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Tag Archivio per: Bambini

Saron, una gioia vederla crescere

4 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Quando nel febbraio di qualche anno fa l’andammo a prendere all’aeroporto di Fiumicino alle 3 del mattino, Saron ci sembrò una bambina: magra, bassa, con un sorriso che nascondeva tra le righe un rimpianto di tutto ciò che non era, ti tutto ciò che avrebbe potuto essere. Ci sembrava una bambina di 9/10 anni, era un ragazzina di quasi 17 anni.  Guardandola, tutti noi dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS. parlavamo con lei come si parla ad una bambina: facendo smorfie e, scherzando, modificando la nostra voce. Pur rimproverati da Suor Pina, che ne rivendicava l’età ed il suo diritto ad essere trattata da donna nel pieno della propria adolescenza, era più forte di noi, per noi era una bambina, la vedevamo come una bambina.

Suor Pina era venuta in Italia per lei, era molto preoccupata della sua situazione di salute, Saron era una delle bambine residenti nella Casa degli Angeli, era sieropositiva, ma il suo problema era che non cresceva, non si sviluppava ed aveva crisi repentine che la portavano ad un passo dalla morte. I medici eritrei non sapevano cosa fare, come curarla. Venire in Italia era per Saron l’unica speranza. Noi dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS, forti dell’esperienza avuta con SAAD, l’accogliemmo, speranzosi, nella nostra casa di accoglienza HAGOS e grazie alle donazioni avute ci assumemmo l’onere della sua permanenza e delle spese mediche.

Saron fu ricoverata per mesi in una struttura ospedaliera di Napoli; i medici non sapevano come curarla. Fecero esami su esami, tentativi su tentativi. Saron sembrava rigettare ogni forma di cura. I medici studiarono approfonditamente il caso, si misero in contatto con varie Università, dopo mesi capirono che la malattia di Saron era un grave caso di malattia gastro-enterologica  che si sviluppa soprattutto nelle zone sub-sahariane, ci volle del tempo per individuare la cura.

Ora Saron sta bene, la cura ha funzionato. Per i medici di Napoli che l’hanno avuta in cura è diventato un caso da studiare e da tenere sotto osservazione. E’ voluta tornare in Eritrea, le avevamo chiesto se voleva restare qui fino alla fine della cura, non lo ha voluto, desiderava tornare da coloro che lei considera fratelli e sorelle: gli altri bambini della Casa degli angeli.

La cura individuata dai medici per Saron aveva per noi dei costi alti, ogni mese dovevamo spedirLe medicine costose. Per sostenere questa spesa avevamo inserito la cura medica di Saron nel progetto delle case-famiglia finanziato dall’Associazione francese Amade Mondiale (www.amade-mondiale.org) , da mesi Saron, con sorpresa dei medici che la seguono a distanza, non ha più bisogno di medicinali.

Giorni fa ci è arrivata una sua foto, non la riconoscevamo: sembra un’adolescente. Che gioia vederla così!

Saron Adesso (Foto: Saron adesso)

Saron prima (Foto: Saron arrivata in Italia)

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-04 08:32:122015-11-04 08:32:12Saron, una gioia vederla crescere

Intervista al Presidente dell’Associazione

3 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

D: Ci può illustrare la peculiarità del lavoro dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS?

Risposta: L’Associazione nasce con lo scopo principale di aiutare la Congregazione delle Suore del Buon Samaritano che operano ad Asmara e dintorni, in Eritrea. Questo lavoro, rivolto finora ad un’unica Missione, ci rende spesso com-partecipi emotivamente di ciò che facciamo. Quasi sempre conosciamo di persona coloro che aiutiamo, ne conosciamo la vita, le esigenze, i problemi. D’altronde ogni anno andiamo in Eritrea per controllare quello che si è fatto e quello che c’è da fare. Questo è il nostro punto di forza, ma anche ciò che ci rende consapevoli del nostro limite: per aiutare tutti coloro che chiedono aiuto alle Suore del Buon Samaritano ci vorrebbero fondi inesauribili. Per quanti sforzi facciamo, siamo limitati, soprattutto in questo periodo di profonda crisi economica.

