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Tag Archivio per: sostegno a distanza

Dare opportunità di lavoro in Eritrea

26 Ottobre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Da sempre, da quando eravamo un piccolo gruppo parrocchiale che aiutava la Missione di Suor Pina Tulino e il suo gruppo delle Suore del Buon Samaritano, il nostro scopo non solo è stato quello di aiutare i poveri più poveri, ma, soprattutto, quello di emanciparli dalla povertà. Nei nostri, ormai, 31 anni di attività abbiamo finanziato piccole attività commerciali, pizzerie, abbiamo dato l’opportunità a ragazzi di buona volontà di aprire piccole imprese che mirassero a garantire loro entrate mensili. Abbiamo visto crescere e diventare adulti almeno tre generazioni di giovani eritrei. È da trent’anni che condividiamo i loro problemi, abbiamo vissuto trepidando la loro lotta per l’indipendenza dall’Etiopia; abbiamo vissuto, condividendo la loro gioia, la stagione della speranza, la loro Primavera dopo aver conquistato l’Indipendenza; abbiamo vissuto,e stiamo vivendo, con loro la stagione del conflitto con l’Etiopia, le difficoltà legate alla crisi sub-sahariana, alla povertà, alle forti migrazioni di un intero popolo che cerca fortuna lontano dalla propria terra. Noi sappiamo le ragioni profonde che li spingono a partire, a lasciare le loro case, i loro affetti. Per noi ogni barcone che arriva sulle nostre coste è il simbolo della disuguaglianza del mondo, è il simbolo delle opportunità negate. Nessuno di quei barconi ci ha mai lasciato indifferenti, mai lo farà. Proprio per questo motivo, in virtù di questo motivo, quando possiamo finanziare attività in loco siamo felici, diventiamo orgogliosi del lavoro che facciamo. E’ il seme che diventa pianta rigogliosa, che produce frutti per il futuro, è una possibilità che viene data a chi non ha niente di vivere del proprio lavoro. Potessimo farlo sempre, potessimo farlo per tutti, realizzeremmo la nostra utopia, il nostro sogno. Oggi in Eritrea, ad Asmara, quasi tutta la polpoazione maschile svolge il servizio militare, a mandare avanti le poche attività, le economie familiari sempre più spesso sono le donne. Per questo motivo le Suore hanno deciso di realizzare anche per gli anni 2014/2016 il progetto Formazione e Lavoro:un domani migliore per le ragazze delle bidonville di Asmara, esso ha la la durata di due anni e il costo di circa €45.000,00 interamente finanziato, per questi anni, da una donatrice legata al gruppo messinese di Walking Together che hanno presentato il progetto di Suor Pina e delle Suore della Congregazione del Buon Samaritano all’interno del loro gruppo. Grazie a questa donazione, si realizzeranno le seguenti attività (le riportiamo come da progetto) :

Il progetto prevede la realizzazione delle seguenti attività specifiche:

Corso di taglio e cucito per venti ragazze. Il Corso, che ha durata biennale, si svolge in due turni con 10  ragazze la mattina e 10 ragazze la sera, per dare la possibilità a coloro che studiano di frequentare la scuola normalmente. Le ragazze sono seguite da due insegnanti e da due assistenti. Per stimolare la partecipazione al corso, e dare un sostegno alle famiglie, tutte vengono remunerate con 500 nakfa al mese pari a circa 25 euro. Alla fine dei due anni le partecipanti al corso prendono un diploma riconosciuto dal Ministero dell’Educazione Eritreo e possono ritenersi proprietarie dei manufatti realizzati durante i due anni;

 Corso di ricamo a mano e con macchia da cucire per trenta ragazze. Il Corso, che ha durata biennale si svolge in due turni con 15  ragazze la mattina e 15 ragazze la sera, per dare la possibilità a coloro che studiano di frequentare la scuola normalmente. Le ragazze sono seguite da due insegnanti e da due assistenti. Per stimolare la partecipazione al corso, e dare un sostegno alle famiglie,tutte vengono remunerate con 500 nakfa al mese pari a circa 25 euro. Alla fine dei due anni le partecipanti al corso prendono un diploma riconosciuto dal Ministero dell’Educazione Eritreo e possono ritenersi proprietarie dei manufatti realizzati durante i due anni.

Un grazie infinito a tutti i volontari di Walking Together.

Consegna dei diplomi

(Foto: consegna dei diplomi 2008, le ragazze hanno ricamato i vestiti che indossano- Foto Archivio Associazione Mariam fraternità- ONLUS -)

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-10-26 08:40:112015-10-26 08:40:11Dare opportunità di lavoro in Eritrea

Intervista a Suor Thebé

24 Ottobre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Con l’aiuto di Suor Pina che ci fa da traduttrice, intervistiamo Suor Thebé che da decenni è parte della Congregazione delle Suore del Buon Samaritano.

