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Tag Archivio per: Associazione

Laboratori di solidarietà

13 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Oggi lanciamo questa idea, sperando che qualcuno la raccolga, che qualcuno ci contatti.

L’idea nasce dopo aver sentito le parole di Papa Francesco che nella sua omelia del 10.11.2015 ha detto: “Tanti, troppi fratelli e sorelle rimangono fuori dalla tavola: è un po’ vergognoso! Il nutrimento non è sempre il simbolo di una giusta condivisione dei beni, capaci di raggiungere chi non ha né pane né affetti. (…) nei Paesi ricchi siamo indotti a spendere per un nutrimento eccessivo e poi, di nuovo, per rimediare all’eccesso: questo appare insensato e distoglie la nostra attenzione dalla fame vera del corpo e dell’anima. (…) Quando non c’è convivialità, c’è egoismo e ognuno pensa a se stesso. Tanto più che la pubblicità ha ridotto la convivialità a un languore di merendine e a una voglia di dolce”

Per rispondere a questa richiesta di cambiamento, vorremmo dar vita a Laboratori di solidarietà dove raccontiamo la nostra esperienza, il nostro modo di aiutare la Missione della Congregazione delle Suore del Buon Samaritano ad Asmara, il nostro modo di aiutare i poveri più poveri. Laboratori fatti per invitare i partecipanti a dedicare all’altro, chiunque esso sia, almeno due ore alla settimana.

Se siete interessati contattateci ai numeri: 0818244999- 0818212128 (orari 9.30/13.00- 17.00/19.00) o ai seguenti indirizzi e-mail: info@associazionemariam.it ; associazionemariam@gmail.com

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-13 08:23:352015-11-13 11:40:11Laboratori di solidarietà

Regala un sorriso- La storia di Adam scheda 1552/B

12 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Da oggi sul nostro sito iniziamo una rubrica che per anni abbiamo portato avanti sul nostro notiziario mensile “Il Samaritano”. Una rubrica dove presentiamo le storie dei bambini e delle famiglie che sono inserite nel nostro programma di sostegno a distanza e che attendono fiduciosamente che qualcuno si faccia carico delle loro esigenze. Lo facciamo con la speranza di dar voce ad un’urgenza, con l’obiettivo di rispondere al più presto possibile ad una richiesta di aiuto. Prima di raccontare la nostra prima storia sul sito corre l’obbligo fare due premesse ed una distinzione.

La prima premessa: le schede sono numerate, non abbiamo trovato nessun modo diverso per registrarle; per noi, però, le persone non sono e non saranno mai un numero.  Le persone sono occhi, cuore, carne,  sangue e anima che ci chiedono aiuto. A questo aiuto cerchiamo di rispondere.

Seconda premessa: sul sito non pubblicheremo mai le foto inerenti alle persone delle storie che raccontiamo. Per nostra decisione allegate a questa rubrica metteremo solo foto di paesaggi o altro di indefinito o generalista. Con la richiesta di sostegno a distanza e con la promozione di esso non vendiamo merce, le persone per noi non sono, e non saranno mai, un prodotto da dover vendere a tutti costi. Approfittiamo della possibilità che ci offre il sito, solo per dare una possibilità in più alle famiglie e ai bambini di trovare repentinamente aiuto. Per qualsiasi approfondimento, per avere la scheda completa di foto del bambino e della famiglia che vorrete sostenere dovrete contattarci.

Distinzione: Chi riceve il nostro giornale ed è iscritto nella nostra mailing list vedrà pubblicata anche la scheda comprensiva di foto della storia che si racconta. Il motivo è presto detto: La nostra mailing list è composta da tutte persone che hanno già un’adozione a distanza con noi e che conoscono il nostro lavoro; la foto potrà servire loro ad arrivare più facilmente a propri conoscenti ed amici che vogliano condividere con loro l’esperienza di un sostegno a distanza per una famiglia eritrea.

Buona lettura:   

La povertà di un Paese si vede da molte cose: dalle morti per malnutrizione, dall’esistenza o meno di mercati liberi e scambio di merci, dal potere di acquisto dei cittadini, dalla presenza o meno di classi sociali diversificate.  Che la situazione in Eritrea stia peggiorando sempre di più lo verifichiamo giorno dopo giorno osservando le persone che bussano alla porta della Congregazione del Buon Samaritano in cerca di un aiuto. Fino a pochi anni fa nel programma di sostegno a distanza erano inseriti quasi esclusivamente bambini le cui mamme, o i cui familiari, chiedevano la carità o bambini i cui genitori erano militari e non avevano la possibilità di vivere insieme a loro per garantire loro un pasto sicuro. La storia che raccontiamo in questo numero è esplicativa della profonda crisi che vive il paese sub-sahariano: Adam ha 9 anni, è già grandicello e, forse, neanche sa che la mamma ha fatto di tutto per inserirlo nel programma di adozione a distanza. La mamma, infatti, è disperata, il marito è morto e lei, pur essendo insegnante, non ce la fa da sola a tirare avanti una famiglia con 5 figli, di cui almeno 3 in età adolescenziale. Ziman, con il suo lavoro, non avrebbe mai immaginato di essere costretta a chiedere aiuto, ha sempre pensato che avrebbe vissuto una vita dignitosa, in fondo ha fatto sacrifici per studiare, per prepararsi, per essere utile al proprio Paese. La crisi però è devastante. Dopo aver dato fondo a tutti gli esigui risparmi accumulati quando il marito era ancora in vita, Ziman si è vista costretta, pur continuando a lavorare, a chiedere aiuto alle Suore. In fondo la povertà è la peggiore delle sabbie mobili, una volta dentro ti tira sempre più giù rendendoti difficile il condurre una vita normale. 26 euro al mese sarebbero per la famiglia di Adam il sostegno utile per continuare a sperare nel domani.

