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Tag Archivio per: Bambini

Amore, Carità, Senso di Responsabilità

18 Ottobre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Nel mese di dicembre 2009, in uno dei nostri giri per promuovere gli aiuti alimentari in favore della Congregazione delle Suore del Buon Samaritano, un bambino in tutta la sua innocenza ci chiese: <<Perché Gesù è nato povero?>>. Uno di noi, quasi istintivamente, rispose: <<Perché i ricchi non hanno bisogno di essere difesi.>>. Gesù si fa ultimo per difendere gli ultimi. Si fa povero per difendere i poveri. Il cristianesimo è la religione dell’Amore, in cui si sacrifica se stesso per l’altro. Ma sacrificarsi per l’altro che significa veramente? Ci sono atti di solidarietà che spesso nascono soltanto dalla propria esigenza di amare, dall’esigenza individuale di sentirsi utili agli altri. Amare, a volte, è anche un atto d’egoismo. Su una tavola bandita, piena di leccornie, dopo che i commensali hanno mangiato a volontà, quel che resta si dà ai cani, agli animali di casa. Questo è, a volte, il comportamento che il mondo ricco, il mondo occidentale, ha verso il Terzo mondo, in generale verso i poveri. Il concetto di Carità che prevale è quello di donare i resti: i vestiti che non si indossano più, il cibo che non si consuma, gli utensili che non si usano. Ma questo concetto di Carità non è certamente la Carità cristiana. La Carità cristiana contiene in sé il vero amore verso l’altro e un serio senso di responsabilità in funzione dell’altro. Amare davvero vuol dire fare in modo che l’altro si realizzi in tutto se stesso, cercare di dare all’altro le proprie stesse possibilità di realizzarsi: dare la metà del proprio mantello per permettere all’altro di riscaldarsi nel tuo stesso modo. È un’utopia? È un sogno che non si realizzerà mai? Forse. Ciò non toglie che il nostro dovere è quello di lavorare per la piena realizzazione dell’altro, d’altronde Gesù per questo motivo è stato crocifisso come uomo, ed è risorto lasciando a noi un messaggio eterno: <<Ama il prossimo tuo come te stesso>>. A volte usiamo le parole come slogan vuoti, ma se andiamo a viverle, se le sostanziamo, le parole diventano pietre che segnano la nostra anima, condizionano i nostri comportamenti.  È difficile amare davvero, ce ne rendiamo conto. Questo articolo nasce per invitare alla riflessione tutti noi su quello che è il nostro compito: aiutare i poveri più poveri. Non si aiutano i poveri se non si dà loro la possibilità di emanciparsi, se non li si mette in condizione di studiare, di migliorare la propria vita, di essere utili agli altri. Fermarsi all’assistenzialismo sarebbe la nostra sconfitta, sarebbe credere che niente nel tempo possa cambiare, significherebbe rendere vano il sacrificio dell’uomo Gesù sulla croce. Allora nasce un sogno, una speranza: che chiunque abbia un bambino in adozione, chiunque finanzi un nostro progetto in Eritrea lo viva con partecipazione; segui il proprio bambino, o la propria bambina, vedendolo diventare a poco a poco uomo, cercando di conoscerlo, cercando di sapere i suoi desideri, aiutandolo a realizzare il proprio sentiero di vita spianandogli la strada, non imponendo niente: né le proprie idee, né il proprio modus vivendi , attenti solo che il suo diritto ad una vita libera e indipendente, non intralci il cammino di altri. Questa è la nostra mèta, il nostro punto d’arrivo.

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-10-18 04:44:092015-10-18 04:44:09Amore, Carità, Senso di Responsabilità

I senza voce: una realtà superflua?