D.: Suor Thebé, uno degli aspetti della Congregazione delle Suore del Buon Samaritano è quello che siete tutte donne eritree?

R.: Si è vero, noi come donne e come suore, lavoriamo per il nostro Paese e siamo parte integrante di esso. Tutte siamo coscienti che riuscire nella nostra missione vuol dire essere utili a nostri connazionali. Noi lavoriamo per il nostro popolo: un popolo che non ha da mangiare, povero e che ha bisogno di aiuto. Nel far questo siamo molto motivate e ne sentiamo la responsabilità. È questo, forse che ci dà una marcia in più, motivazioni ulteriori per non fermarci, per migliorarci.

D.: Lei ha lavorato fianco a fianco con Suor Pina, se dovesse giudicare la Sua opera come la giudicherebbe?

R.: E’ difficile rispondere a questa domanda in presenza della stessa Suor Pina, perché non credo si debbano fare elogi a chi ha scelto di vivere la propria vista in un certo modo e ha trovato chi la seguisse. Però noi non staremmo qui a parlare se non ci fosse stata lei. La Congregazione delle Suore del Buon Samaritano è il suo sogno realizzato e noi tutte, suore e novizie, ne facciamo parte. Noi siamo la Sua opera, ed è una grande responsabilità continuarla, renderla viva, migliore.

D.: Se dovesse descrivere in poche parole lo Spirito della Vostra missione, come lo descriverebbe?

R.: Il nostro carisma è principalmente quello di accogliere e accettare le persone in difficoltà di qualsiasi religione esse siano, non sempre è facile. Spesso ci si sente troppo piccoli per problemi troppo grandi. Eppure, forse, se dovessi rappresentare il senso della nostra Opera lo rappresenterei con una porta aperta, pronta a fare entrare chiunque abbia bisogno d’aiuto, anche quando sembra che non ci siano risorse. La nostra Fede, il nostro carisma, in fondo, sta tutto nel mantenere quella porta, la porta delle nostre case, sempre aperta.

D.: Cosa augura agli italiani che leggeranno questa intervista?

R.: Di vivere una vita piena d’Amore, di fare attenzione al prossimo e, soprattutto, di pregare per noi affinché si possa continuare nella nostra Missione e si possa riuscire a dare una speranza, un aiuto, a quante più persone e famiglie possibili.

SL380053

(Foto: Suor Thebé (la seconda da sinistra) con Suor Roma, Saron e Samy – foto archivio Associazione Mariam Fraternità- ONLUS)

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-10-24 08:32:022015-10-24 08:32:02Intervista a Suor Thebé

Michelangelo, una lezione: l’Accoglienza

23 Ottobre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Nel Giudizio Universale di Michelangelo, l’Artista descrive in modo oltremodo perfetto il dovere dell’Uomo. Chi è vicino a Gesù che ascende al Cielo gode della sua Luce e si nutre della Sua immagine, chi è più lontano cerca di avvicinarvisi. Un particolare del Giudizio Universale descrive il compito perfetto del cristiano: finché non si è a terra, finché non si è lontani dalla Grazia di Dio, finché non si è all’Inferno, ogni uomo, ogni anima che sosta sulle nuvole, cerca di trarre a sé l’uomo che è agli strati inferiori, cerca di attirarlo verso la Grazia Divina, cerca di essere solidale con lui perché lo riconosce simile a se stesso.  Nello stesso affresco solo Caronte, in basso a destra, cerca di estromettere dalla propria barca le anime condannate eternamente all’Inferno per non permettere loro di oltrepassare lo Stige, per non permettere loro di fuggire ad una condanna che Dio ha inflitto alle loro anime per una vita condotta in modo dissipato. È proprio la difesa dei nostri valori, la difesa in tutto ciò che crediamo che deve costringerci a non farci diventare, rispetto agli odierni migranti, dei moderni Caronte. Non abbiamo il diritto-dovere di cacciare chicchessia, abbiamo il diritto-dovere di cercare di accogliere quante più persone possibili; impegnando tutte le nostre forze per far sì che si viva insieme in un mondo di regole condivise. Sperando e confidando che un giorno non lontano ognuno viva felicemente e liberamente il proprio luogo di nascita, la propria terra, la propria nazione.

