Una scuola pensando al domani. Qual è lo scopo di una missione?
Trovare le giuste risposte a questa domanda significa avere ben tracciato il sentiero da percorrere. Spesso lottare contro la massima ingiustizia del mondo, la povertà, spinge la nostra anima e la nostra mente a voler cambiare il mondo cercando di incidere con tutte le nostre forze sulla politica e sull’economia a favore dei più deboli. Scopo onorevole, da perseguire con abnegazione e sacrificio; ma se fosse l’unico scopo dovremmo vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto, la storia ci insegna che il mondo poche volte cambia e quasi mai a favore dei poveri. Il vero scopo di una missione è stare in mezzo ai poveri, aiutarli nel presente, cercare di migliorare a poco a poco il loro vivere quotidiano senza pretendere di poter cambiare tutta la loro vita. Essere faro per il fratello che ti sta vicino, aiutarlo quotidianamente aprendogli sempre la porta di casa se ha bisogno di un tetto. Mai Edaga è un villaggio a 52 chilometri da Asmara, ha 3500 abitanti ed è circondato, a pochi chilometri di distanza, da altri 5 villaggi. Come dire: la periferia della periferia del mondo. Nessuno penserebbe mai di investire in un posto del genere, non è un posto invitante né per gli imprenditori e né per i turisti. Ma lì esiste la vita, esistono bambini che corrono per le strade brulle, esistono pastori che con il loro gregge cercano di nutrire la propria famiglia, esistono contadini che ogni anno sperano in un’abbondante stagione delle piogge per raccogliere una ricca messe, esistono mamme che sperano in un avvenire diverso per i loro figli. È proprio qui, a Mai Edaga, che la Congregazione delle Suore del Buon Samaritano da anni ha aperto un asilo. Nel villaggio le Suore hanno una comunità che si occupa dell’assistenza spirituale e delle attività sociali della popolazione. Vivere in pieno una comunità significa cercare di rispondere il più possibile alle esigenze che emergono da essa. Tutti, gli anziani e i cittadini del villaggio, hanno chiesto di assicurare un minimo di istruzione ai loro figli più piccoli, di farli vivere insieme, di farli andare a scuola. Le suore hanno ristrutturato un capannone in disuso e ne hanno ricavato 4 aule, dopo due anni ne hanno costruito altre due. Sono circa 400 i bambini che ogni giorno riempiono le aule di sorrisi, corrono in esse vengono rimproverati dalle insegnanti. Dopo la scuola materna forse si riuscirà a costruire per gli alunni un percorso scolastico che dia loro una preparazione adeguata agli standard nazionali eritrei, questo si potrà fare solo con il nostro aiuto. Solo se noi in Italia, in Europa, nel mondo riusciamo a sostenere le gocce di bene che le Suore del Buon Samaritano fanno cadere nel mondo. Non bisogna essere ricchi per aiutare i poveri, ma è certo che per fare le cose per bene i fondi bisogna reperirli e se ognuno di noi, nel proprio piccolo, risparmierebbe ogni giorno i soldi di un caffè, già si potrebbe fare molto. In fondo, il progetto dell’asilo di Mai Edaga compreso gli stipendi delle insegnanti costa intorno a 5.000,00 euro l’anno, per noi una cifra forse irrisoria, ma bisogna pur trovarla. I poveri spesso sono poveri perché non hanno voce. Noi dell’Associazione Mariam, cerchiamo di dare corpo e voce alla povertà silente, non conosciuta, sono ormai più di trenta anni che collaboriamo con le Suore del Buon Samaritano, di cose ne abbiamo fatte, il nostro rammarico è che, insieme a voi, ne potremmo fare molte di più…