16 Ottobre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

I quotidiani, le televisioni, i social network di questi giorni sono pieni di news che parlano in maniera altalenante di un occidente economicamente in crisi; di Paesi prossimi al default; di borse che perdono giorno per giorno punti di percentuale, di lenta ripresa dopo un periodo di buio. Raccontano dei nodi a pettine di una grande bolla speculativa durata più del dovuto, più di un decennio. Ovunque ci giriamo temiamo per i nostri pochi risparmi, non vediamo un futuro per i nostri figli, anzi è forte la convinzione in noi che le prossime generazioni vivranno una vita più povera della nostra. E’ vero? Può darsi che sia vero. Ma parliamo davvero di una crisi che tocca i poveri? Per nostra esperienza sappiamo che i poveri sono i senza voce del mondo, coloro che sui giornali non arrivano, quelli che non fanno notizia perché anonimi, impegnati solo a procurarsi il cibo quotidiano nella speranza di vedere l’alba del giorno dopo. Nei momenti di crisi in occidente la solidarietà spesso scompare dai bilanci familiari, viene etichettata come spesa superflua, cosa di cui si può fare a meno per poter magari continuare a tenere il frigo pieno, per poter permettere ai propri figli di uscire il sabato sera, per poter andare una volta al mese al ristorante. Per non perdere il proprio status sociale raggiunto con anni e anni di sacrificio. Giusto o sbagliato che sia è questo quello che succede. Ma se dai nostri bilanci togliamo la solidarietà i poveri non smettono di esistere, perdono solo anche quel piccolo aiuto sul quale contavano per tirare avanti.

Bisognerebbe comportarsi con raziocinio e responsabilità. Raziocinio nel pensare che una cifra di 30 euro al mese può essere risparmiata togliendo il superfluo al proprio bilancio familiare. Responsabilità nel sapere e nel convincersi che ci sono persone che contano su di noi per la propria sopravvivenza. Perché, in fondo, è proprio di questo che parliamo di sopravvivenza. Allora è necessario chiedersi quali rinunce si possono fare per continuare ad aiutare chi ne ha necessità. La solidarietà per noi tutti deve essere un dovere, non dobbiamo dimenticarcene, perché i poveri, a loro danno, oltre ad essere senza voce sono anche senza volto, persone che non conosciamo, che spesso aiutiamo a distanza, persone che possiamo dimenticare facilmente, facilmente cancellare dalla nostra vita.

Pur se l’attuale crisi riguardasse tutti, non solo gli speculatori, non solo i ricchi, dobbiamo rimanere convinti che l’occidente è un luogo privilegiato dove ogni giorno vengono mandati al macero quintali e quintali di derrate alimentari. Questo non possiamo dimenticarlo e decidere di agire di conseguenza, eco, quindi che dare il superfluo diventa una necessità, un doverebimbi.

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-10-16 07:08:462015-10-16 07:09:16I senza voce: una realtà superflua?

Il lavoro delle Suore del Buon Samaritano: costruire giorni felici

14 Ottobre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Spesso quando si parla di povertà si pensa alla fame, alla mancanza di nutrizione, all’impossibilità di vestirsi decentemente,  si pensa ai poveri e ci si chiede quali sono i limiti dei loro orizzonti, dei loro sogni, spesso, con convinzione, crediamo che il vero loro sogno sia solo quello di arrivare a domani, all’alba del giorno successivo. E’ così? Spesso è cosi, anzi il più delle volte, ma si è poveri anche quando non si ha una minima occasione di crescita e, forse, questo è l’aspetto peggiore della povertà.

La Congregazione delle Suore del Buon Samaritano cerca quanto più possibile di contrastare la povertà cercando di formare sia culturalmente che spiritualmente i bambini che ospita nelle case-famiglie. Per loro s’impegna a costruire giorni felici. Giorni che vengono individuati nel raggiungimento degli obiettivi prefissi. Un giorno felice per i nostri bambini ospiti nelle case-famiglia di Asmara è stato quest’anno quello della prima comunione di 6 bambini e di 3 battesimi di bambini adulti, molti di loro malati di AIDS.  Sono belle storie da raccontare. Le cerimonie sono avvenute a distanza di una settimana l’una dall’altra, nel mese di maggio 2015, e sono state emozionanti.  Durante la catechesi ai bambini è stato chiesto di raccogliere il proprio superfluo per donarlo ai poveri più poveri. Nella foto  vediamo la piccola Marta offrire i risparmi accumulati, soldini nati da rinunce all’avere un giocattolo, una caramella, un cioccolatino, e tante altre piccole cose,  a favore di quei bambini che vivono in strada, che hanno famiglie povere, ma che non possono essere ospitati nelle case-famiglia.

Un giorno di festa, un giorno di felicità per i bambini delle nostre case-famiglia. Auguriamo a loro in futuro di costruire altri 10, 100, 1000 giorni felici, come questo.Bambina Comunione

(Foto: La piccola Marta offre i propri risparmi durante la cerimonia della prima comunione)

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-10-14 03:47:122015-10-14 03:47:12Il lavoro delle Suore del Buon Samaritano: costruire giorni felici
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