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Appello urgente!

8 Agosto 2017/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

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Noi, qui in Italia, come spesso accade quando non siamo testimoni diretti della realtà, possiamo guardare il mondo solo attraverso gli occhi degli altri. Oggi questi occhi intermediari ci rimandano una situazione tragica. Potessero urlare, urlerebbero. Potessero piangere, piangerebbero. Ma non c’è tempo per farlo: bisogna invece pensare a darsi da fare. Ci si affida a Dio e la nostra fede trasforma il nostro credere in agire. Le urla diventano appelli, richieste di aiuto, che noi non possiamo far altro che amplificare attraverso tutti gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione.

Gli occhi che guardano per noi sono gli occhi di Suor Pina. Tornata in Eritrea, dopo essere stata tre mesi in Italia per permettere a Samy di fare l’operazione agli occhi di cui vi abbiamo parlato, ha trovato una situazione molto peggiorata. C’è disperazione ovunque, fame ovunque, è difficile riuscire ad accaparrarsi beni primari; è difficile, per tutti, anche per chi un tempo si riteneva benestante, arrivare a fine mese. Donne, mamme, nonne bussano incessantemente alle porte della Congregazione delle Suore del Buon Samaritano cercando soluzioni alla fame. Cercando di poter credere in un domani possibile per i propri cari. Suor Pina dice che a sua memoria non ricorda una situazione del genere.

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Noi, qui in Italia, siamo atterriti. Ci sentiamo quasi impotenti. Sappiamo benissimo che su di noi quotidianamente contano più di mille persone; che queste persone potrebbero facilmente diventare il doppio e anche il triplo; che la povertà è un pozzo senza fondo. Si fa quel che si può, certo, ma vorremmo che le grida di aiuto che ci raggiungono dall’Eritrea non cadessero nel vuoto, che fossero ascoltate, recepite.

Sappiamo benissimo che oggi in Italia il tema degli aiuti al Terzo Mondo sta diventando impopolare: quotidianamente assistiamo a campagne anti-migranti, che danno forza a concetti egoistici e protezionistici; ma noi non possiamo venir meno al nostro dovere. Non possiamo non dar voce alle grida di aiuto che ci vengono da Asmara.

Fra i nostri progetti ne abbiamo uno che offre un aiuto immediato alle persone: il sostegno a distanza.

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Attraverso il sostegno a distanza di un bambino, con appena 26 euro al mese, si aiuta un’intera famiglia a sostenere le spese alimentari.

 

Noi siamo una piccola associazione, che lavora esclusivamente a favore della missione della Congregazione delle suore del Buon Samaritano, non abbiamo un budget adeguato per permetterci pubblicità e per amplificare questi appelli; chiediamo a chiunque ci legga, a chiunque già ci conosce, di farsi promotore verso terzi del nostro programma di sostegno a distanza.

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Il nostro dovere, nel rispondere all’appello che ci arriva da Asmara, è quello di attivarci, di non stare fermi, di cercare, nel nostro piccolo, di impegnarci al massimo per permettere la sopravvivenza di chi ha fame, di chi non ha nulla, di coloro che nel mondo sono fra i poveri più poveri.

Diamoci da fare!

 

 

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2017-08-08 09:29:472017-08-08 09:29:47Appello urgente!

I Migranti: La follia che assale le persone normali.

24 Luglio 2017/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

In questi giorni in cui il dibattito sui migranti si fa sempre più intenso, c’ è una follia ideologica che come un tarlo invade anche chi ha sempre fatto battaglie civili ed ideologiche. Il ragionamento, che cerchiamo di riassumere in poche parole è più o meno questo: Perché nessuno in Europa vuole i migranti; perché nessuna nazione si dichiara disponibile ad aprire i propri porti per accogliere coloro che tentano il proprio “viaggio della speranza” anche noi italiani dobbiamo chiudere i nostri porti, i migranti non devono arrivare, bisogna fermarli in Libia, in Egitto, in Tunisia, dovunque, basta che non entrino in Italia; abbiamo già mille problemi, non possiamo sobbarcarcene un altro.

