Associazione Mariam Fraternità - Onlus
  • Home
  • Chi Siamo
    • Suore del Buon Samaritano
    • Fondazione “Dott.Domenico Tulino”
  • Progetti
    • Sostegno a distanza
    • Sostieni un anziano
    • Case Famiglia & Asili
    • Casa degli Angeli
    • Le Nostre Collaborazioni
  • News
  • Il Samaritano
  • Contatti
  • Eventi
  • Donazioni
  • Menu Menu

Tag Archivio per: Associazione

I Viaggi della Speranza- Prefazione di un libro

3 Dicembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Prefazione dell’allora Europarlamentare Rosario Crocetta, attuale Presidente della Regione Sicilia, al libro “Come un Italiano” di Francesco De Filippo- Vincitore della II Edizione del Premio Internazionale Dott. Domenico Tulino svoltasi nel 2013. Il Premio, che ha il Patrocinio del Parlamento Europeo, è edito dalla Casa Editrice Infinito Edizioni. Il Costo del libro è di € 13,00. Puoi richiedere una copia ai nostri indirizzi e-mail, parte del ricavato andrà a finanziare i Progetti che la Congregazione delle Suore del Buon Samaritano ha in Eritrea.

<<I viaggi della speranza. Sinceramente negli ultimi tempi ho iniziato a diffidare molto di questi viaggi. Conosco troppe storie finite male e ho ancora impresse nella mente le immagini del marzo del 2011, quando sono andato a fare un’ispezione a Lampedusa. Ragazzi, uomini e donne che, da oltre un mese, avevano ancora gli stessi vestiti pregni di salsedine che indossavano lo stesso giorno dello sbarco. Uomini e donne che dormivano sopra fogli di cartone, in attesa di una notizia, di una risposta, di un trasferimento, di un bicchiere di latte.Il viaggio è sempre connesso alla speranza. Ricordo una volta, quando un altro Mohamed – che non è il protagonista del romanzo – mi disse, in Tunisia, che lui voleva salire su un barcone per andare in Europa. “Si può morire, Mohamed”, gli ho detto. Ma Mohamed voleva partire lo stesso. Sapeva che poteva morire ma voleva partire, perché voleva tentare di vivere. Mi disse una cosa che mi impressionò particolarmente: “Sono senza lavoro, vivo in un Paese dove non c’é libertà, non ho i soldi per sposarmi e per mettere su una casa. Voglio tentare. Poi, li vedi i tunisini che arrivano dall’Europa. Sono ben vestiti, hanno delle belle macchine, sono più bianchi…”.Si, appunto, gli africani che vivono in Europa diventano più bianchi e io ricordo da bambino, quando in estate rientravano gli emigrati siciliani dalla Germania o dal Nord Italia. Mi impressionava il fatto che erano più bianchi di noi, che stavamo sempre sotto il sole cocente del Sud. Li guardavo come extraterrestri. Ma io appartengo a una generazione che considerava l’abbronzatura una bella cosa. Mohamed no. Mohamed sa che ancora oggi avere la pelle scura vuol dire subire delle discriminazioni o, a volte, semplicemente delle antipatie: Mohamed vuole diventare più bianco.Il sogno così dell’emigrazione verso l’Europa si carica non soltanto di bisogni economici ma anche di speranze fittizie, generate dalle ingiustizie del mondo ma, anche, dal massacro culturale che l’Occidente conduce nei confronti delle altre culture: bianco è meglio che nero, europeo è meglio che africano, cristiano è meglio che musulmano, ricco è meglio che povero eccetera.Si sale così su un barcone. A volte perché c’è uno scafista che organizza il vile mercato degli uomini e delle donne, altre volte perché un gruppo acquista una barca vecchia – che forse non ce la faràad arrivare – e tenta il viaggio. Solo che l’Occidente che attende sulla riva opposta non è quello che i Mohamed hanno sognato e continuano a sognare. Appena si arriva vengono prese le impronte digitali, si viene schedati e trasferiti in un centro di accoglienza o in un centro d’espulsione. Si attende. Si attende come a Tunisi, come