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Campagna 5X1000 2016- Quando una parabola si trasforma in aiuto concreto

28 Aprile 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

 (…) Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: “E chi è il mio prossimo? ”. Gesù riprese:

         “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre.  Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione.  Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno.  Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti? ”.  Quegli rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”. Gesù gli disse: “Va e anche tu fa lo stesso”.

Il brano che pubblichiamo riporta la Parabola del Buon Samaritano, tratta dal Vangelo di Luca. La parabola è alle origini delle Suore del Buon Samaritano: come nascono e quali sono le ragioni del loro operato.  Ci sembrava giusto ricordare a noi stessi ed a voi le ragioni e la spiritualità condivisa che ci unisce. Il Carisma delle Suore del Buon Samaritano è quello, semplice, di aiutare il prossimo. Le Suore vivono quotidianamente la semplicità di “fare del bene”. Essere semplici non vuol dire essere banali. Può sembrare un paradosso ma essere semplici è una conquista difficile, un punto d’arrivo non facile da raggiungere. Essere semplici significa spogliarsi di se stesso e accettare l’altro per quello che è, senza farsi domande, senza cercare risposte, cercando nell’umanità, nell’altro, ciò che ci unisce non ciò che ci divide. Essere semplici vuol dire aprire la porta a chi ti chiede aiuto senza domandarti di che religione esso sia, senza guardare il colore della sua pelle, senza chiedere niente del suo carattere. Rispondere ad una domanda d’aiuto semplicemente perché essa è stata fatta da un bisognoso, da qualcuno che, in quel periodo della sua vita, si trova in difficoltà e si mostra claudicante nell’affrontare il sentiero della vita. Essere bastone del claudicante, è questo il vero carisma delle Suore del Buon Samaritano. Fondate nel 1989 da Suor Pina Tulino esse formano una  congregazione  istituita sotto la Diocesi di Asmara-Eritrea.  Dopo trenta anni sono più di 30 le suore che in Asmara e nei villaggi limitrofi offrono assistenza spirituale, morale e materiale ai poveri. La loro opera ed il loro carisma è di fondamentale importanza in un paese dove solo il 5% della popolazione è cattolica.  Le suore oltre ad attività catechistiche ed ecumeniche, assistono ragazze senza dimora, disabili, invalidi, anziani ed orfani; curano insieme alla nostra associazione l’adozione a distanza di bambini appartenenti a famiglie bisognose ed il reinserimento in famiglia dei ragazzi di strada. Gestiscono  case famiglia e sono punto di riferimento per  poveri ed emarginati che ogni giorno vi si rivolgono con i problemi più diversi. Gestiscono, inoltre, alcune scuole materne in Asmara e villaggi limitrofi dando sostentamento ogni giorno a più di 500 bambini.

manifesto 5 x mille 2016

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-04-28 10:02:182016-06-03 08:31:20Campagna 5X1000 2016- Quando una parabola si trasforma in aiuto concreto

Regala un sorriso: la storia di Nebay scheda 1554/B

26 Aprile 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Nebay ha 7 anni, è l’ultimo di tre figli, il padre è molto malato e non può lavorare, la mamma fa la lavandaia presso le famiglie che di tanto in tanto la chiamano. Non è un lavoro continuo e, sicuramente, non basta a mandare avanti tutta la famiglia. Ha molto insistito con le Suore del Buon Samaritano per far inserire Nebay nel programma di sostegno a distanza, per tutta la famiglia 26 euro al mese rappresenterebbero la speranza di dare un sicuro mantenimento a Nebay e ai fratellini ed una sicura istruzione a tutti loro. Le suore, avendo accertata la sua situazione, subito hanno inserito il bambino nel programma.

Noi pubblichiamo la sua storia nella speranza che qualcuno di buon cuore aiuti Nebay e la sua famiglia.