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Questa insana follia che sta entrando nella carne e nel sangue delle persone normali somiglia tanto al comportamento di quegli innamorati che non volendo ammettere di essere traditi, fanno finta di non vedere ciò che è palese: <<Occhio non vede, cuore non duole.>>

Non si vuole capire che chi fugge dall’Africa fugge per vivere e che farli restare Libia, in Egitto, in Tunisia, vorrebbe dirli condannarli ad una vita in campi di profughi, una vita di prigione, di esilio in una terra di mezzo: non la propria, non la meta prefissata.

L’insana follia che sta invadendo le persone normali crea un’opinione pubblica favorevole al concetto: <<Se non vengono è meglio, se li risolvessero da soli i problemi!>> . L’insana follia, rende difficile far lottare coloro che insani non sono, ma che hanno ben salda la testa sul collo: la battaglia da combattere non è chiudere i porti, ma far aprire i porti a tutta Europa, perché il problema non è italiano, ma europeo.  Vinta questa battaglia, si devono controllare i flussi, mettere in galera con pene pesantissime gli scafisti, punire con severità il traffico di vite umane. La battaglia politica sui migranti si vince con la loro accettazione sociale; accettazione che avviene quando la maggior parte dei cittadini non insegue populismi di bassa lega, non ragiona ed agisce  di pancia, non viene conquistata da insane follie.

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In Italia oggi i cittadini stanno mille miglia avanti rispetto alla propria classe politica, in gran parte dei cittadini, la maggioranza, il senso di democrazia è forte ed è un valore acquisito. Non bisogna farsi trascinare indietro da una classe politica che insegue solo il potere per il potere, il consenso fine a sé stesso, solo a scopi elettorali; senza minimamente pensare che uno degli  scopi della democrazia è quello di dare a tutti le stesse possibilità di vita; le stesse opportunità, di permettere a tutti di scegliersi, nel pieno della legalità, cosa diventare. Non accogliere vorrebbe dire venir meno a questo principio, vorrebbe dire la fine di ogni principio democratico.

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È di questi giorni un appello firmato da Padre Alex Zanotelli a favore dell’Africa, offre molti spunti interessanti, lo pubblichiamo di seguito:

Appello di padre Alex Zanotelli ai giornalisti: «Rompiamo il silenzio sull’Africa»

dal sito www.finsi.it

Rilanciamo l’appello che il missionario Comboniano, direttore della rivista Mosaico di Pace, rivolge alla stampa italiana. «Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli stanno vivendo»

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di Alex Zanotelli*

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo come missionario uso la penna (anch’io appartengo alla vostra categoria) per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani.
Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che vorrebbe. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli stanno vivendo.
Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa. (Sono poche purtroppo le eccezioni in questo campo!)

È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.
È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.
È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.
È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.
È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.
È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.
È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.
Èinaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.
È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.
È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.
È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).
Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.
Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.
Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.
Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.
Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.
E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).

Per questo vi prego di rompere questo silenzio- stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti? Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

*Alex Zanotelli è missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell’Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace.

 

La fonte dell’appello è finsisoacial www.fnsi.it

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2017-07-24 08:02:272017-07-24 08:11:40I Migranti: La follia che assale le persone normali.

Samy e la speranza di un lieto fine

7 Luglio 2017/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Il mese scorso pubblicammo un articolo in cui Samy stava partendo per Milano, per fare un’operazione agli occhi che gli avrebbe permesso di recuperare la vista. Non ne abbiamo più parlato per scaramanzia, per non essere delusi da qualche inconveniente post-operatorio. A circa un mese dall’operazione , possiamo dire che l’operazione è riuscita; il nostro Samy per ora vede delle ombre, dei fasci di luce, ma i medici sembrano assicurare che nel tempo riacquisterà la capacità di vedere, di riconoscere, i volti delle persone a lui più care.