Giudizio Universale

(Foto: Michelangelo, Giudizio Universale- Cappella Sistina)

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-10-23 05:05:252015-10-23 05:05:25Michelangelo, una lezione: l’Accoglienza

Eroi nel silenzio

23 Ottobre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Ci sono eroi che lavorano nel silenzio, che non hanno bisogno di mettersi in mostra, che si muovono spinti da motivazioni che vanno ben oltre il senso comune, oltre le convinzioni della maggioranza. Eroi che non seguono le mode, ma seguono le proprie spinte emozionali, convinti che, seppure non si possa cambiare il mondo, esso può essere vissuto secondo i propri ideali, seguendo il proprio senso di giustizia.  Eroi che quando si incontrano ti accolgono con un sorriso ed una stretta di mano, simboli di una semplicità innata, che non chiede riverenza, che non dà importanza a se stessa, credendo sia normale agire in tal modo. Quando incontri persone del genere, al di là della propria volontà, non puoi fare  a meno di raccontare la loro storia. Da circa 10 anni un gruppo di persone, medici e paramedici, dedicano il loro tempo libero, le proprie ferie,  a curare malati andando ad Asmara per lavorare in collaborazione con i medici locali, procurando loro anche i macchinari più moderni, il tutto a loro spese, dando fondo ai propri beni.  In un mondo occidentale super-competitivo che ha fatto negli ultimi venti anni dello sfarzo, del lusso, dell’ostentazione del proprio ruolo sociale, un vero e proprio must, fare scelte del genere significa soprattutto saper guardare il mondo con i propri occhi, saper essere se stessi e saper dare alla propria vita un indirizzo che segue il proprio cuore, la propria anima, la propria sensibilità. Oggi scegliere di non accumulare ricchezze grazie alle proprie capacità, bensì  donare e mettere a disposizione le proprie capacità a servizio degli altri è una scelta controcorrente, per questo molto più apprezzabile, tanto da essere definita eroica.  Il Professor Salvatore Galanti e Gianfranco Cicciù hanno fatto questa scelta. Il primo , urologo, è da circa dieci anni che va ad Asmara più volte l’anno per operare e assistere malati in una delle più affollate strutture ospedaliere asmarine. Il secondo, infermiere, lo segue da più di quattro anni.  In questi anni hanno coinvolto nei loro progetti altre persone, altre associazioni  italiane come la Consulcesi che li aiuta a coordinare e a trovare fondi per tutto ciò che può servire ai reparti medici dell’Ospedale Eritreo in cui operano. Noi conosciamo la loro storia, perché da circa 4 anni, Il Professor Salvatore Galanti, Gianfranco Cicciù e tutto lo staff hanno conosciuto l’opera di Suor Pina e della Congregazione del Buon Samaritano ad Asmara ed hanno deciso di aiutarci nei nostri progetti di adozione a distanza, nel reperire fondi per creare, ove possibile, altre case-famiglia, altri pozzi, altri asili. A poco a poco, approfondendo la conoscenza, stanno diventando persone con le  quali collaboriamo giorno dopo giorno. Il mondo è piccolo e le persone si incontrano nei modi più disparati, il nostro terreno comune è la solidarietà verso gli ultimi, verso i poveri, verso tutti coloro che non sono protetti, che non hanno in nessun modo forza contrattuale, per i senza voce. Fra le tante storie tristi che spesso ci capita di raccontare, questa è uno storia positiva e la raccontiamo con gioia, sperando che tutti voi lettori siate partecipi dell’idea che il mondo con piccole cose, con piccoli sacrifici possa cambiare in meglio per tutti. In fondo se nel mondo ci fossero 10, 100, 1000, 10000 persone del genere, forse non ci sarebbero più ingiustizie, non ci sarebbe più povertà, vivremmo in un mondo un po’ più in equilibrio. Perché non sperarci? Perché non prendere esempio da loro per cercare di fare il nostro dovere cercando di non farci travolgere dalla moda del momento, dall’acquisto di turno, dall’effimero che quotidianamente dilaga nel nostro modo di vivere occidentale? Basterebbe dedicare all’altro il tempo che molti passano istupiditi davanti a beceri programmi televisivi e tutto sarebbe diverso, di certo migliore. E se tutti facessimo così, capiremmo anche che l’Africa, l’Eritrea, la povertà è dappertutto, anche fuori l’uscio della nostra porta, basta aprire gli occhi, vederla e impegnansi a contrastarla, non facendo finta di nulla, senza mettere la testa sotto la sabbia come se fossimo struzzi. Tutti noi siamo potenziali eroi silenziosi, basterebbe poco, forse solo una presa di coscienza abbinata ad una forte dose di buona volontà per diventarlo, di certo  potremmo prendere esempio da alcuni, come il Prof. Galanti, Cicciù e altri,  che, in fondo, già lo sono.