Se a qualche nostro lettore sembrerà strano il lavoro che svolge la mamma di Nebay, lo rassicuriamo: è un lavoro che esiste. Ad Asmara poche famiglie hanno la lavatrice e, pur se l’hanno, se non si è in possesso di generatori elettrici privati, si ha corrente elettrica solo per due ore al giorno, quindi le poche famiglie che possono permetterselo chiamano le donne in casa per farsi fare il bucato a mano. (NdR)

Campagna Sostegno a distanza 2016

 

Mamme

Foto: Donne in attesa di ricevere la quota mensile del sostegno a distanza- Archivio foto Associazione Mariam Fraternità- ONLUS

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-04-26 08:47:002016-04-26 08:47:00Regala un sorriso: la storia di Nebay scheda 1554/B

Grazie! Amaniel ha trovato il suo sperato sostegno a distanza.

22 Aprile 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Dopo più di un mese Amaniel ha trovato una famiglia di buon cuore che lo sosterrà a distanza, ne siamo felici.

Di seguito riportiamo l’articolo più volte postato:

Il piccolo Amaniel da più di un mese è ancora alla ricerca di un aiuto. Ripubblichiamo la sua storia sperando che qualcuno di buon cuore possa contattarci.

Amaniel è un bambino di 11 anni, con quattro fratellini più piccoli. Il padre ha abbandonato la famiglia ed è disperso, non si hanno più notizie di lui. Amaniel, i fratellini e la sua mamma, vivono in un villaggio a 50 chilometri da Asmara. mangiano di ciò che parenti ed amici giorno dopo giorno riescono a fare avere loro. Non hanno altro. La mamma non lavora e, per giunta, le rare volte che le capita di lavorare, non sa dove lasciare i figli. I bambini sono tutti in età scolare. Il sostegno a distanza servirebbe alla famiglia di Amaniel sia per permettergli di sopravvivere, sia per fare in modo che tutti vadano a scuola e, magari, imparino un mestiere che potrà essere loro utile in futuro.

Speriamo che Amaniel trovi presto una famiglia che lo sostenga a distanza, in fondo non ci vuole molto: 26 euro al mese.

Campagna Sostegno a distanza 2016

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-04-22 10:20:592016-04-22 10:20:59Grazie! Amaniel ha trovato il suo sperato sostegno a distanza.

Il Papa a Lesbo: la traccia un sentiero da seguire

18 Aprile 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Il nostro lavoro quotidiano non ha molto a che fare con problemi di immigrazione. Noi da 32 anni aiutiamo un’unica Missione di suore in Eritrea, cercando di finanziare tutte le attività di solidarietà e di lotta alla povertà che hanno ad Asmara e dintorni.

Chiunque è venuto in Italia da Asmara, mandato dalle suore, per motivi di salute, motivi di studio o di lavoro, è venuto con tutti i documenti in regola. Nonostante ciò il problema dell’immigrazione non può lasciarci indifferenti, sono molte le persone che abbiamo conosciuto che hanno tentato il proprio  “viaggio della Speranza”, attraversando il Sudan a piedi, imbarcandosi in Libia nel tentativo di arrivare a Lampedusa; di questi molti, di nessuno abbiamo più notizie.

Per noi è impossibile non riconoscere  l’immigrazione come l’immane tragedia dei nostri tempi.  La visita del Papa a Lesbo deve essere per tutti noi un monito,  un grido da ascoltare. Il Papa ha tracciato un sentiero che tocca a tutti noi percorrere e quel sentiero è  l’accoglienza, il rispetto verso l’altro. In un momento difficile in cui l’immigrazione è legata a problemi connessi al terrorismo e alla crisi economica, il Papa non ha avuto paura di richiamare tutto il mondo cristiano a fare il proprio dovere anche quando esso costa sacrifici, anche quando esso mette a rischio le nostre posizioni acquisite. Noi, nel nostro piccolo non possiamo far altro che percorrere con convinzione il percorso da lui tracciato, convinti che se tutti facessimo la la nostra parte, la tragedia dell’immigrazione non sarebbe più  tale. Nel fare il nostro dovere risiede la speranza di un mondo migliore: forse è semplicemente questo il monito del Papa.