Dovrà sottoporsi a visite mensili a Milano e ad un’ulteriore operazione, ma tutto sembra andare per il verso giusto.

Noi, felice di poterlo aiutare, gli auguriamo tutto il bene di questo mondo e preghiamo per lui affinché possa essere indipendente e lottare per trovare il proprio posto nel mondo.

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2017-07-07 09:02:422017-07-07 09:02:42Samy e la speranza di un lieto fine

La dedizione e un nuovo progetto: pannelli solari per il bar dei Mutiliati

30 Maggio 2017/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

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La dedizione, l’amore verso ciò che si fa, la passione per ciò che si fa, costruisce percorsi virtuosi che visti dal di fuori potrebbero definirsi miracoli; ma sono “solo” il frutto di sacrifici reiterati nel tempo, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. In quest’arco di tempo tutti, nessuno escluso, hanno fatto il proprio dovere, ed i risultati si sono visti, si vedono, si continueranno a vedere.

Questa storia inizia 25 anni fa, quando la Congregazione delle suore del Buon Samaritano nello svolgere la propria Missione ad Asmara in Eritrea si ritrova ad aiutare, fra tanti, dei mutilati di guerra.

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Erano molti coloro che tornavano senza gambe e senza arti dalla guerra con l’Etiopia, forse per colpa delle mine, forse per colpa di ferite mal curate, erano molti coloro che tornavano dal fronte mutilati. Chi tornava era disperato, sembrava essere vittima di un futuro senza orizzonti, sembrava destinato a passare la vita in balia di scelte altrui. Le suore del Buon Samaritano si presero cura di questa disperazione; si attivarono per dar loro una speranza. Si rivolsero in Italia a tutti coloro che potevano aiutarle, non ultimo il Dott. Domenico Tulino, fratello di Suor Pina. In poco tempo riuscirono ad assicurare protesi a molti di loro, che ricominciarono ad aver voglia di vivere, alcuni di loro iniziarono a progettare la loro vita, a gettare il seme di un sogno che si sarebbe realizzato. A quei tempi dall’Italia ogni 6 mesi, grazie all’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS, arrivava un container pieno di derrate alimentari; container che una volta svuotato rimaneva nella disponibilità della Congregazione delle suore del Buon Samaritano che cercavano di utilizzarlo nel miglior modo possibile.  8 dei mutilati ai quali erano state realizzate le protesi ebbero un’idea: riunirsi in cooperativa ed utilizzare i container per realizzare un bar. Il progetto venne accettato dalle suore che aiutarono a realizzarlo.

La prima decisione che la cooperativa prese, degna del miglior marketing occidentale, fu quella di realizzare l’impresa in una strada trafficata, quindi si decise di realizzare il bar-ristorante sulla strada per Keren.

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Nel tempo, con il procedere degli anni e con l’arrivo dei container si è realizzato un bar- ristorante con l’utilizzo di ben 7 container.

Da 25 anni, con questa attività, ognuno degli 8 mutilati facenti parte della cooperativa è riuscito a costruirsi una famiglia, ad avere figli, a mandarli all’Università. Ciò che sembrava impossibile si è realizzato.

La loro è un’attività fatta con molta intelligenza, con un grande spirito imprenditoriale; investono sapendo bene il territorio nel quale operano, per esempio: per sopperire alla cronica mancanza d’acqua, hanno comprato un serbatoio della capienza di 2700 litri.

La Congregazione delle Suore del Buon Samaritano non ha mai smesso di aiutarli, grazie a loro infatti si è creato un contatto con l’Associazione siciliana Walking Together che ha contribuito con delle offerte alla costruzione, all’interno del ristorante, di una sala giochi comprensiva di biliardo. Sala che hanno voluto dedicare al Dott. Domenico Tulino.