D.: Qual è l’attuale situazione Eritrea?

R.: L’Eritrea è una delle Nazioni facente parte del cosiddetto Corno d’Africa, da tempo assillata da una preponderante siccità. La situazione è difficile e d’altronde l’ultima statistica fatta dal Food Policy Research Institute, pone lo Stato Africano fra i 4 quattro più poveri del mondo, dove si muore per fame e per mancanza d beni di prima necessità. In più molti religiosi sono stati espulsi dal Paese, e la Congregazione delle Suore del Buon Samaritano, composta da 40 suore tutte eritree,  ora si trova a dover sopperire a molte richieste anche di coloro che prima avevano altri Istituti come punto di riferimento.

D.: Quali sono le strategie che l’Associazione Mariam- ONLUS intende sviluppare a medio e a lungo termine?

R.:  Se la situazione resta quella attuale bisogna al più presto  creare una rete di alleanze e di sinergia con altre Associazioni presenti sul territorio italiano, con i Centri Missionari e con tutti coloro che hanno a cuore, come noi, il problema del Terzo Mondo. Per questo motivo in questi giorni stiamo inviando un appello via web a tutte le Associazioni e i Centri Missionari che riusciamo a contattare. Negli ultimi anni siamo stati trmite di progetti realizzati dalle suore e finanzianti sall’AMU (Azione per un Mondo Unito), da Amade Mondiale (associazione francese), da Walking together (Associazione siciliana). Speriamo che queste iniziative portino ulteriori risultati concreti a breve e a medio termine e che si creino rapporti continuativi. Abbiamo la necessità di incrementare il numero di coloro che si prendano carico di un  Sostegno a Distanza (Adozioni a Distanza). Ogni giorno in Eritrea ci sono moltissime mamme che chiedono di essere inserite nel programma di adozione, per loro siamo quasi l’unica speranza. Senza tralasciare, è evidente,tutti gli altri progetti in essere, dal sostentamento delle case-famiglia, agli asili, agli anziani e alle innumerevoli altre attività. 

D.: Cosa spera per il futuro?

R.: C’è la necessità di dar vita ad una vera e propria RETE DI MARIAM, in cui ogni componente, ogni persona che ci conosca, prenda a cuore il nostro lavoro e  si dia da fare per far sapere ad amici, parenti e altro, tutto quello che facciamo. D’altronde, Le ripeto, il nostro punto di forza è la trasparenza e la possibilità reale, aiutando un’unica Missione, di toccare con mano i risultati concreti del proprio far beneficenza. Abbiamo circa 800 adozioni attive su 1.100, siamo presenti, con numeri esigui, in 15 delle 20 regioni italiane. Siamo consapevoli di dover fare molto di più. È un intero popolo bisognoso che ce lo chiede.

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-03 07:54:522015-11-03 07:54:52Intervista al Presidente dell’Associazione

Incontriamoci: le ragioni del nostro appello.

2 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Più volte nelle nostre riunioni, quando ci incontriamo per programmare il lavoro di un mese, di due mesi o di un anno, ci soffermiamo su un concetto che può apparire cinico, ma che, forse, è alla base di molte azioni di solidarietà che si sviluppano in occidente: bisogna essere ricchi per aiutare i poveri.

Non nasce, forse, da questo concetto il mecenatismo? Non è, quest’ultimo, il dovere morale di molti  ricchi che cercano in questo modo di rendere meno impari la vita degli esseri umani partendo dalla propria situazione di sicuro privilegio?

Se al mecenatismo si unisse una seria volontà politica siamo convinti che la povertà, almeno quella alimentare, non esisterebbe più.