 

Papa a Lesbo

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-04-18 09:16:462016-04-18 09:19:32Il Papa a Lesbo: la traccia un sentiero da seguire

Goitom: un’amicizia che dura da più di 30 anni

12 Aprile 2016/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Era il 1986 quando vedemmo per la prima volta Goitom: era un ragazzino, era ospite dell’attuale presidente dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS, che a quei tempi iniziava ad organizzare tramite la parrocchia dei container alimentari per la missione eritrea diretta dalla sorella: Suor Pina. Goitom era uno dei primi ragazzi eritrei a venire a Baiano, luogo della nostra residenza.  Oltre al sorriso quello che ci colpì di Goitom era che non aveva entrambe le braccia dal gomito in giù: gliele avevano tagliate per vendetta.

Forse sarebbe interessante raccontare a chi legge il perché Goitom si trovasse a vivere senza braccia, ma Goitom, ancora oggi, non ne parla mai volentieri, quindi per rispettare la sua volontà sorvoleremo questa parte del racconto. Noi Goitom lo abbiamo conosciuto senza braccia e da lì inizieremo il nostro racconto.

Tutti quelli che lo hanno conosciuto nel 1986 ricordano che con quei due moncherini riusciva a fare tutto e mentre lo guardavamo tutti noi prendevamo coscienza davvero di cosa significasse una diversa abilità; noi non saremmo mai riusciti a fare, non avendo le braccia, quello che Goitom faceva benissimo.

Nel 1986 si trovava in Italia per vedere se poteva mettersi delle protesi, era la sua prima visita in Italia, Paese che dopo anni sarebbe diventata la sua seconda Patria. Andiamo con ordine

Goitom così, oggi, racconta la sua storia: <<Avevo 6 o 7 anni quando ho perso le mani, la Croce Rossa mi trasferì dall’Etiopia ad Asmara. Qui, in ospedale, conobbi Pina. Mi ricordo che la prima volta che ci siamo incontrati mi ha preso in braccio, mi coccolava, mi faceva giocare. Quel giorno abbiamo giocato 4-5 ore. Appena Pina lasciò l’ospedale io ero disperato, piangevo. Ho pianto per una settimana L’ospedale contattò Pina che venne e mi portò a vivere con sé. Nel 1986 mi mandò in Italia per farmi fare delle protesi migliori di quelle che avevo.>>

Goitom, chiaramente ricorda la sua storia dal proprio punto di vista, Suor Pina ricorda che da quando lo conobbe in ospedale subito si diede da fare per fare tutti i documenti necessari per adottarlo e per ospitarlo nell’unica casa-famiglia a cui a quei tempi, aveva dato vita.

Venuto in Italia, la vita di Goitom cambia anche grazie all’interessamento di un altro fratello di Suor Pina, il compianto dott. Domenico Tulino, che si appassiona al suo caso e decide di seguirlo nel tempo e di prenderlo sotto la propria protezione.

Negli anni della sua adolescenza Goitom è venuto più volte in Italia per sostituire le protesi, finché un giorno, diventato grande si trasferisce definitivamente nel nostro Paese trovando lavoro regolare come guardiano di un cantiere per una ditta edile romana.

Da allora Goitom vive nei pressi di Roma, si è sposato, ha un bellissimo bambino. E’ sempre presente in ogni raduno che facciamo. E’ sempre disposto ad aiutare le nostre attività. Si rende sempre disponibile ogni volta che ci serve qqualcuno che ci faccia da intermediario con la comunità eritrea o altro.

In fondo noi e Goitom siamo cresciuti insieme, abbiamo condiviso tutte le tappe della Missione della Congregazione delle Suore del Buon Samaritano ad Asmara. Questo è uno dei grandi vantaggi a lavorare esclusivamente per aiutare un’unica Missione: quasi sempre con le persone si ha una conoscenza diretta.

A Goitom facciamo i nostri migliori in bocca al lupo per il futuro.

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Foto: Goitom con Suor Pina e il Presidende dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS

 

 

 

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2016-04-12 09:07:102016-04-12 09:07:10Goitom: un’amicizia che dura da più di 30 anni
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