Ora per sviluppare la loro attività si sono prefissi un’altra mèta: coprire la superfice dei container con pannelli solari.

Progetto per loro di vitale importanza, importanza che noi occidentali forse non immaginiamo.

Spesso in Italia, infatti, il dibattito sull’utilizzo delle Energie alternative è difficile da far digerire alla gente; è difficile far passare il concetto che diversificare le fonti di energia vuol dire preservare il Pianeta, proteggerlo dall’erosione dei prossimi anni; conservarlo per le generazioni future. Questo accade perché abbiamo corrente elettrica a tutte le ore del giorno; abbiamo un’illuminazione pubblica, un’illuminazione privata. Ogni giorno mettiamo in moto, senza pensarci più di tanto: lavatrici, lavastoviglie, televisioni, computers, spesso contemporaneamente. Certo, un po’ ci lamentiamo all’arrivo delle bollette per quello che ci sembra un costo elevato; ma poi, ricominciamo, come se nulla fosse accaduto. Per noi avere a disposizione l’energia elettrica è del tutto normale.

Quello che per noi è scontato, non lo è nel Terzo Mondo. In Eritrea, per esempio, spesso, hanno corrente elettrica solo due ore al giorno; a volte di notte: cose per noi inimmaginabili.

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Avere la possibilità, in Eritrea, di accedere ad energie alternative non vuol dire solo, cosa non da poco, preservare il Pianeta. Vuol dire, soprattutto, avere la possibilità di poter svolgere la propria attività per più ore al giorno.

Se il progetto andasse a buon fine avrebbero più energia disponibile; potrebbero far funzionare il loro bar per più ore al giorno.

Noi dell’Associazione Mariam Fraternità- ONLUS, abbiamo preso a cuore questo progetto. Ci sembra un ottimo sistema per risolvere i problemi energetici del Terzo mondo. In occidente abbiamo la tecnologia adatta per realizzare la copertura con pannelli solari di un bar- ristorante. Potrebbe essere un piccolo passo per cambiare le cose.

Il costo di un pannello solare della grandezza di un container, accessoriato di tutto ciò che è utile a farlo funzionare ha un costo di 4.000 euro.

Essendo 7 i container da coprire il costo complessivo del progetto sarebbe di 28.000 euro.

In Italia si sono già trovati finanziatori per due pannelli solari; bisogna trovare finanziatori per gli altri 5 per un totale, quindi, di 20.000 euro.

20.000 euro per permettere ad un sogno di continuare; un sogno che anni fa a raccontarlo senza averlo vissuto giorno dopo giorno avrebbe avuto il sapore di un miracolo; ma che è invece la somma ed il frutto di un’ostinazione a vivere nonostante le difficoltà della vita e di una Missione che la Congregazione delle Suore del Buon Samaritano si è data: quella di aiutare gli altri confidando nell’aiuto di Dio.

Noi, come Associazione Mariam Fraternità- Onlus speriamo, a nostra volta, di fare il nostro dovere e di trovare al più presto i fondi necessari per riuscire a realizzare i sogni dei mutilati.

Speriamo di venir contattati sia da privati che da ditte specializzate del settore che possano metterci a disposizione il loro know-how per soddisfare le richieste che ci vengono dall’Eritrea. Confidiamo in voi.

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2017-05-30 09:23:522017-05-30 09:23:52La dedizione e un nuovo progetto: pannelli solari per il bar dei Mutiliati

L’importanza del 5X1000 per la nostra Associazione

2 Maggio 2017/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

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In questi mesi faremo più di un articolo relativo al 5×1000, in vista della presentazione della dichiarazione dei redditi, infatti diventa per noi di vitale importanza far sì che quante più persone possibili scrivano il nostro codice fiscale, 02282700646, nell’apposito spazio dedicato alle Associazioni di volontariato.