Noi dell’Associazione Mariam Fraternità-ONLUS non siamo ricchi. Non facciamo opere di mecenatismo. Come più volte detto  nasciamo all’interno di una piccola parrocchia di un piccolo paese campano con l’intento di aiutare una nostra compaesana missionaria in Eritrea. Nel tempo abbiamo costruito una rete fatta di: professionisti, insegnanti, operai, famiglie di piccoli imprenditori, impiegati; ovvero di persone normali, dislocate in quasi tutta Italia, che ogni mese si impegnano nel versare una piccola somma per un sostegno a distanza di un bambino eritreo o per dare un aiuto economico ad un nostro progetto, sia esso un pozzo, un asilo o quant’altro. È un impegno oneroso che a volte richiede sacrificio, di certo non sono atti di mecenatismo.

Quando, d’altronde, ci sono persone la cui vita dipende dalla tua capacità di aggregazione, dalla tua capacità di mettere insieme fondi, di organizzare persone, vorresti che ci fossero delle sicurezze, vorresti fare delle previsioni per riuscire ad assicurare almeno il cibo a tutti coloro che ad Asmara e dintorni bussano alla porta delle Suore del Buon Samaritano. Previsioni, calcoli, congetture che vengono puntualmente smentite.

Perché se è vero che in Italia abbiamo il compito di raccogliere fondi, in Eritrea la Congregazione del Buon Samaritano ha il compito di accogliere e le persone che bussano sono sempre di più. Nelle case-famiglia dove prima vivevano in media 20 bambini ora a distanza di pochi mesi ne vivono 30, dove prima si aiutavano 100 persone ora se ne devono aiutare 150. E questo vale per tutti i progetti che si stanno sviluppando in Eritrea. Le persone da aiutare sono sempre di più, nonostante, e lo ribadiamo, la nostra filosofia sia quella di rendere indipendenti economicamente le persone che aiutiamo, cercando di trovare loro un accesso al mondo del lavoro. Ma in un paese sub-sahariano il lavoro non va molto oltre tutto ciò che  è inerente al campo agricolo. Di altro, anche di commercio, c’è ben poco, di certo il terziario non è un’industria. Potremmo mai chiedere di negare l’accoglienza? Potremmo mai chiedere alle Suore del Buon Samaritano di non rispondere più alle richieste di aiuto perché qui in Italia non sappiamo cosa altro inventarci? La risposta a questa domanda è sempre e solo la stessa, unanime: No, non possiamo chiederglielo! Non ci resta allora che resistere, resistere, resistere-continuare, continuare, continuare: senza aver paura di chiedere e quando si è chiesto senza aver paura di ri-chiedere.

È un lavoro immenso che forse non appaga, ma dà ad altri la possibilità di vivere, di mangiare, di nutrirsi, questo ci basta, il minimo ci accontenta.

Ci arrendiamo? La resa è una parola a noi sconosciuta, però dobbiamo diventare di più, dobbiamo creare una rete intessuta da molti più fili ed in questo abbiamo bisogno di tutti. Per questo motivo lanciamo un appello a tutti coloro che leggono. La nostra rete è iniziata parlando con le persone, guardandole negli occhi, stringendo loro la mano, facendo conoscerci di persona. Vi chiediamo di organizzare per noi nelle vostre parrocchie,  nei vostri luoghi d’incontro, nelle vostre sedi associative una riunione con noi dove poter presentare a quante più persone possibili l’attuale situazione sub-sahariana e tutti i nostri progetti. In qualunque posto d’Italia stiate verremo e ne parleremo.

È il nostro dovere, è il vostro dovere: il nostro continuare, il nostro resistere.

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(Foto. Bambini in una strada di Asmara)

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-02 07:10:382015-11-02 07:10:38Incontriamoci: le ragioni del nostro appello.

Paola racconta la “sua” Africa

2 Novembre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Più di tante parole quest’immagine spiega il motivo per cui non posso fare a meno della solidarietà, e di quella in Africa e, ancor più nello specifico, di quella alla Missione di Suor Pina Tulino. Leggere sui giornali o vedere in televisione è già tanto ma vivere in prima persona la realtà dell’importanza di un nostro piccolo gesto che si trasforma TUTTO in sopravvivenza, accoglienza e istruzione per degli esseri umani che hanno come unica colpa di essere nati nel posto e nel momento meno fortunato mette fine alle solite scuse per cui si evita di esporsi: ma sarà vero? Ma andranno veramente a buon fine? E quanto di quello che doniamo arriva a loro?