a Casablanca, come a Dakhar. Si attende di sapere che fine avranno i propri anni. In quei centri, i Mohamed pensano per tutto il giorno cosa stia succedendo, si chiedono perché l’Occidente della libertà e della democrazia non si ponga il problema di conoscere le persone che sono arrivate, da dove vengano, che cosa abbiano fatto, come abbiano vissuto, cosa pensino. Un piatto di pasta al giorno, sempre la stessa, e qualche vestito usato, regalato da qualche anima caritatevole. Ma Mohamed è emigrato per comprare i jeans Levi’s originali, ma tutto sommato gli è andata bene, è arrivato vivo. Ho visto di peggio. Ero sindaco di Gela quando ho dovuto identificare – unica persona che conosce l’arabo in quel momento disponibile a farlo –  i cadaveri di undici ragazzi arrivati sulla spiaggia di Gela, che erano appena morti. Ricordo quelle bare che venivano scoperchiate da un ragazzo di 17 anni che cercava lo zio, doveva essere tunisino, ma diceva di essere palestinese – per via del diritto di asilo. Dopo ogni bara che apriva, quel Moahmed sorrideva poiché costatava che il morto non era lo zio e poi sbiancava, per il dolore della morte di un suo compagno di viaggio.Di quegli undici ne ricordo uno in particolare, aveva il cartellino numero tre. Era disteso dentro quella bara, con una tuta bianca, degli scarponcini da ginnastica bianchi e una maglietta gialla con una scritta Fila. La maglietta era arrotolata sul petto, si era gettato in mare che l’acqua era ancora bassa, poi via via era divenuta più alta, e Mohamed non sapeva nuotare. La morte lo aveva colto nell’ingenuo gesto teso a non bagnare i vestiti.Il Mohamed di Francesco De Filippo ha dovuto, anche lui, apprendere sulle proprie spalle che l’Europa non era quella che aveva sognato. Lui viene dalla Costa d’Avorio, non dalla Tunisia. Ma si chiama comunque Mohamed e ha la pelle più scura. Così, nelle prime pagine, arrivano i carabinieri e gli chiedono se è regolare, e i carabinieri si sorprendono di fronte a un regolare, uno coi documenti. Ma Moahmed – che lavora in un call center – potrebbe essere uno che fa il pusher. E poi di che religione è Moahmed? È uno che “non crede nel Signore… crede in Maometto”. Invece Moahmed non è religioso e frequenta l’università e gli mancano soltanto quattro esami per laurearsi in ingegneria. Il carabiniere è sconvolto dal fatto di trovarsi dinanzi un ivoriano che lavora in un call center, che ha il permesso di soggiorno e sta per diventare ingegnere. Crolla ogni luogo comune.Francesco De Filippo distrugge i luoghi comuni attraverso un romanzo che racconta le vicende normali e straordinarie di un giovane immigrato ivoriano. Racconta della sua vita, delle sue relazioni, dei suoi incontri: potrebbero essere benissimo le storie di un giovane siciliano andato al Nord, ma Moahmed è ivoriano, è scuro di pelle, e tutto si complica. Mohamed a un certo punto non ce la fa più, ha paura, pensa di non poter sopravvivere a una società che non lo prevede, non sa che fare. Tornare a casa? Manco a pensarlo. Restare? Troppi casini. Moahmed si salva.Non voglio rilevare i particolari di questo romanzo affascinante e coinvolgente, voglio lasciarli al lettore. Ma c’è una cosa che trionfa, l’Amore. Quell’amore che sempre salva il mondo e che è alla base di ogni nostra azione, di ogni nostra speranza, di ogni nostra scelta, di ogni sosta e di ogni viaggio. In fondo Mohamed era partito per amore, l’amore verso una cultura e un mondo che pensava migliori, poi ha dovuto comprendere che quell’amore, anche nel nuovo Paese, lo doveva costruire nel microcosmo dei rapporti quotidiani. É tantissimo. Basta così. >>Rosario Crocetta- attuale Presidente della Regione Sicilia

de filippo

Puoi richiedere il libro presso la nostra Associazione.