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-12 10:44:492015-11-12 10:44:49Regala un sorriso- La storia di Adam scheda 1552/B

Una scuola pensando al domani. Qual è lo scopo di una missione?

11 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Trovare le giuste risposte a questa domanda significa avere ben tracciato il sentiero da percorrere. Spesso lottare contro la massima ingiustizia del mondo, la povertà, spinge la nostra anima e la nostra mente a voler cambiare il mondo cercando di incidere con tutte le nostre forze sulla politica e sull’economia a favore dei più deboli. Scopo onorevole, da perseguire con abnegazione e sacrificio; ma se fosse l’unico scopo  dovremmo vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto, la storia ci insegna che il mondo poche volte cambia e quasi mai a favore dei poveri. Il vero scopo di una missione è stare in mezzo ai poveri, aiutarli nel presente, cercare di migliorare a poco a poco il loro vivere quotidiano senza pretendere di poter cambiare tutta la loro vita. Essere faro per  il fratello che ti sta vicino, aiutarlo quotidianamente aprendogli sempre la porta di casa se ha bisogno di un tetto.  Mai Edaga è un villaggio a 52 chilometri da Asmara, ha 3500 abitanti ed è circondato, a pochi chilometri di distanza, da altri 5 villaggi. Come dire: la periferia della periferia del mondo. Nessuno penserebbe mai di investire in un posto del genere, non è un posto invitante né per gli imprenditori e né per i turisti. Ma lì esiste la vita, esistono bambini che corrono per le strade brulle, esistono pastori che con il loro gregge cercano di nutrire la propria famiglia, esistono contadini che ogni anno sperano in un’abbondante stagione delle piogge per raccogliere una ricca messe, esistono mamme che sperano in un avvenire diverso per i loro figli. È proprio qui, a Mai Edaga, che la Congregazione delle Suore del Buon Samaritano da anni ha aperto un asilo. Nel villaggio le Suore hanno una comunità che si occupa dell’assistenza spirituale e delle attività sociali della popolazione. Vivere in pieno una comunità significa cercare di rispondere il più possibile alle esigenze che emergono da essa. Tutti, gli anziani e i cittadini del villaggio, hanno chiesto di assicurare un minimo di istruzione ai loro figli più piccoli, di farli vivere insieme, di farli andare a scuola. Le suore hanno ristrutturato un capannone in disuso e ne hanno ricavato 4 aule, dopo due anni ne hanno costruito altre due. Sono circa 400 i bambini che ogni giorno riempiono le aule di sorrisi, corrono in esse vengono rimproverati dalle insegnanti. Dopo la scuola materna forse si riuscirà a costruire per gli alunni un percorso scolastico che dia loro una preparazione adeguata agli standard nazionali eritrei, questo si potrà fare solo con il nostro aiuto. Solo se noi in Italia, in Europa, nel mondo riusciamo a sostenere le gocce di bene che le Suore del Buon Samaritano fanno cadere nel mondo. Non bisogna essere ricchi per aiutare i poveri, ma è certo che per fare le cose per bene i fondi bisogna reperirli e se ognuno di noi, nel proprio piccolo, risparmierebbe ogni giorno i soldi di un caffè, già si potrebbe fare molto. In fondo, il progetto dell’asilo di Mai Edaga compreso gli stipendi delle insegnanti costa intorno a 5.000,00 euro l’anno, per noi una cifra forse irrisoria, ma bisogna pur trovarla. I poveri spesso sono poveri perché non hanno voce. Noi dell’Associazione Mariam, cerchiamo di dare corpo e voce alla povertà silente, non conosciuta, sono ormai più di trenta anni che collaboriamo con le Suore del Buon Samaritano, di cose ne abbiamo fatte, il nostro rammarico è che, insieme a voi, ne potremmo fare molte di più…

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-11 07:40:582015-11-11 07:40:58Una scuola pensando al domani. Qual è lo scopo di una missione?

