La storia di Abraham scheda 1553/B

17 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Continua la nostra rubrica “Regala un sorriso” dove raccontiamo le storie delle famiglie che sono inserite nel programma di sostegno a distanza e sperano che qualcuno accetti di sostenerle 

Abraham è un maschietto di 20 mesi, ha quattro fratellini più grandi, la mamma, Azieb, non lavora, il padre, Zeggai, presta servizio militare e non ha la possibilità di mandare soldi a casa. Quel poco che guadagna gli basta a stento a sopperire alle proprie necessità. I bambini sono tutti in età scolare, le suore del Buon Samaritano hanno inserito Abraham nel programma di sostegno a distanza sperando che con 26 euro al mese tutta la sua famiglia riesca almeno a garantirsi il necessario per andare avanti. Azieb sogna per i figli una vita diversa dalla propria, magari sogna che essi possano espatriare, emigrare, andarsene. Quando un genitore sogna questo per i propri figli e non lavora per tenerseli a fianco, per sperare di averli con sé fino alla vecchiaia, quando fin dalla nascita un genitore è preso da questi pensieri, ci si chiede che senso abbia mettere su famiglia, avere figli, lottare perché si facciano grandi, siano istruiti, in grado di cavarsela da soli.  Qual è il senso di tutto questo, perché pur sapendo della persistenza della crisi e delle difficoltà che essa venga superata, si mettono al mondo figli? Un figlio, per Azieb come per molte famiglie eritree e africane, rappresenta sempre il sogno di un domani migliore, la speranza di cambiamento, è l’alba di un nuovo domani, un investimento per il futuro, Sarà compito loro, cambiare le cose, farle andare per il verso giusto, toccherà alle nuove generazioni, se vivranno e resisteranno dare un senso alla vita e ai sacrifici fatti dai propri genitori. Azieb non si è mai pentita di aver messo al mondo 5 figli, il suo vivere è dedito all’oggi, per lei conta accudirli, amarli, farli studiare, farli crescere bene, prepararli ad un domani pieno di prospettive diverse da quelle che lei ha avuto. È per tutte questa motivazioni che ha chiesto alle Suore di essere inserita nel programma di sostegno a distanza.

SL380277

Immagine Archivio Associazione Mariam Fraternità. ONLUS

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-17 10:06:392015-11-17 10:06:39Regala un sorriso: La storia di Abraham scheda 1553/B
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