Basta andare ad Asmara e le risposte (anche quelle che vorremmo non vedere e non sentire)  le troviamo tutte li!E se non ci si va, arrivano le foto dei nostri bimbi che crescono grazie a quel poco, le loro pagelle o i loro disegni fatti con le matite che gli ho mandato per Natale. Non sono imparziale, ormai una parte del mio cuore è li con loro e la condivisione con la Grande Famiglia dell’ Associazione  Mariam Fraternità da un senso molto più grande alla mia lotta per la vita.

 

Paola e Pina

(Foto. Paola e Suor Pina- Foto archivio Associazione Mariam Fraternità- ONLUS)

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-11-02 06:49:002015-11-02 06:49:00Paola racconta la “sua” Africa

Maitemenai, una delle nostre case-famiglia in Asmara

31 Ottobre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

In un giorno qualsiasi, passando per le strade del quartiere di Maitemenai ad Asmara, si vedono bambini giocare correndo dietro ad un pallone, rincorrendosi l’un con l’altro, inventando giochi. Quasi tutti vorrebbero stare lì tutta la giornata a giocare, d’altronde per loro la stagione dei doveri e della responsabilità non è ancora arrivata, hanno tutta la vita davanti. Se ci si ferma a guardarli, dopo un po’ si vede che da ogni casa della strada, a turno fa capolino una signora, una mamma che si premura di cosa stia facendo il figlio, lo chiama se deve rientrare per fare i compiti scolastici, lo obbliga a rientrare in casa se tutta la famiglia, come spesso capita, ha degli obblighi familiari da dover onorare.

Da una di queste case fa capolino di tanto in tanto una delle Suore della Congregazione del Buon Samaritano, controlla cosa stiano facendo i “suoi” bambini, li richiama all’ordine,controlla che non si facciano del male, fa rientrare chi deve fare i compiti per il giorno dopo, lascia giocare coloro che non hanno grandi impegni per il giorno successivo. Il compito della Suora è quello di far sentire il bambino come facente parte di una grande famiglia. D’altronde è ormai la terza generazione di bambini e bambine che le Suore educano, ospitano e formano nella loro casa-famiglia di Maitemenai, sanno bene, per loro esperienza, che in futuro i bambini che ora vivono nella casa-famiglia si considereranno per tutta la vita fratelli e sorelle. Sono 30 i bambini che attualmente vivono a Matemenai, in gran parte sono tutti orfani di entrambi i genitori, in pochi casi, alcuni dei bambini sono stati, per vari motivi, abbandonati.

Vengono educati con il metodo Montessori, le Suore lasciano ad ogni bambino una propria libertà creativa, preferendo ad una facile educazione fatta di regole e severità, coltivare e preservare l’individualità di ogni singolo bambino che si trovi ad abitare con loro. I più piccoli, vedendo l’amore che ricevono, finiscono per chiamare le Suore “mamma” ed è forse questo il segreto dell’Amore, la disponibilità a non avere pregiudizi, la forza di far crescere le nuove generazioni di adulti con una sensibilità tutta femminile dove niente è pre-concetto, ma tutto è un continuo work in progress in cui bisogna superare gli ostacoli che la vita di volta in volta ti mette davanti.

Matemenai

(Foto: Bambini nella casa famiglia a Matemenai- Archivio foto Associazione Mariam Fraternità. Onlus)

Attività Costo annuale
La casa famiglia di Maitemenai ospita attualmente 30 bambini cui si dà vitto e alloggio, istruzione scolastica- vestiario e tutto ciò che possa garantire alle giovani vite una vita quanto più possibile normale. € 21.000,00
https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-10-31 07:56:472015-10-31 07:56:47Maitemenai, una delle nostre case-famiglia in Asmara
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