Che bel Tempo!- quando una frase viene declinata in modo diverso
In queste pagine raccontiamo spesso storie di solidarietà. Chiediamo l’aiuto di voi lettori per i vari progetti che da più di 30 anni abbiamo ad Asmara. E’ la nostra scelta, il nostro dovere. Il nostro lavoro consiste nell’essere solidali verso il prossimo, verso i poveri più poveri.
Oggi vogliamo raccontare una nota di colore, una differenza fra popoli, un modo totalmente diverso di declinare una frase.
La frase è : <<Che bel tempo!>>
Quando noi occidentali diciamo questa frase è perché ci compiaciamo del sole, del cielo terso, dell’aria limpida, del dolce tepore climatico che ci permette di camminare per le strade della nostra cittadina liberamente, di parlare in piazza con qualche amico, di sederci al tavolino di un bar per sorseggiare in tutta tranquillità la bevanda ordinata, di giocare in strada con i nostri figli, i nostri bambini.
In Eritrea la frase: <<Che bel Tempo!>> si dice quando piove.
In fondo, a pensarci, ciò risponde alla logica. In un Paese, sito nella zona sub-sahariana dell’Africa, che ha problemi di siccità, la pioggia è fonte di gran ristoro: per la terra, per le riserve acquifere, per l’energia. La pioggia porta felicità.
E’ interessante, per coloro che fossero studiosi dei comportamenti umani, vedere come tutto nell’umanità sia complementare. Mentre noi vedendo di prima mattina una giornata uggiosa predisponiamo l’animo ad un atteggiamento malinconico, dall’altra parte del mondo lo stesso cielo, predispone l’anima alla felicità.
Da questa piccola cosa, nasce una riflessione: Forse capire che le differenze sono complementari di un tutto è il primo passo per capirci l’uno con l’altro e per sconfiggere quel razzismo che ancora oggi è presente nella nostra quotidianità. E’ il primo passo per l’accettazione senza se e senza ma delle diversità.