L’aiuto è una scelta

10 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

I giorni si rincorrono imperterriti l’un dietro l’altro. Potremmo fare di più, molto di più. Per duemila persone che aiuti ce ne sono almeno altre quattromila che sperano di poter contare su di te. Vorremmo essere di più, vorremmo che le giornate siano composte da più ore, a volte vorremmo davvero che il tempo si fermasse per poter dire a gran voce il nostro <<Sì!>> a tutti coloro che ci fanno richiesta di aiuto. Non è possibile, dobbiamo imparare a convivere con questa verità. Quando si sceglie di vivere per aiutare “l’altro” bisogna essere ben consapevoli che ci sarà sempre un altro al quale non potrai arrivare. E’ una verità che può non piacere, ma è così. Lo viviamo sulla nostra pelle, ogni giorno. Questo sito online, il 5 x1000, l’assidua richiesta di donazioni, di adesione al programma di di sostegno a distanza per bambini, di adozioni a distanza per anziani, il nostro notiziario mensile inviato alla nostra mailing list, nascono per far convergere sull’associazione quanti più fondi possibili. A volte nel nostro lavoro ci ritroviamo a ragionare come un’azienda e pensiamo di aver lavorato bene se siamo riusciti a raccogliere più fondi dell’anno precedente, di aver lavorato male se ne abbiamo raccolti di meno. La matematica è cinica, precisa: ti premia o ti condanna. Sappiamo di non essere un’azienda, sappiamo bene che più fondi convergono sulle attività dell’Associazione. più persone riusciamo ad aiutare. Questi sono anni difficili per tutti, la crisi economica europea, la mancanza di lavoro porta le famiglie a risparmiare il superfluo, ma bisogna chiedersi davvero cosa sia il superfluo. E’ una domanda che dobbiamo farci tutti. E’ più superfluo un secondo o un terzo paio di scarpe ai propri figli o un sostegno a distanza? Da parte nostra la risposta è scontata. Per anni in Occidente abbiamo esiliato il concetto di povertà, sembrava che tutti fossimo destinati ad essere ricchi, a non aver nessuno problema economico. Quello che avevamo cacciato a calci dalla nostra porta è rientrato a poco a poco dalla nostra finestra. Che la povertà sia tornata a far capolino fra di noi lo dimostrano le folle che riempiono le mense cattoliche, le persone che vivono, sempre più numerose, in strada e nelle auto. Molti bussano anche alla nostra porta. Dopo aver dato loro il nostro possibile li indirizziamo ad altre associazioni, in special modo alla Caritas diocesana. Come potremmo fare diversamente? Se dovessimo aiutare tutti, cosa riusciremmo a spedire ad Asmara? Come vivrebbero i nostri poveri? Molti di noi vivono un percorso di fede, alcuni di noi sono laici, per tutti, i bambini che si sostengono, i bambini nelle case famiglia, i bambini negli asili, i ragazzi di strada, le donne malate di AIDS, gli anziani e tutti quelli per i quali lavoriamo sono i nostri poveri, quelli che senza di noi non vedrebbero un domani. E’ loro che Dio ha messo sulla nostra strada, è per loro che preghiamo tutti voi lettori di aiutarci affinché la porta della Congregazione del Buon Samaritano sia sempre aperta e pronta ad accogliere chiunque chieda di essere soccorso e speriamo che mai consideriate superfluo ciò che per gli altri è necessario.

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-10 08:27:122015-11-10 08:27:12L’aiuto è una scelta

Il sostegno a distanza, familiari lontani.

9 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Eleonora ha iniziato il sostegno a distanza circa 10 anni fa, la sua esperienza continua ancora oggi, Omega è cresciuta anche grazie al suo contributo. Ci piace, oggi, far conoscere a tutti la sua testimonianza che risale al 2009. 

<<Ho sempre pensato di adottare un bambino, ma non mi decidevo mai.

Poi la morte di mio fratello mi ha fatto fare il passo. Lui diceva sempre di non volere fiori alla sua morte, ma opere di bene. Il viaggio di un amico di mia figlia in Eritrea e la conoscenza di Suor Pina Tulino mi hanno dato un’ulteriore spinta e ho adottato una bambina. Quando poi è arrivata la prima foto di Omega, questo il suo nome, mi sono proprio innamorata: una bimba bellissima di tre anni, con due occhioni vivaci. Ho fatto vedere la foto ai miei nipotini raccontando loro che hanno una cuginetta lontano e che le devono voler bene. Sono stati affascinati e anche loro hanno chiesto ai genitori un fratellino lontano, in Eritrea, e sono stati accontentati. Sono quattro anni che ho adottato Omega e posso assicurare che aspetto sempre con ansia qualche lettera che mi informi della sua salute e dei suoi progressi. Da poco mi è arrivato il diplomino della scuola materna e dalla lettera ho appreso che frequenterà le scuole elementari. Per premio, e per invogliarla ancora di più a studiare, le ho mandato una piccola bambola, e sapendo che i beni di cancelleria costano tantissimo, le ho spedito anche quaderni, penne, matite, colori, gomme… Mi auguro di avere qualche piccola lettera scritta da lei per conoscere la sua grafia, dato che ho visto il suo bel visino e la sua famiglia solo attraverso le foto. Un giorno vorrei conoscerla di persona per poter sentire il suono della sua voce ed abbracciarla per trasmettere il mio amore per lei e per tutti i bambini del mondo.>>

Eleonora Sorrentino- famiglia Iannone

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(Foto- Alba eritrea- Archivio foto Associazione Mariam Fraternità- ONLUS)

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-09 09:03:542015-11-09 09:03:54Il sostegno a distanza, familiari lontani.
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