Chi fa da se fa per tre: il paradosso della giusta solidarietà
E’ di questi giorni lo scandalo irpino relativo ai Centri di Accoglienza per immigrati. Scandalo dovuto alle forniture di cibi scaduti ed avariati e alle carenze igienico sanitarie delle strutture ospitanti.
Lo scandalo ci tocca da vicino, non solo perché la nostra sede è a Baiano, in provincia di Avellino, ma anche perché l’argomento: quello degli immigrati e, in generale, della solidarietà verso popoli del Terzo Mondo ci tocca molto, molto da vicino.
La natura dello scandalo è semplice: c’é l’emergenza Migranti, lo Stato mette a disposizione finanziamenti per ospitarli, alcune cooperative mettono a disposizione delle strutture. Per guadagnare, per recuperare le spese, i costi, ed avere un profitto si fa la cresta sui finanziamenti avuti.
Non sappiamo come finirà il prosieguo delle indagini, ci auguriamo che tutti gli operatori coinvolti siano innocenti, ma, se fosse minimamente vero, lo scandalo è dovuto al fatto che si possa pensare di ricavare profitti su di un’emergenza come quella dei migranti.
La solidarietà non prevede profitti e se, per alcuni di noi, è un lavoro retribuito per la quantità di tempo che ogni giorno dedichiamo ad esso, la retribuzione, quando esiste, non può essere equiparata ad una retribuzione aziendale, non può essere pensata da nessuno come motivo di profitto.
La parola Profitto nel Terzo Settore è un cancro che va estirpato, un controsenso in essere.
Da 32 anni, da quando siamo nati, noi aiutiamo solo un’unica Missione: quella delle Suore della Congregazione del Buon Samaritano ad Asmara, in Eritrea. Finora non abbiamo mai dato vita a progetti che non riguardassero la Missione di Suor Pina. La nostra Casa di Accoglienza in Italia, Hagos, creata grazie al determinante contributo del 5X1000 , ospita, per ora e non in modo permanente, solo persone con problemi medici che vengono mandate in Italia dalle Suore della Congregazione del Buon Samaritano. Nella nostra storia non abbiamo mai dato vita a progetti che riguardassero altre Missioni, altri Paesi del Terzo Mondo, non abbiamo mai partecipato, pur avendone i requisiti, a bandi di cooperazione internazionale che non riguardassero la nostra mission: aiutare Suor Pina. Abbiamo radici forti, chi da 32 anni dirige l’associazione è illuminato, sa bene che il profitto e la solidarietà sono come il diavolo e l’acquasanta: due cose da mantenere distinte e separate.
Si perdono occasioni? Non importa. Potremmo avere più disponibilità economica per aiutare meglio chi vogliamo? Non importa.
Quello che importa è che per noi la solidarietà non è e non sarà mai un profitto.