Cnsulcesi

(Foto: Prof.Galanti con colleghi eritrei)

 

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-10-23 04:51:262015-10-23 04:51:26Eroi nel silenzio

Le Suore del Buon Samaritano

22 Ottobre 2015/in News e aggiornamenti/da Mariam Fraternità

Guardare una quercia millenaria è sempre uno spettacolo agli occhi dell’uomo. Osservandola si capisce il certosino lavoro della Natura, che con tutta se stessa, acqua vento pioggia sole, ha reso possibile il miracolo che si staglia, immobile, davanti ai nostri occhi. Il miracolo della vita di un uomo o di una donna non può essere osservato nello stesso modo: rimanendo immobili. Esso è dato dalla conoscenza che si ha dell’altro/a, dalle azioni fatte, da ciò che dell’altro/a rimarrà per sempre. Più di 40 anni di vita per un essere umano possono essere ben paragonabili a gran parte della vita di una quercia millenaria. Sono più di 40 anni che Suor Pina Tulino vive ad Asmara, ed è il suo lavoro la testimonianza della sua vita. Molti sono i semi della sua opera che hanno dato frutti. Uno di questi è sicuramente quello di aver dato vita alla Congregazione delle Suore del Buon Samaritano nata nel 1989 per rispondere ulteriormente alle esigenze dei poveri dell’Eritrea. Ora le suore, dopo 26 anni, sono ben 35 e tutte sono coinvolte nel lavoro della missione, Il loro carisma è aiutare i poveri più poveri offrendo loro assistenza sociale e spirituale. La loro formazione è tesa a garantire la dignità umana ai poveri partecipando a progetti che mirino ad inserirli, per quanto ciò sia possibile, in percorsi lavorativi che li renda autonomi da qualsiasi aiuto. Le suore sono dislocate nelle varie attività presenti ad Asmara e dintorni: 5 suore sono ad Himberti, 5 a Maiedaga, 3 a Maitemenai, 4 nella Casa degli Angeli (casa-famiglia dove vi sono bambini serio positivi), 2 nella Casa degli aspiranti, 3 a Kidane Mehret, 3 a Gheza Beranu, 7 nel noviziato di Betania House, 3 a Zezerat (Bietel House).Una volta al mese si riuniscono per un incontro spirituale comunitario. Le loro giornate sono molto piene, iniziano di mattina presto con un incontro di preghiera, poi ogni suora affronta la giornata svolgendo il rispettivo compito che spesso corrisponde a mandare avanti intere case-famiglie in genere composte da mamme intente ad accudire i figli, da ragazze da inserire nel contesto socio-culturale-economico della città o del villaggio in cui si vive, bambini da mandare a scuola e da accudire per tutta la giornata,magari controllando se abbiano fatto o meno i compitini assegnati loro per il giorno dopo. La loro giornata finisce generalmente con l’ascolto della Santa Messa e con ulteriore momento di preghiera insieme a tutti gli abitanti delle rispettive case-famiglia. Nei momenti in cui non hanno grandi impegni nelle rispettive case, le suore escono per le strade di Asmara o dei villaggi per fare visita ai poveri, per portare loro conforto. Il nostro lavoro, il lavoro dell’Associazione Mariam Fraternità-ONLUS- non potrebbe essere svolto senza l’aiuto delle suore, sono la parte operativa dei nostri sforzi nel raccogliere fondi in Occidente. Sono loro che ci fanno conoscere i bisogni di un intero popolo, le loro necessità. Tutte le 35 suore sono eritree, parlano il tigrino, conoscono l’inglese. Le Suore della Congregazione del Buon Samaritano fanno parte del popolo eritreo, sono parte integrante di esso. Forse sarebbe stato più facile costruire mattone dopo mattone una comunità religiosa fatta di suore che avessero scelto di essere missionarie in un Paese lontano dal loro Paese di origine, sarebbe stato più facile perché si sarebbe avuto un carisma condiviso con una formazione spirituale di matrice esclusivamente occidentale, si è scelta la strada più difficile, quella che nel tempo, si spera, darà i migliori frutti. Forse è questa la forza della quercia: sapersi radicare con tutta se stessa nella terra che occupa, essere la terra, lavorare e crescere all’unisono con essa e per essa.

Le Suore del Buon Samaritano

(Foto: suor Pina, al centro, con alcune delle Suore della Congregazione del Buon Samaritano)

https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png 0 0 Mariam Fraternità https://www.associazionemariam.it/wp-content/uploads/2019/10/logo-mariam-1.png Mariam Fraternità2015-10-22 06:42:472015-10-22 06:42:47Le Suore del Buon Samaritano
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