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-12-03 15:06:122015-12-03 15:06:12I Viaggi della Speranza- Prefazione di un libro

L’esperienza di Anna che sostiene a distanza Francesco scheda 1530/B

1 Dicembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Anna segue la nostra pagina fb, Mariam Fraternità, da poco sostiene un bambino di Asmara. Le abbiamo chiesto di raccontare la sua esperienza, ecco cosa ci scrive. RingraziandoLa, invitiamo, chiunque voglia farlo, a raccontare le proprie sensazioni, le proprie motivazioni:

<<Ciao, sono felice di raccontare la mia esperienza di sostegno a distanza, mi chiamo Anna e ho adottato da quest’anno un bambino che vive ad Asmara. Si chiama Francesco ed ha 5 anni, vive con i nomi anziani e contadini. E’ orfano di madre ed il papà fa il servizio militare. Ho avuto solo una lettera dalla famiglia perché, contattando l’Associazione Mariam Fraternità- Onlus, Anastasia, la tuttofare dell’associazione, mi ha spiegato che i tempi sono lunghi. …tuttavia le poche righe che ho avuto dalla nonna del bambino mi hanno commosso molto ed allargato il cuore. ..avrei voluto essere con loro per abbracciarli e condividere le loro difficoltà e farle anche mie. Il mio modesto contributo ha cambiato la loro vita, così mi scrivono, e mi sento le lacrime in gola perché mi riesce difficile immaginare come 26euro possano cambiare la vita di un essere umano. …ho scritto a Francesco dicendo che io e la mia famiglia gli vogliamo tanto tanto bene. .e mi sono sentita l’anima leggera leggera con il cuore e con tutta me stessa  ,  …e anche felice perché so che in unna paese lontano c’è un piccolo bambino che ha bisogno di me. E’ una bellissima sensazione che ti fa sentire veramente soddisfatta. .. …io sto valutando di dare sostegno ad un’altra famiglia. …vedremo>>

ERITREA 2011 067

Foto Archivio Associazione Mariam Fraternità- ONLUS

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-12-01 10:51:222015-12-01 10:51:22L’esperienza di Anna che sostiene a distanza Francesco scheda 1530/B

Regala un sorriso: La storia di Nebay scheda 1554/B

30 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Nebay ha 7 anni, è l’ultimo di tre figli, il padre è molto malato e non può lavorare, la mamma fa la lavandaia presso le famiglie che di tanto in tanto la chiamano. Non è un lavoro continuo e, sicuramente, non basta a mandare avanti tutta la famiglia. Ha molto insistito con le Suore del Buon Samaritano per far inserire Nebay nel programma di sostegno a distanza, per tutta la famiglia 26 euro al mese rappresenterebbero la speranza di dare un sicuro mantenimento a Nebay e ai fratellini ed una sicura istruzione a tutti loro. Le suore, avendo accertata la sua situazione, subito hanno inserito il bambino nel programma.

Noi pubblichiamo la sua storia nella speranza che qualcuno di buon cuore aiuti Nebay e la sua famiglia.

Se a qualche nostro lettore sembrerà strano il lavoro che svolge la mamma di Nebay, lo rassicuriamo: è un lavoro che esiste. Ad Asmara poche famiglie hanno la lavatrice e, pur se l’hanno, se non si è in possesso di generatori elettrici privati, si ha corrente elettrica solo per due ore al giorno, quindi le poche famiglie che possono permetterselo chiamano le donne in casa per farsi fare il bucato a mano. (NdR)

Mamme

Foto: Donne in attesa di ricevere la quota mensile del sostegno a distanza- Archivio foto Associazione Mariam Fraternità- ONLUS

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-30 10:43:372015-11-30 10:45:00Regala un sorriso: La storia di Nebay scheda 1554/B

Aquiloni ONLUS: una bella collaborazione!

27 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Da più di venti anni un congruo aiuto alle attività di Suor Pina e della Congregazione delle suore del Buon Samaritano viene dato dall’Associazione Aquiloni Onlus (www.aquilonionlus.org)con sede a Verona.