Siamo una piccola associazione ed i nostri lettori assidui sanno bene che non abbiamo budget disponibili per fare pubblicità, quindi abbiamo bisogno che ognuno si attivi per fare da volano per questa nostra iniziativa verso i propri amici, parenti, conoscenti.

A voi lettori, quindi, ci rivolgiamo cercando di spiegare perché abbiamo la necessità di aumentare il numero degli aderenti.

Nel bilancio dell’Associazione relativo all’anno 2016 l’introito del 5×1000 è stato di €10.006,90 (ndr: lo Stato rimborsa dopo circa due anni, quindi questa cifra è quella corrispondente alla dichiarazione che gli aderenti hanno fatto nel 2014).

Questa cifra nel 2016 è servita a pagare in parte le nostre spese di gestione. In parte, non del tutto.

Prima di riportare i nostri costi relativi al 2016, crediamo sia opportuno fare due considerazioni:

  • Negli ultimi anni per noi sono aumentati i costi relativi alla posta. Infatti siamo stati costretti a comunicare con l’Eritrea esclusivamente attraverso DHL visto che le poste eritree non funzionano. Chi ha aderito al nostro progetto di sostegno a distanza e riceve le lettere dai bambini avrà notato che sono circa due anni che esse arrivano con francobollo italiano. Infatti arrivano con DHL in sede e poi dalla nostra sede vengono smistate, attraverso Poste Italiane, a tutti. Solo per la spedizione delle lettere, quindi, c’è per noi una doppia spesa;
  • Noi lavoriamo a stretto contatto con la Missione della Congregazione delle Suore del Buon Samaritano in Eritrea; tra fax e telefono comunichiamo con loro ogni giorno e, pur avendo aderito alla migliore offerta telefonica per comunicare con l’Africa, i costi di comunicazione non sono bassi.

Fatte queste considerazioni, le seguenti sono le spese estrapolate dal bilancio 2016 della nostra associazione:

  • €6.000,00 Fitto (Sede Associazione e casa Hagos per ospitare eritrei che vengono a curarsi in Italia);
  • € 3.406,99 spese postali così suddivise: € 2.571,49 per DHL (per spedire mensilmente le medicine necessarie e per ricevere le lettere dei bambini per coloro che hanno aderito al progetto di sostegno a distanza); € 835,50 Poste italiane (parte spesi per inviare le lettere ricevute tramite DHL dei bambini facenti parte del programma del sostegno a distanza, parte spesi per inviare gli attestati relativi alle dichiarazione dei redditi dei donatori);
  • € 789,91 spese di energia elettrica (comprensivi di sede Associazione e casa Hagos);
  • € 2.150,13 spese telefoniche;
  •  €73,00 spese relative al sito www.associazionemariam.it;
  • € 19,00 utenze.

Per un totale di €12.439,03. Cifra che speriamo sia coperta dal 5X1000 relativo all’anno 2016 che sarà nella nostra disponibilità nel 2018.

La nostra politica è da sempre quella di inviare integralmente alla Missione della Congregazione del Buon Samaritano le donazioni che ci vengono date.

Come associazione siamo sostenuti dalla Fondazione Dott. Domenico Tulino che, a sua volta, cerca di sostenere progetti in Africa a favore dei poveri più poveri.

Per noi, quindi, aumentare gli aderenti al 5×1000 significa riuscire a non gravare sulla Fondazione dott. Domenico Tulino e permettere ad essa di finanziare quanti più progetti possibili a favore sia della Congregazione del Buon Samaritano ad Asmara che dei poveri più poveri in Africa in generale.

Aiutaci ad aiutare!

Nella tua dichiarazione dei redditi, nell’apposito spazio dedicato alle Associazioni di volontariato, scrivi il nostro codice fiscale:

02282700646 

Invita tutti i tuoi amici a farlo, grazie!

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https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2017-05-02 09:27:582017-05-02 09:53:19L’importanza del 5X1000 per la nostra Associazione
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