Nata a Verona nel 1984 come COMITATO DI SOLIDARIETA’ PER IL POPOLO ERITREO, per aiutare la comunità eritrea presente a Verona e per sensibilizzare e far conoscere in Italia la tragica situazione del Paese sub-sahariano, nel 2008 si trasforma in Associazione ONLUS, dando vita a Verona all’iniziativa, in collaborazione con 50 associazioni del territorio “NELLA MIA CITTA’ NESSUNO E’ STRANIERO”.

Per anni Maria Giuseppina Scala, Giusy, allora Presidente del Comitato ora componente del Direttivo dell’Associazione Aquiloni ONLUS, ha lavorato a stretto contatto con Suor Pina, dando vita con lei a progetti tuttora in corso come, per esempio, il sostegno alle case-famiglia.

Per le attività che la Congregazione delle Suore del Buon Samaritano svolge ad Asmara, la collaborazione con l’Associazione Aquiloni Onlus è, da sempre, preziosa e necessaria.

Arena-di-Verona-

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-27 06:45:372015-11-27 06:45:37Aquiloni ONLUS: una bella collaborazione!

La nostra casa degli Angeli

25 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Oggi presentiamo uno dei nostri progetti attivi e per i quali quotidianamente lavoriamo:

L’Eritrea sta vivendo da anni una situazione politica molto critica che ha generato, sul piano economico e sociale, delle conseguenze gravissime.

La Casa degli Angeli è una casa-famiglia per bambini orfani e sieropositivi
Gli anni di guerra, le condizioni socio-economiche e il livello di assistenza sanitaria hanno condizionato situazioni prima impensabili come la presenza di molti bambini sieropositivi e orfani, abbandonati dai parenti nell’ospedale pediatrico di Asmara nel quale “stazionano” grazie al buon cuore dei medici e del personale ospedaliero. Purtroppo l’AIDS è considerata ancora una malattia tabù e i parenti di questi bambini si rifiutano di accoglierli nel loro nucleo familiare temendo un possibile contagio. Con questo progetto si è pensato di soccorrere questi bambini alleviando le loro sofferenze dando loro affetto e amore, restituendo loro la gioia, la spensieratezza, il sorriso, l’infanzia negata. La Congregazione delle Suore del Buon Samaritano ha individuato dei bambini particolarmente bisognosi con cui iniziare il progetto. Da anni ha preso in fitto un’intera casa e con due suore si occupa a tempo pieno di questi piccoli, ridando loro una normale vita affettiva e sociale.

Il costo totale del progetto per un anno è di € 37.650,00 così suddivisi:

  • Costo di affitto mensile: 400 € (Per 12 mesi: € 4.800 );
  • Spese vitto giornaliere per 6 bambini compreso l’acquisto di vitamine: 16,60 € (Per 12 mesi: € 32.850

 

)SL380245

Si può contribuire al mantenimento della Casa degli Angeli contattandoci a info@associazionemariam.it o ai numeri 0818212128- 0818244999

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-25 10:15:052015-11-25 10:15:05La nostra casa degli Angeli
Pagina 17 di 26«‹1516171819›»
Search Search

News e Aggiornamenti

  • Auguri di buon Natale20 Dicembre 2024 - 9:37
  • La miope strategia dell’accoglienza16 Ottobre 2023 - 14:27
  • 31 vite fuori la porta27 Settembre 2023 - 14:06
  • Il 5X1000 ? Il tuo aiuto per i nostri bambini19 Maggio 2023 - 17:00
  • Il tuo 5×1000? Un aiuto ai nostri bambini19 Maggio 2023 - 15:35

Seguici su Facebook

News e Aggiornamenti

  • Auguri di buon Natale20 Dicembre 2024 - 9:37
  • La miope strategia dell’accoglienza16 Ottobre 2023 - 14:27
  • 31 vite fuori la porta27 Settembre 2023 - 14:06

Il Samaritano

  • Il Samaritano – Aprile 20141 Aprile 2014 - 15:30
  • Il Samaritano – Febbraio 20141 Febbraio 2014 - 15:12
  • Il Samaritano – Aprile 20131 Aprile 2013 - 15:30

Seguici su Facebook

© Copyright - Associazione Mariam Fraternità - Onlus | Made with Love by I.D.R. Design - powered by Enfold WordPress Theme
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Mail
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto